Il Pd e la questione cattolica che non c´è

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C´era una volta il Partito democratico.° 

Sembrava potesse avere un futuro radioso. Essere la casa di tutti i riformisti: laici e cattolici, social-liberali e catto-democratici.

C´era una volta il Partito democratico.

Sembrava potesse finalmente conciliare, a sinistra: libertà  ed eguaglianza; merito e solidarietà ; efficienza ed attenzione agli ultimi.

C´era una volta il Partito democratico: insomma l´auspicio che anche in Italia, potesse esserci finalmente una sinistra intelligente.

E invece.

Da mesi è in atto un redde rationem; una resa dei conti interna; una guerra guerreggiata: che non conosce sosta. E che inevitabilmente: porterà  alla morte prematura del Pd.

Ogni argomento è fonte di frizione. Ogni questione è oggetto di polemica.

Così, adesso, infiamma il dibattito interno, un sondaggio commissionato ad Ipsos: che rivela come l´elettorato “cattolico praticante”, non si fidi del Pd.

I numeri parlano chiaro: alle ultime elezioni politiche, il 63% dei cattolici praticanti ha scelto il Popolo della Libertà ; mentre solo il 28,5% ha dato la propria preferenza al partito guidato da Veltroni.

La ragione di questa scelta, spiega la rilevazione demoscopica, sarebbe da attribuirsi alla maggiore attenzione riservata dal Pdl, alle questioni care all´elettorato cattolico.

Ma da sola non basta, a spiegare l´”esodo cattolico”.

Per i Teodem – i cattolici del Pd, guidati da Paola Binetti e Luigi Bobba – ad aver reso meno “appetibile” agli occhi dell´elettorato cattolico, il Pd: è stata la scelta di allearsi con i Radicali.

Un´opzione, questa, altamente dannosa: sostengono alcuni.

Rutelli sull´argomento afferma:

Una forza nazionale che mira a conquistare la maggioranza dei consensi italiani, deve puntare a raccogliere voti crescenti tra gli elettori cattolici. Il Pd è un partito pluralista, e come il Partito democratico americano deve ospitare laici credenti e laici non credenti. E con noi i laici credenti devono sentirsi a casa propria“.

Peccato, però, che Rutelli usi questo argomento, per giustificare il suo progetto di affossare il Partito democratico. Perché questo, è il suo obiettivo.

Dimostrare come il Pd non riesca a “sfondare” al centro, e tra i cattolici: per dichiarare fallito e concluso il “matrimonio” con i Ds. Che è anche il progetto di D´Alema.

Francamente queste tesi appaiono pretestuose, però.

Quanto è accaduto alle ultime elezioni, infatti, è dipeso – in buona parte – dalla corsa solitaria dell´Udc: che ha sottratto voti cattolici e centristi al Pd (ed anche al centrodestra).

Se davvero si volesse costruire un partito a “vocazione maggioritaria”, capace di intercettare il voto centrista: sarebbe sufficiente lavorare ad una nuova legge elettorale, ancora più maggioritaria di quella attuale.

Se nel nostro Paese esistesse il doppio turno alla francese, o il proporzionale alla spagnola: l´Udc non riuscirebbe ad avere alcun peso elettorale (così come l´Italia dei Valori).

Giocoforza, dunque, l´elettorato cattolico e centrista: andrebbe a riversare il proprio voto sui due principali partiti: Popolo della Libertà  e Pd.

E´ la legge elettorale, a determinare il sistema politico.

Per questo, argomenti come quelli di Rutelli – o D´Alema – sono modesti e truffaldini.

Perché mirano a giustificare scelte opportunistiche e di carriera, con motivazioni pseudo-politiche.

Non esiste alcuna questione cattolica, nel Pd.

E´ una scusa: utile a giustificare un infanticidio.

E a riportare l´Italia: ai tempi della Prima Repubblica.

Se volete, votate Ok.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

3 Responses to "Il Pd e la questione cattolica che non c´è"

  • Gab says:
  • roberto says:
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