Destra non sia una parola tabù

Tricolore foto

Dunque, qui ieri ci si è lamentati del Ministro Gelmini. A causa di una sua dichiarazione: “Il merito è un concetto di sinistra“.° 

E lo si è fatto, per due ordini di motivi.

Primo, perché il centrodestra deve superare qualche complesso d´inferiorità  di troppo, che lo induce assai spesso a giustificare gli interventi che adotta, definendoli di sinistra onde provare a legittimarli agli occhi della opinione pubblica. Partendo dalla convinzione più che infondata, che giusto appaia solo ciò che sia classificabile come di sinistra; e non già  anche ciò che possa etichettarsi come di destra.

In secondo luogo, si è ritenuto di dover inveire, perché di interventi analoghi a quello del Ministro dell‘Istruzione, purtroppo, se ne sono registrati altri, negli ultimi mesi (qualche testimonianza qui, qui e qui).

Fortunatamente qualcun altro ascrivibile al centrodestra, e “titolato” più del sottoscritto a parlare, ha espresso – grosso modo – eguali lamentazioni.

E´ il caso, ad esempio, di don Gianni Baget Bozzo e di Marcello Veneziani.

Il primo, sul numero in edicola di Panorama, ha scritto (in un articolo così titolato: “Legittimare la parola destra“):

Poiché la parola sinistra continua a essere una parola di valore in Italia (e ciò costituisce un limite obiettivo per la democrazia), non si può dire che questo governo sia di destra, ma è però vero che non si può definire la maggioranza di Berlusconi in questa legislatura solo come una maggioranza opposta alla sinistra“.

Questa maggioranza corrisponde all´idea che in Europa si pensa come propria di un partito di destra, democratico, tradizionale, legato all´economia sociale di mercato“.

Chissà  quando sarà  possibile legittimare la parola destra per indicare un governo che si fonda sul valore morale del vincolo del Paese a se stesso e quindi sull´autorità  e sulla tradizione“.

Al quesito in questione, si può rispondere° che la parola destra° – da 15 anni a questa parte – viene legittimata dal voto di milioni di italiani. E di altre “consacrazioni”, probabilmente,° non ha bisogno (magari lo capissero certi esponenti del centrodestra!).

Vediamo, ora, cos´ha scritto Marcello Veneziani (su Libero di ieri, in un pezzo titolato: “Al governo di “Silvio tuttofare” mancano il Sud e la destra“):

Dunque, per cominciare questo è forse davvero il primo governo totalmente privo di una linea ideologica e politica. Non riesco a ravvisare nulla che lo riconduca a un versante anziché ad un altro, ai conservatori, alla destra, o a che volete voi“.

Tutti i suoi primi cento passi sono stati all´insegna del realismo efficace e del buon senso. Realizzazioni e non scelte di campo“.

Però, vi chiedo: premesso che il senso pratico e il realismo efficace sono due beni importanti, può esistere un´azione di governo senza una cultura politica e civile alle spalle, un progetto culturale e civile di riferimento, una coerenza di fondo con le idee e i sentimenti del suo stesso elettorato?“.

I rari accenni di natura politico-culturale di qualche ministro sono sempre in direzione opposta; la foga di dichiararsi di sinistra, la ruffianeria di elogiare Gramsci, il desiderio di far capire che abita un´anima di sinistra dentro un corpo di destra per le crudeli esigenze della vita (pensate a James Bondi, l´agente segreto della sinistra ad Arcore).

Riflettere, riflettere e riflettere.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

28 Responses to "Destra non sia una parola tabù"

  • valerio says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • Noodles says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Noodles says:
  • camelot says:
  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • Gab says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • valerio says:
  • camelot says:
  • Simone82 says:
Leave a Comment