Caso Englaro, testamento biologico e Pdl

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Come noto, il Parlamento in questi giorni sta discutendo l´eventualità  di sollevare dinanzi alla Consulta, la questione del conflitto d´attribuzione con la Cassazione, in relazione alla decisione assunta da quest´ultima nella vicenda Englaro.° 

Riassumo.

Stante il vuoto legislativo in tema di testamento biologico, la Cassazione ha deciso si possa dar seguito alla richiesta del padre di Eluana Englaro. Che – in ottemperanza alle richieste formulate dalla figlia, prima che rimanesse vittima di un incidente – si era rivolto alla Cassazione, onde ottenere l´autorizzazione ad interrompere l´alimentazione forzata che tiene in vita la figlia.

La Cassazione, come sappiamo, ha dato ragione al padre: è legittimo sospendere l´alimentazione, visto che Eluana ebbe modo di dichiarare al padre che mai avrebbe voluto rimanere in vita, qualora si fosse ridotta ad uno stato vegetativo.

Il Parlamento, tuttavia, stante il vuoto legislativo e stante la decisione dell´organo giurisdizionale che, con la sua deliberazione quel vuoto ha provato a colmare: ha deciso che di tutta la vicenda che riguarda Eluana, debba esso stesso occuparsi.

Per cui, martedì prossimo, il Senato discuterà  se sollevare o meno la questione del conflitto d´attribuzione.

Questi, i fatti. Ora veniamo alla politica.

Dal momento in cui la Cassazione si è pronunciata, ovviamente i parlamentari cattolici – dell´uno e dell´altro schieramento – hanno incominciato ad attivarsi, affinché l´ultima parola spettasse alle Camere.

Comportamento legittimo. E legittimamente finalizzato ad impedire, in un modo piuttosto che in un altro, ciò che essi considerano un omicidio: la morte anche “fisica” – dopo quella intellettiva, a seguito dell´incidente – di Eluana Englaro; cosa che avverrebbe, evidentemente, se fosse interrotta l´alimentazione forzata cui è sottoposta.

Ho detto comportamento legittimo, e legittimamente finalizzato ad impedire ciò che essi considerano un omicidio.

Ovviamente altrettanto legittimamente, c´è chi considera l´interruzione dell´alimentazione come giusta, perché richiesta dalla diretta interessata (Eluana), quando era nel pieno delle sue facoltà  intellettive.

Ricordo a tutti che parliamo di una donna, che da 16 anni è in uno stato vegetativo. Da cui, a detta dei medici, mai potrà  riprendersi.

Dunque la situazione è definitiva: nel senso che Eluana rimarrà  così, fino a quando la sua condizione di salute non peggiorerà , portandola alla morte. O fino a quando non sarà  dato seguito alle sue volontà .

Un caso di accanimento terapeutico, dunque: non già  di eutanasia. La donna – salvo un miracolo – non avrà  mai modo di ritornare alla “normalità “.

Ciò detto, il sottoscritto è fra quanti ritiene legittima la richiesta di interrompere l´alimentazione forzata, così come avanzata dal padre di Eluana. Da laico ritengo che la decisione ultima, in casi di questo genere, spetti al diretto interessato.

E per questo motivo vorrei fosse disciplinato il testamento biologico. Vorrei fosse consentito a me di redigere in vita un documento, con cui dettare ai miei cari indicazione, su come essi dovrebbero comportarsi, qualora il sottoscritto entrasse in uno stato vegetativo senza via di scampo.

Chi crede in Dio, crede che il corpo e la vita di ogni uomo, appartenga al Signore.

Chi in Dio non crede, crede che il corpo e la vita di ogni uomo, appartenga solo a se stesso.

Dunque per il cattolico, salvo casi estremi, ipotesi come quella di Eluana non lasciano dubbi: se si interrompesse l´alimentazione (ciò che neanche i cattolici contrari all’accanimento terapeutico, ritengono ammissibile), si commetterebbe un atto contro la volontà  di Dio.

Ed è per questo motivo, che il caso-Eluana è particolarmente complesso: perché rappresenta una di quelle situazioni, in cui i credenti non sentono ragioni. Se non le proprie.

Il che ripeto: è assolutamente legittimo. O quantomeno comprensibile.

Ora, in principio questo post doveva venire alla luce unicamente per riportare il punto di vista sull´argomento, espresso da un teologo cattolico: Vito Mancuso.

Tuttavia, oggi mi sono imbattuto in un articolo di Repubblica, che fa riferimento ad una “spaccatura” sulla questione, sorta in seno al Popolo della Libertà .

La faccio breve.

Da una parte, c´è chi come Benedetto Della Vedova vorrebbe si disciplinasse il testamento biologico, e si desse seguito alla volontà  espressa da Eluana.

Dall´altra, c´è chi come Isabella Bertolini, ritiene che “qualunque vita deve essere vissuta fino in fondo“; e che quindi non si debba interrompere l´alimentazione di Eluana.

Queste contrapposizioni, anche profonde, sono assolutamente normali. Non devono, dunque, creare inquietudini o imbarazzi.

Perché i partiti grandi, quelli che cercano di raccogliere consensi in tutti gli strati della popolazione, e che hanno aspirazioni o vocazioni maggioritarie: non possono che avere al proprio interno posizioni anche molto differenti, su argomenti come questi (o su altro).

Il sale – l´essenza – del bipartitismo non è creare due partiti, al cui interno ciascuno la pensi allo stesso modo su ogni argomento: nient´affatto!

La grandezza del bipartitismo sta nel dare spazio, voce e un tetto comune: a culture che abbiano contiguità . Pur non essendo perfettamente o totalmente assimilabili tra loro.

D´altra parte – e credo che l´esempio sia calzante – nemmeno in Sacra Romana Chiesa, c´è chi la pensa alla stessa maniera su tutto. Ed anzi, spesse volte, tra un Vescovo ed un altro vi sono differenze di valutazione profonde.

Il Popolo della Libertà  deve essere la casa dei liberali, dei cattolici, dei laici, dei tradizionalisti, dei conservatori e dei libertari.

Deve essere il più grande partito italiano. Un partito-tutto. Un partito, cioè, capace di dare ospitalità  a quelle culture – certo articolate e composite – che già  “albergano” nel centrodestra.

Inoltre, e lo dico a quanti magari rimangono un po´ interdetti, dinanzi alla contrapposizione tra Della Vedova e Bertolini: cose di questo genere, avvengono ovunque.

In America, ad esempio, Bush e Rudolph Giuliani (giusto per citarne due), sono agli antipodi sulle questioni eticamente sensibili. Agli antipodi!

L´uno – come noto – è religiosissimo; l´altro, viceversa, esprime posizioni conservatrici laiche.

Ciò, tuttavia, non impedisce ai due di stare nello stesso partito.

Stessa cosa può dirsi nel versante dei Democrats.

D´altra parte – e su questo blog lo si è ripetuto diecine di volte -, i laici come i cattolici sono in entrambi gli schieramenti.

Dunque, ciascuno dei due partiti più grandi, deve farsi carico di trovare una “sintesi nobile”, su argomenti come quello in esame; una sintesi che possa rappresentare un ragionevole punto di equilibrio, tra le “ragioni” dei cattolici e quelle dei laici.

Dunque non ci si stupisca se nel Pdl (o nel Pd), sulle questioni eticamente sensibili esistano posizioni diverse. Sarebbe strano se così non fosse.

Solo i partiti dell´1%, infatti, esprimono posizioni monolitiche.

Viceversa i partiti del 40%: non possono che essere plurali, al proprio interno.

Ciò detto, vi riporto – come prima preannunciato – l´intervista rilasciata dal teologo Vito Mancuso.

La ritengo illuminante, perché pone in evidenza una questione, più di tutte: il cattolico ha il diritto di decidere per sé; non ha il diritto di imporre ad altri la propria volontà .

Ecco l´intervista:

Professore, si può trovare un punto d’incontro, sul testamento biologico, tra l’etica cattolica e quella laica?”.

Il punto è ragionare laicamente. Qui non si tratta di etica, si tratta di diritto. E la distinzione è decisiva“.

Prendiamo coscienza che nella nostra società  ormai convivono diverse concezioni del mondo e quindi diverse etiche. Il diritto, d’altra parte, non può che essere unico e valido per tutti“.

E allora il punto è semplice: il confine sta tra il deliberare sulla propria vita e sulla vita altrui. è lecito decidere per sé, non per gli altri. Io personalmente sono contrario a che si interrompa l’alimentazione di Eluana, ma la tragedia nella tragedia si dà  proprio per l’assenza di un documento giuridicamente valido che ci dica la sua volontà : non sappiamo come la pensi lei. Per questo c’è bisogno del testamento biologico come strumento di libertà “.

Che potrei fare, da credente? Imporre la mia visione a chi non la pensa come me? Magari costringerlo a stare legato a una macchina? Ciò che per me può essere edificante, avere un senso, per un altro magari è una tortura. Da cattolico che ragiona per cercare un punto di accordo non vedo che la volontà  di imporre con violenza un’etica. Va bene evangelizzare, un progetto culturale alla Ruini, una battaglia di idee, la lotta delle “cifre” di Jaspers. Ma l’etica, per definizione, non si impone“.

La chiave di volta è pensare che la sacralità  della vita è la vita libera. Questo è il senso profondo della creazione: Dio ci ha voluto liberi, perché senza libertà  non c’è amore. Penso a ciò che disse il cardinale Carlo Maria Martini: la prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto, sopra di esso sta la dignità  umana. E dove si dà  questo principio di dignità  se non nel rispetto delle convinzioni altrui?“.

Ma un uomo, per chi crede, può decidere della propria fine?”.

Guardi, il discorso qui diverrebbe enorme. Se noi cattolici ragioniamo sul fatto che è Dio a decidere quando finisce la vita, si apre l’ immane voragine delle morti insensate e assurde. Un ubriaco in auto uccide due ragazze. Un bimbo di tre anni muore di leucemia. L’ha voluto Dio? Il fine della creazione è imporre un dominio? Io non lo credo. Credo sia l’amore. E che l’onnipotenza divina dispieghi se stessa nel costruire un modo libero“.

Il signor Ravasin parla di «accanimento terapeutico», è d’accordo?”.

Sì. Del resto trovo artificiosa anche la distinzione tra eutanasia attiva e passiva. Per me è inconcepibile dare la morte. Ma se dopo terapie reiterate la cura è impossibile, il peggioramento progressivo e uno dice: basta…Io sono contrario, ma in base a quale principio lo Stato laico può impedirglielo?“.

Se volete, votate Ok.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

24 Responses to "Caso Englaro, testamento biologico e Pdl"

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