D´Alema e Rutelli vogliono mandare in frantumi il Pd

Francesco Rutelli foto

Leggo, leggo e leggo. E noto che alcune cosette non sono chiare.° 

Le seguenti.

D´Alema – è arcinoto – vuole il sistema proporzionale alla tedesca, il cancellierato, la sfiducia costruttiva ecc. ecc.. Non fatemi perdere tempo nello spiegarvi il perché: leggetevi questo post, e il perché vi sarà  chiaro.

La questione, però, e che a D´Alema – negli ultimi tempi – si è affiancato anche Rutelli.

Quest´ultimo, ho sensazione, si sia rotto le palle del Partito democratico. Penso voglia il sistema tedesco, per rendere più proficua l´uscita degli ex margheritini dal Pd.

Eh, già : perché questo è l´argomento forte dell´estate.

Il Partito democratico, scricchiola fortemente. E non è un problema di leadership: Veltroni, Bersani o Pinco pallino. Affatto.

E´ che si è capito che un partito unitario, è una roba stressante. Che impone sacrifici, per le nomenclature.

Inoltre forse si è compreso che si stava meglio quando si stava peggio. Quando i Ds si occupavano di presidiare il versante sinistro; la Margherita, quello di centro. E alla fine ci si presentava agli elettori ognuno cercando i voti nel proprio elettorato. Liberi e soli.

Solo per questo motivo, ripeto solo per questo, si può giustificare l´intenzione di Rutelli – assolutamente velleitaria, allo stato delle cose – di ritornare al sistema proporzionale. Grazie al quale, il peso elettorale di ogni singolo partito, conterebbe di più in termini di seggi conquistati (rispetto ad oggi).

Penso che Rutelli stia guardando con attenzione alla Costituente di centro. All´Udc di Casini.

E all´ipotesi di fare qualcosa assieme, in futuro.

Sempreché, beninteso, decida di uscire dal Pd.

Insomma, come altre volte mi è già  capitato di dire: il sistema bipartitico non riuscirà  a sopravvivere, se uno dei due pilastri su cui si regge – il Partito democratico – dovesse andare in frantumi.

Perché il sistema bipartitico regga, è necessaria una legge elettorale di stampo maggioritario: un doppio turno alla francese, un sistema elettorale alla spagnola, o la legge attuale.

Ora, il fatto che alcuni leader del Pd esprimano l´auspicio che si arrivi ad una legge elettorale diversa da quelle succitate: indica che il loro proposito – D´Alema lo ha dichiarato apertis verbis -, sia quello di uccidere il bipartitismo.

E, dunque, che lavorino per affossare il Partito democratico.

Non ci vuole un genio per capirlo.

E´ talmente vero, quest´ultimo asserto, che lo ha capito finanche Rosy Bindi (dico: finanche Rosy Bindi, non so se mi spiego).

Infatti, commentando la sortita di Rutelli in relazione alla legge elettorale tedesca, la cattolica “adulta”, ha detto:

Non vorrei che Rutelli, più che pensare al futuro del Pd, si preoccupasse di precostituirsi una sua via d´uscita. L‘idea che, se non nasce il Pd che vuole, si possa costruire un altro progetto“.

Lei parla di scissioni?” (domanda il giornalista, ndr).

Io penso che noi siamo fatti per stare insieme, ma nessun partito sopporta posizioni tanto divaricate come rischiano di esserci nel Pd. Adesso stanno venendo al pettine le ambiguità  delle primarie“.

Chi altri ipotizza un Pd spostato a sinistra che si allea con il centro?”.

Quelli che pensano al modello tedesco“.

In buona sostanza.

L´accordo tacito tra D´Alema e Rutelli, ha finalità  evidenti: se si ottiene il sistema tedesco, il Pd può spostarsi più a sinistra (come vorrebbe Baffino). Se questo accade, si forniscono agli ex margheritini argomenti sufficienti – leggasi: alibi – per dire: “Sapete che c´è di nuovo? Siccome volete un Pd più spostato a sinistra, e visto che il sistema proporzionale rafforza l´identità  del singolo partito: noi dell´ex Margherita che siamo gelosi della nostra identità  centrista,° usciamo dal Pd e ritorniamo a correre da soli”. Sono d´accordo, i due: per “uccidere” il Pd.

Ancora.

Riporto alcuni frammenti di una lettera di Arturo Parisi, pubblicata oggi sul Corriere della Sera. Perché gli argomenti politici che esprime, condivido in toto:

“Tornare ad un impianto proporzionale, corretto quanto si vuole, ma sostanzialmente proporzionale. Riconoscere in politica quello che si chiama il primato della politica, cioè dei politici, cioè dei partiti, cioè, volta a volta, di quelli che in quel momento sono «questi partiti». Dare all’Italia un progetto istituzionale sulla misura delle convenienze e preoccupazioni dei soggetti partitici, cioè a dire un progetto che consenta a tutti o a quasi tutti i partiti di sopravvivere come sono e far sopravvivere nel futuro le loro più o meno grandi storie passate inclusi i rispettivi gruppi dirigenti. Esattamente l’opposto del sogno, chiamatela pure ossessione, che ci guida da venti anni, e della speranza che ci ha accompagnato negli ultimi ora innominabili quindici anni. Il sogno e la speranza di costruire nuovi e grandi soggetti all’altezza e in funzione di un nuovo e grande progetto che consenta al Paese di sedere alla pari e assieme agli altri grandi Paesi europei al tavolo del governo del mondo. Portare i soggetti all’altezza del progetto, non piegare il progetto all’altezza dei partiti“.

Riepilogo un attimo.

Se “muore” il Pd, il Popolo della Libertà  non nascerà  mai.

Se muore il bipartitismo, e si ritorna al proporzionale: avremo nuovamente il Parlamento sommerso da micro partitini; che ricatteranno il governo, che ne freneranno l´azione. I cittadini non sapranno, prima del voto, da quale coalizione saranno governati: le coalizioni, infatti, si formeranno in Parlamento (potrebbe capitare, ad esempio, che la Lega si allei con il centrosinistra: senza avere esplicitato questa intenzione, prima del voto). I cittadini, inoltre, non potranno nemmeno scegliere il programma di governo. Quest´ultimo, infatti, sarà  deciso nelle stanze dei bottoni, dai partiti.

Se muore il Pd, e il Popolo della Libertà  non vedrà  la luce: il centrodestra non sopravviverà  all´abbandono della scena politica, da parte di Berlusconi. Andrà  in frantumi: è un fatto matematico.

Fate il tifo per D´Alema e Rutelli, mi raccomando.

P.S.: dimenticavo una delle cose più importanti.° O si dà  vita° al bipartitismo (vero e compiuto), o in questo Paese mai si avranno politiche liberiste. E° saremo, quindi, condannati alla povertà ° (o alla morte). Io preparo la fuga a Malindi.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

10 Responses to "D´Alema e Rutelli vogliono mandare in frantumi il Pd"

  • destralab says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • destralab says:
  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Simone82 says:
  • pierluigi says:
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