D´Alema ha voluto la sconfitta di Rutelli

Massimo D'Alema foto

Come qui più volte s´è detto: Massimo D´Alema è l´ultimo vero democristiano in circolazione.

L´uomo, infatti, vive per il potere.

E la sua azione politica può ridursi a questo: fottere chiunque e su chiunque imporsi (la lectio magistralis di Giulio Andreotti).

Forse per questa ragione, al maturato classico in questione viene attribuita la patente di Statista. Chi ne tesse le lodi, evidentemente: confonde la capacità  di inculare gli avversari (interni ed esterni), con l´attitudine a risolvere i problemi del popolo.

Nessun altro motivo, infatti, può essere ragionevolmente addotto per giustificare tale infondata valutazione. Nessuno.

Massimo D´Alema è quanto di più alieno alla cura dell´interesse generale esista. Altro gli sta a cuore.

In questo momento, ad esempio, il suo acume è rivolto ad un obiettivo: trovare la formula vincente, per eliminare Walter Veltroni.

E per raggiungere lo scopo, e come sempre: è disposto a tutto.

A tal punto, che in molti sono arrivati a convincersi del fatto che dietro la sconfitta di Rutelli, non possa che esserci la sua manina. La sua responsabilità .

Come giustificare, altrimenti, il “voto disgiunto” che ha premiato Zingaretti – alla Provincia di Roma -, e che ha penalizzato Rutelli?

Certo, si potrebbe parlare di scelta “spontanea” da parte dell´elettorato.

Ma la cosa spiegherebbe molto poco, della disfatta subita dal coniuge della Palombelli.

Ha perso voti, infatti, Rutelli: al ballottaggio lo hanno votato svariate diecine di migliaia di elettori in meno, rispetto al primo turno. Come giustificarlo?

Cosa ha convinto questi elettori, a cambiar cavallo in quindici giorni (o a rifugiarsi nell´astensionismo)?

Ecco, allora, affacciarsi l´ipotesi del complotto, della trama oscura.

Non il destino cinico e baro, avrebbe decretato la sconfitta di Cicciobello: ma un piano studiato a tavolino. Un piano democristiano.

Far sfigurare Veltroni, grazie alla sconfitta di Rutelli: due piccioni con una fava. E a fanculo chiunque sogni di far a meno di baffino.

Si dirà : illazioni, contumelie, voci infamanti. Magari messe in giro da qualche giornalista in cerca di notorietà .

Nient´affatto!

Se è vero come è vero, che un collaboratore di Rutelli – Luigi Lusi, che è anche tesoriere del Pd -, ha dichiarato quanto segue:

Ci hanno mandato al suicidio; hanno usato Francesco per uccidere a freddo Veltroni. Non è possibile che Alemanno abbia preso centomila voti in più e noi 70 mila in meno, qui i conti non tornano“.

Hai capito?

Un monito a quanti – nel centrodestra – immaginano sia possibile un dialogo con D´Alema, per le riforme costituzionali.

Se incula i suoi, figurarsi cosa possa fare con noi: suoi avversari.

Ripeto: ci tocca (sic!) fare il tifo per Veltroni.

Walter Santo Subito foto

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33 Responses to "D´Alema ha voluto la sconfitta di Rutelli"

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