Antonio Socci invita Giuliano Ferrara a non presentarsi alle elezioni

Antonio Socci foto

Qualche giorno fa, qui si scriveva: “Qualunque percentuale di voti, la lista dell´Elefantino dovesse ottenere: sarebbe comunque modesta. Comunque bassa. Se anche dovesse raggiungere un livello di consensi impossibile, diciamo il 10%: sarebbe comunque una clamorosa sconfitta per le istanze antiabortiste! Perché il giorno dopo, i laicisti anticlericali direbbero: “Ecco, vedete: gli antiabortisti sono solo il 10% dell´intero elettorato. Dunque, la stragrande maggioranza degli elettori/cittadini, vuole che tutto rimanga come è ora””.° 

E così si concludeva: “L´unica cosa saggia che i pro life possano fare: è di attivarsi affinché Ferrara rinunci a presentarsi alle elezioni”.

Ieri, un cattolico avveduto come Antonio Socci, s´è posto lo stesso ordine d´interrogativi. E ha rivolto a Ferrara un analogo invito: “Non ti presentare”. Questo il succo.

Ecco le sue valutazioni:

“Caro Giuliano, dopo averti dato il mio appoggio, dalle colonne del Corriere della Sera, voglio darti ora un consiglio, anch´esso non richiesto: annuncia di non presentare più la tua lista perché hai già  vinto (…). Il risultato l´hai raggiungo (…). Infatti oggi tutti – da Destra a Sinistra – ripetono di volere “la piena attuazione della legge 194” (anche nelle parti dov´è prevista la tutela della maternità  e l´aiuto alle donne in difficoltà “. Che è poi esattamente quello che vuoi tu (…)”.

“Ci può essere un altro obiettivo prezioso: fare il ministro della Salute. Non so se tu davvero lo voglia, non so quanto sia una provocazione (…). Però tu sai bene che – a questo punto – è più facile ottenere questo incarico (dai tuoi amici di centrodestra) ritirando al lista (…)”.

“Tu potresti fare questo discorso chiaro: “Signori, ho le firme per presentare le mie liste e i miei candidati. Quindi non ho cambiato idea (…). Potevo benissimo presentare tutte le liste. Se ora non lo faccio più, è perché sono già  riuscito nel mio obiettivo di farvi aprire gli occhi su questa tragedia (…). Inoltre presentare adesso la lista sarebbe controproducente (…) perché il risultato della lista (nel migliore dei casi l´1 per cento, ma diciamo pure il 4 per cento) potrebbe essere strumentalizzato da chi, all´indomani del voto, indicherà  in quella piccola cifra il totale di coloro che sono contrari all´aborto. Così non è, ovviamente. Il popolo della vita è più vasto di una lista monotematica. Per evitare equivoci a questo punto non la presenterò (…). Rischierei di fare un grave danno alla causa della vita che invece voglio sostenere (…)”.

Grosso modo gli argomenti qui esposti.

Aggiunge anche altro, Socci: un invito a capire quanto – per i cattolici – sia importante la mediazione, il compromesso.

E dunque quanto siano inutili alla “causa”, atteggiamenti intransigenti e fanatici, che qui si è definito cattolicisti:

“E´ un realismo faticoso, ma umile e autentico (…). Per tanti di noi, anni fa, fu illuminante il discorso che l´allora cardinale Ratzinger tenne ad alcuni politici cattolici del suo Paese. Era un elogio del compromesso, contro integralismi e fanatismi. “Il primo servizio che la fede fa alla politica” disse Ratzinger “è dunque la liberazione dell´uomo dall´irrazionalità  dei miti politici, che sono il vero rischio del nostro tempo. Essere sobri ed attuare ciò che è possibile e non reclamare con il cuore in fiamme l´impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo; limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità  è che la morale politica” concludeva Ratzinger “consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell´umanità  dell´uomo e delle sue possibilità . Non è morale il moralismo dell´avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio. Lo è invece la lealtà  che accetta le misure dell´uomo e compie, entro queste misure, l´opera dell´uomo. Non l´assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell´attività  politica“.

Discorso superbo.

Speriamo l´abbia capito Giuliano Ferrara (ma anche l´insieme di cattolicisti troppo spesso inclini al fanatismo e all´integralismo).

E auguriamoci che l´Elefantino rinunci al suo proposito di correre per le elezioni.

P.S.: peccato che Socci non citi mai le fonti da cui preleva i discorsi di Ratzinger. A me – che laico sono -, farebbe piacere poterli leggere. Ma dove diamine li trovo?

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5 Responses to "Antonio Socci invita Giuliano Ferrara a non presentarsi alle elezioni"

  • camelot says:
  • Gab says:
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