Veltroni e il problema della “quota 35”: cronaca di una morte annunciata

Walter Veltroni foto

Veltroni e i suoi fedelissimi ne sono consapevoli: il leader del Pd, è uno zombie. Un morto vivente, politicamente parlando.° ° 

Il 13 e il 14 aprile, infatti, l´ex sindaco di Roma non si giocherà  la possibilità  di diventare Premier: cosa impossibile.

Veltroni più semplicemente si giocherà  la permanenza alla guida del partito, nato dalla fusione tra Ds e Margherita.

Un partito che fino ad oggi, provocando malumori interni e mal di pancia, è riuscito a gestire con modalità  autoritarie: scegliendo da sé tutto. Candidati, linea politica e programma.

I mammasantissima del partito hanno taciuto, e subito.

Ora, però, lo attendono al varco. E l´unica ancora di salvezza per Veltroni: è la “quota 35“.

Vale a dire la percentuale di voti, al di sotto della quale il Partito democratico non può attestarsi.

Pena: la “morte” politica di Veltroni.

In questi giorni, al Loft aumentano i timori: cresce la consapevolezza che la partita sia persa. Quasi certamente.

Sono pochissimi i sondaggi, infatti, che attribuiscono al Pd, il 35%.

La stragrande maggioranza degli stessi, invece, non gli dà  più del 34% dei consensi (chiunque abbia visto ieri sera Porta a Porta, sa quanto ciò sia vero).

Se questi dati “virtuali” dovessero tradursi in voti veri: per Veltroni sarebbe la fine.

Non solo.

Il vero problema è un altro: la quasi certa rimonta che riguarderà  – nei prossimi giorni – la Sinistra l´Arcobaleno.

L´aggregazione di forze guidata da Bertinotti, infatti, fa registrare performance modestissime nei sondaggi.

Viene accredita – nella migliore delle ipotesi – di un 8%, e nella più parte dei casi di un 7%. Una catastrofe! Visto e considerato che alle ultime elezioni, Rifondazione comunista – correndo da sola -, prese il 7% dei voti.

La ragione di questa bassa percentuale di consensi “virtuali” accordati a la Sinistra l‘Arcobaleno, è stata spiegata ieri sera da Mannheimer. Ed è la seguente.

Gli elettori di sinistra – anche quelli massimalisti -, sono orientati per ora ad accordare la propria preferenza al Partito democratico, turandosi il naso.

Purché il Pd abbia possibilità  di vincere, però!

E qui arrivano i problemi per Veltroni.

Nelle prossime settimane, infatti, il partito da lui guidato subirà  un crollo certo nei consensi.

A metro e misura in cui sarà  a tutti chiara la vittoria di Berlusconi, infatti, quegli elettori di sinistra che oggi nei sondaggi dichiarano di essere intenzionati a votare Pd, accorderanno invece la propria preferenza all´aggregazione guidata da Bertinotti.

E´ una dato che buona parte dei sondaggisti conferma. E di cui sono a conoscenza gli inquilini del Loft. Che infatti toccano ferro (e non solo)!

Per questa ragione Veltroni è stato costretto a mentire, raccontando – qualche giorno fa – che il divario tra le due micrco-coalizioni era sceso a 4 punti. E che quindi la vittoria era ancora possibile.

La menzogna serviva a scongiurare, almeno nell´immediato, la fuga di consensi dell´elettorato – duro e puro – di sinistra.

Ma le bugie – come suole dirsi – hanno le gambe corte.

E nei prossimi giorni, dalle parti del Loft, l´odore di crisantemi si farà  sempre più corposo.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

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26 Responses to "Veltroni e il problema della “quota 35”: cronaca di una morte annunciata"

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