Essere il vicedirettore di Repubblica e non capire una mazza di politica

Massimo Giannini foto

Allora, vediamo di fare un po´ di luce su quello che sta capitando nel Palazzo, in riferimento al tema delle riforme costituzionali.° 

Brevissimo sunto.

D´Alema ha lanciato la sua “campagna d´autunno”. L´ha fatto a luglio, perché è meglio prevenire che curare, come usa dire. Anche perché i giochi inizieranno a settembre: dunque ha preferito muoversi in anticipo. Per le ragioni che vengo a spiegare.

L´intento dalemiano è sempre lo stesso: fottere. Qualunque altra parola sarebbe inadatta ad esprimere compiutamente i suoi desideri.

Chi vuole fottere?

Innanzitutto Veltroni (sai che novità !).

Vuole fotterlo per sostituirlo con un proprio uomo (alla guida del Pd): Pierluigi Bersani.

Vuole fotterlo anche delegittimandolo come protagonista del dialogo sulle riforme. Protagonista, s´intende, per il Partito democratico.

Allora Baffino ha formulato una più che inutile proposta di modifica della legge elettorale: suggerendo il sistema proporzionale tedesco.

Questa opzione, non ha i numeri in Parlamento (per essere approvata).

Il sistema tedesco, infatti, ottiene il gradimento di pochi: D´Alema, Rutelli e Casini. Nell´opposizione, invece, al massimo potrebbe piacere alla Lega: ma solo qualora quest´ultima temesse di essere cancellata dalla vita politica, con una legge elettorale ancora più maggioritaria di quella attuale. Primum vivere.

Dunque, direte voi: e perché cacchio D´Alema propone il sistema tedesco, se sa che nessuno lo vuole?

Semplice: per sabotare il “dialogo sulle riforme“. Per renderlo impraticabile.

Se io propongo una cosa, e so che questa cosa non la vuole alcuno – e che tutti, invece, vogliono altro – erigo un muro che impedisce il dialogo. Lo blocco. Mi sembra ovvio.

Il vantaggio?

Sabotare – dunque fottere – Veltroni, usando anche la questione della legge elettorale.

E Veltroni che fa?

L´unica cosa possibile: si fa aiutare da Berlusconi e dalla maggioranza di governo (quello che pochi hanno capito).

Berlusconi – ma anche Cicchitto e Maroni – ha risposto, alla proposta dalemiana, con un bel due di picche.

Perché?

Semplice: innanzitutto perché il proporzionale non conviene al Popolo della Libertà  (e più in generale al centrodestra e al Paese).

E in secondo luogo – come sopra già  detto – per aiutare Veltroni.

Perché se Berlusconi avesse “abboccato all´amo” di D´Alema: avrebbe contribuito a far subito fuori Veltroni, anche come artefice del dialogo sulle riforme (o, per dirla in altro modo: se l´intenzione del Berlusca fosse stata quella di “uccidere” Veltroni, avrebbe immediatamente accolto l´invito dalemiano).

Invece Silvio IV – che è consigliato da persone con i controcazzi – ha usato, nei confronti del leader del Pd, grande cortesia.

Ha detto, infatti: “Il dialogo sulle riforme non è indispensabile. Noi potremmo anche procedere a colpi di maggioranza”.

Che non era – nelle intenzioni – uno stop al dialogo: così l´hanno interpretato i pivelli (come il vicedirettore di Repubblica).

Ma era uno stop a D´Alema, che è cosa diversa.

Uno stop a D´Alema, per far sopravvivere Veltroni.

Con cui domani, si tornerà  a dialogare (visto che ha in mente le stesse riforme costituzionali che vogliamo noi).

Punto.

P.S.: ovviamente non è che Giannini non capisca una mazza di politica. E´ che è vorrebbe – nei limiti di quanto sia possibile al vicedirettore di un quotidiano di estrema sinistra° – far tramontare qualunque ipotesi di dialogo con Berlusconi. Dunque finge di non capire, e interpreta i fatti come più gli conviene. Per instillare nei suoi lettori, false convinzioni.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

5 Responses to "Essere il vicedirettore di Repubblica e non capire una mazza di politica"

  • Simone82 says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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