Berlusconi, contro il carovita: “Bonus bebè e quoziente familiare”

Berlusconi capelli al vento foto

Dunque, una diecina di giorni fa, Berlusconi – intervistato dal settimanale cattolico Tempiha dichiarato che alla ripresa dei lavori parlamentari,° per aiutare le famiglie a fronteggiare il carovita,° il governo avrebbe valutato l´ipotesi di adottare alcuni provvedimenti. Due, in particolare: bonus bebè e quoziente familiare.° ° ° ° 

Si tratta di misure importanti, sicuramente lodevoli. Ma che presentano alcune controindicazioni.

Innanzitutto entrambe sono molto onerose per l´erario. In tempi di vacche magre come quelli che stiamo vivendo, dunque, appare arduo reperire risorse utili a garantire la copertura finanziaria dei provvedimenti in esame.

Non solo.

Il quoziente di reddito familiare, sebbene sia assolutamente condivisibile come idea (e oltretutto è previsto nel programma del Pdl), può risultare inadeguato a raggiungere gli obiettivi indicati da Berlusconi.

Se, infatti, occorre contrastare l´inflazione, appare ovvio si privilegino misure volte a migliorare la condizione economica delle fasce di reddito medio-basse: quelle che maggiormente subiscono il rincaro dei prezzi.

Tuttavia, se questo è l´obiettivo, lo strumento in esame può non solo essere inutile, per le stesse: ma addirittura controproducente.

Come infatti evidenziano molti economisti, il quoziente di reddito familiare – riducendo fortemente il carattere progressivo del nostro sistema impositivo -, può risultare proficuo soprattutto per le fasce di reddito alte e medio-alte.

Il perché è spiegato con l´analisi de La Voce:

“Il “quoziente familiare” sostituisce le detrazioni per carichi familiari e consiste nel sommare i redditi dei coniugi e dividere il risultato per un numero rappresentativo dei membri del nucleo familiare pesati in modo diverso; al reddito pro-capite così ottenuto si applica l´imposta e, per ottenere l´importo complessivo, si rimoltiplica per il denominatore del quoziente.

Sembrerebbe a prima vista un sistema attraente: all´aumentare della numerosità  del nucleo familiare, il reddito su cui si applica l´imposta si riduce, cosicché ricade in uno scaglione inferiore ed è soggetto a una aliquota più bassa. In realtà , come è stato già  sottolineato, il quoziente finisce per ridurre la progressività  dell´imposta a vantaggio delle famiglie con redditi medio-alti e alti“.

“Gli effetti redistributivi: i vantaggi sono concentrati sulle famiglie dei due decili superiori di reddito e soprattutto su quelle del decimo, mentre le famiglie dei primi otto, in particolare quelle dei decili centrali, subiscono perdite significative. Si tratta di una redistribuzione di reddito dalle classi basse e, soprattutto, medie a quelle alte”.

Ora, l´analisi appena riportata, non solo valuta il quoziente familiare in astratto, ma lo vaglia anche in rapporto ad una precisa proposta di legge – finalizzata ad introdurlo -, formulata tempo fa dal centrodestra (la proposta odierna, Berlusconi non l´ha ancora esposta).

Lo strumento “quoziente familiare”, infatti, può produrre le controindicazioni esposte. Ma non nell´ipotesi in cui si adottino certi correttivi.

Phastidio, ad esempio, in un suo post ha valutato gli effetti di un progetto di legge avanzato dal centrosinistra nel 2007. E, visto che esso prevedeva alcuni paletti – una soglia massima di reddito per fruire del quoziente familiare (73.000 euro), e dei coefficiente ponderati e diversi da applicarsi al coniuge e ai figli -, ha giudicato positivamente la proposta esaminata.

Come si vede, quindi, la bontà  (o meno) dello strumento-quoziente familiare, dipende da come esso venga materialmente configurandosi nel nostro ordinamento.

In ogni caso, è importante che Berlusconi abbia fatto riferimento alla necessità  di adottare ulteriori misure economiche, e in tempi rapidi, a favore delle famiglie.

La situazione economica del Paese è grave, e deve restare la priorità  dell‘azione di governo.

P.S.: almeno una delle due proposte, è altamente probabile venga adottata (in tempi ragionevolmente brevi): al di là  dei bisogni delle famiglie, infatti, c´è da tenere conto di altri fattori. Come, ad esempio, il fatto che le misure descritte, piacciano parecchio in Vaticano. E visto che quest´anno si vota per le Europee – e il Popolo della Libertà  può diventare il principale partito, membro del Ppe -, Berlusconi non può certo permettersi di non tenere in considerazione i desiderata d´Oltretevere: ha bisogno di molti voti.

Se volete, votate Ok.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

6 Responses to "Berlusconi, contro il carovita: “Bonus bebè e quoziente familiare”"

  • sergentehartman says:
  • camelot says:
  • Gab says:
  • camelot says:
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