In arrivo un ddl per vietare la prostituzione in strada

Prostituta foto

Tema delicato e complesso, quello della prostituzione. Investe, infatti, diversi ambiti e contrapposti. 

Da una parte, il legittimo diritto di ogni cittadino, a non trovarsi di fronte ad uno scenario esecrabile: quello di chi, prostituendosi in strada e mostrando la “mercanzia”, rechi offesa al pudore.

Dall´altra, il più che legittimo diritto di ogni persona – purché libera, nel farlo – a disporre del proprio corpo: anche vendendolo.

Libertà  e decoro, dunque. E in più: una spruzzatina di perbenismo, condito da preconcetti e ipocrisia.

Una premessa.

Qui si è convinti che ognuno possa disporre come meglio crede, del proprio corpo: finanche vendendolo (purché non sia obbligato a farlo).

Così come non si è portati a pronunciare condanne, nei confronti di chi sia solito andare a prostitute. Affari suoi!

Anzi.

Semmai si è contenti del fatto, che il ricorso al sesso mercenario: da molti anni riguardi anche le donne (un po´ di par condicio, suvvia).

In Italia e anche all´estero (Giamaica e Cuba), infatti, corposo è il numero di donne che non disdegna una “toccata e fuga”, lasciando una mancia a qualche bellimbusto.

Consumismo sessuale? Assenza di valori? Condotta disdicevole?

Può essere. Ma io non mi occupo degli usi e costumi sessuali delle persone. Se maggiorenni e libere.

Inoltre: la prostituzione è sempre esistita, e nessuno mai la eliminerà .

Terminata la premessa, arriviamo ai fatti.

A quanto riferisce Franco Bechis, il governo Berlusconi starebbe per varare un ddl.

Con lo scopo di rendere illegale la prostituzione in strada.

Per raggiungere l‘obiettivo, dovrebbero essere previste sanzioni pecuniarie: dai 200 ai 3 mila euro.

Ma non basta. In caso di recidiva, diciamo così, scatterebbe la reclusione: da 5 a 15 giorni.

Non è finita.

Tanto le sanzioni quanto il gabbio: riguarderebbero ambo le parti. Quindi prostitute e clienti, trovati a “consumare” in strada.

La domanda sorge spontanea: e dove si farà  sesso mercenario, allora?

Presto detto.

A quanto riferisce Bechis, il ddl dovrebbe in qualche modo “spostare” le operatrici del “buon umore” – e i loro clienti – dalla strada alle case. Non più chiuse, dunque.

Ma c´è dell´altro.

Il disegno di legge metterebbe anche dei paletti ben precisi, per l´esercizio – entro le mura domestiche – del mestiere più antico.

Per prostituirsi all´interno di uno stabile, infatti, sarebbe necessario che il relativo regolamento condominiale non lo vietasse esplicitamente (e che a ciò non si opponessero i due terzi dei condomini).

Siccome, però, è improbabile che dei proprietari di casa prestino il proprio consenso a una cosa del genere: alle prostitute resterebbero poche alternative (se il ddl diventasse legge).

O comprare la maggioranza delle case esistenti in un palazzo, o prostituirsi in villa.

E qui, allora, arriva la questione vera.

Questo provvedimento – ammesso che venga adottato dal governo, perché io della cosa ho letto solo su Italia Oggi -, nasce male.

Nel senso che disciplinare la materia, richiede tempo e gradualità .

Siamo tutti d´accordo sul fatto che debba essere tolta dalla strada, la prostituzione.

Ma la questione è che se dalla sera alla mattina, si vieta la prostituzione in strada – arrivando addirittura a prevedere il carcere -, si crea un´onda anomala. Difficile da gestire. Insomma: si producono più danni che benefici.

Perché tutte queste donne e questi uomini, sarebbero costretti a cercar casa. In tempi molto contenuti.

Ve lo immaginate cosa accadrebbe, se da un giorno all´altro il ddl diventasse legge?

Tutti i condomini d´Italia, sarebbero invasi da prostitute: in cerca di un´abitazione dove poter esercitare il mestiere.

O peggio.

Le abitazioni usate dalle prostitute “solo” come case: dalla sera alla mattina si trasformerebbero in bordelli!

Quanti di noi possono avere all´interno degli stabilimenti in cui vivono, donne e uomini che magari si prostituiscono sui marciapiedi? E soprattutto: quanti di noi magari ne sono all´oscuro?

E´ un´ipotesi tanto remota, quella esposta?

Credo di no!

Ogni prostituta – almeno che non dorma sotto un ponte – ha una casa! Mi pare ovvio.

Vogliamo correre il rischio di scoprire che la nostra dirimpettaia, invece di fare l´impiegata in banca, si diverta nel migliore dei modi (e a noi nessuno è mai venuto a dirlo, che sarebbe la cosa più grave)?

Che vogliamo fare: mettere gli italiani nelle condizioni di dover denunciare, dalla notte al giorno, magari diecine di migliaia di donne (e uomini)?

Vogliamo impiegare le Forze dell´Ordine, invece che per risolvere “questioni serie”, per districare la complicatissima matassa che il ddl – qualora imponesse ex abrupto le cose dette – inevitabilmente creerebbe?

O vogliamo dare il tempo alle prostitute, di organizzarsi in cooperative per acquistare degli edifici?

Se si vogliono evitare le cose dette, e garantire alle prostitute il tempo per organizzarsi: si deve agire con gradualità  e con un patto esplicito. E non alla chetichella.

E´ necessario che si informino le dirette interessate circa le intenzioni del governo, in modo che possano attrezzarsi per fronteggiare la situazione.

A meno che: l´obiettivo non sia vietare la prostituzione in sé. Rendendola de facto impossibile da praticare.

Il che mi sembrerebbe la cosa più ipocrita e bislacca al mondo.

Ma, stante il problemino legato al presunto sexgate, avrebbe una sua logica.

Servirebbe a recuperare un po´ di credibilità  presso i perbenisti.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .


33 Responses to "In arrivo un ddl per vietare la prostituzione in strada"

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  • Simone82 says:
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