Fini: le riforme costituzionali si fanno con l´opposizione

Gianfranco Fini foto

Oggi, il Presidente della Camera ha rilasciato un´intervista. Per chiarire come auspica proceda il lavoro costituente del Parlamento:° 

Non temo il federalismo fiscale, perchè è un modo per rendere effettivo il principio dell´autonomia e dell´autogoverno delle regioni. Occorrerà  naturalmente individuare strumenti che non penalizzino le regioni meridionali“.

E’ opportuno sottolineare che la riforma deve essere vista nel suo insieme. Non c´è solo il federalismo, ma le questioni del bicameralismo e del rafforzamento dei centri della decisione politica. Dobbiamo guardare al quadro complessivo delle istituzioni. E il problema da evitare è che possano determinarsi squilibri all´interno del sistema. Tutta l´impalcatura della nuova Repubblica dovrà  tenersi bene in piedi ed essere ben bilanciata tra le sue varie parti“.

Dunque le riforme costituzionali, vanno fatte tenendo conto della necessità  che cambi l´intero assetto della Nazione: l´eliminazione del bicameralismo perfetto; l´introduzione di un premierato forte; l´incremento dei poteri del governo; il federalismo fiscale.

Il quadro deve essere coerente: in quanto ciascuna riforma, deve essere compatibile con le altre.

Sempre Fini:

La riforma istituzionale dovrà  essere uno dei connotati essenziali della legislatura appena cominciata. è ancora presto per dire quale sarà  la via che seguiremo. Non credo comunque che la strada della Bicamerale possa essere percorribile, visti gli insuccessi di tali commissioni in passato. Rimane in ogni caso un punto fermo: le riforme si fanno insieme con l´opposizione. è un fatto importante e qualificante che lascia ben sperare per il futuro“.

Il coinvolgimento dell´opposizione: è un presupposto fondamentale, perché questa legislatura sia davvero costituente.

La nostra Carta – giova ricordarlo – stabilisce all´articolo 138, una procedura ben precisa, per le riforme costituzionali. Le quali, devono essere approvate a maggioranza dei 2/3 del Parlamento (in seconda lettura). Altrimenti sono soggette a referendum.

E il centrodestra, che già  nella legislatura del quinquennio 2001/2206 provò a fare riforme, senza però l´appoggio dell´opposizione: dovrebbe ricordare come andò a finire, allora.

Fu indetto un referendum perché le modifiche costituzionali erano state approvate a maggioranza semplice; e gli elettori bocciarono quelle riforme, anche perché l´opposizione fece campagna elettorale per il No.

Errare è umano, perseverare è diabolico.

Questa legislatura, o riesce ad essere costituente e a dare risposte° all’esigenza di° modernizzazione° del Paese: o la prossima volta vincerà  il proto fascismo di Beppe Grillo.

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