Federalismo fiscale e spesa pubblica pro capite: qualche precisazione

Grafico analisi Ricolfi

Sovente, quando si parla di ripartizione della spesa pubblica tra le diverse aree del Paese – per comodità : Sud e Nord -, si sostiene che il Meridione benefici di risorse assai più cospicue rispetto al Settentrione.° ° 

Ma questa cosa è vera?

A quanto pare, assolutamente no.

In un interessante articolo apparso sul numero in edicola di Panorama, infatti, il professor Luca Ricolfi smentisce – dati alla mano – questa illazione.

Vediamo cos´ha scritto in proposito, il docente di Metodologia della ricerca psicosociale:

“Il federalismo comincia a fare paura. Sul Sole 24 Ore è uscita una intervista estremamente preoccupata di Agazio Loiero, governatore della Regione Calabria (Pd), ossia della regione italiana in maggiore dissesto. La paura di Loiero è che «le regioni ricche utilizzino l´articolo 116 della Costituzione per prendersi un´autonomia maggiore, che quelle a statuto speciale continuino a godere della loro tutela e che le cinque o sei regioni che restano si trovino in una situazione disperata. Così facendo, però, si rischia di creare, escluse le isole, uno Stato del Sud».

Il timore del futuro Stato del Sud è che cessino o si riducano drasticamente i trasferimenti che per oltre mezzo secolo hanno sostenuto artificialmente l´economia meridionale nonché alimentato i traffici della criminalità  organizzata. Simmetricamente, la speranza delle regioni «virtuose» del Centro-Nord è di non dover sostenere il carrozzone della spesa pubblica del Mezzogiorno.

Ma è giustificato questo modo di vedere gli squilibri territoriali dell´Italia? Solo in parte. Contrariamente a quel che si è portati a credere, nel Mezzogiorno la spesa pubblica corrente pro capite (al netto delle pensioni) è più bassa, molto più bassa, di quella del Nord. Nelle sei regioni a statuto ordinario si aggira intorno ai 5.300 euro l´anno (dati 2006), contro gli 8.500 delle tre regioni a statuto speciale del Nord, i 7.300 euro della Lombardia, i 6 mila euro delle restanti regioni del Centro-Nord. Solo nelle regioni meridionali a statuto speciale (Sicilia e Sardegna) la spesa pubblica pro capite sale (6.300 euro), portandosi in prossimità  del livello medio nazionale (6.200 euro).

Da che cosa viene allora lo stereotipo di una spesa pubblica meridionale debordante? Da due fattori: dall´evasione fiscale, molto maggiore che nel resto del Paese, e dalla tendenza a bruciare in stipendi e posti di lavoro inutili una frazione molto elevata delle risorse disponibili. I cittadini meridionali sono privilegiati come lavoratori, perché possono evadere le tasse e fruire di posti di lavoro fittizi, ma sono puniti come utenti, perché una spesa pubblica pro capite bassa e male utilizzata (sprechi) non è in grado di erogare servizi paragonabili a quelli del resto del Paese.

Si potrebbe supporre che il problema del federalismo fosse essenzialmente quello di aiutare il Mezzogiorno a realizzare le sue tre missioni fondamentali: evadere meno tasse, ridurre gli sprechi, aumentare (anziché diminuire!) la spesa pubblica pro capite. Ma nemmeno questo è esatto. Se date un´occhiata al grafico in basso, potete constatare che il federalismo, se vorrà  essere giusto, dovrà  fare i conti anche con un´altra gatta da pelare, quella delle regioni a statuto speciale.

I valori in blu rappresentano la spesa pubblica per abitante, quelli in rosso una mia stima degli sprechi, basata sull´eccesso di dipendenti pubblici (percentuale di dipendenti eliminabili a parità  di servizi). Ebbene, si vede che, sia al Nord sia al Sud, le regioni a statuto speciale soffrono di entrambi i mali che erroneamente siamo portati ad attribuire al Mezzogiorno: sprechi considerevoli, e una spesa pro capite eccessiva. Per mettersi in quadro, dovrebbero ridurre sia gli sprechi sia l´ammontare della spesa (specie al Nord).

Conclusione: ha ragione il ministro Renato Brunetta, che ha poco diplomaticamente messo sul chi vive le regioni a statuto speciale, la festa potrebbe finire anche per loro. Ma ha perfettamente ragione anche il governatore Roberto Formigoni, che vede come fumo negli occhi ogni decurtazione del bilancio della Lombardia: la sua è l´unica regione italiana che ha un livello di spesa pubblica adeguato e lo merita con la gestione più efficiente dei servizi resi ai cittadini”.

Dovremmo tutti riflettere su questi dati.

P.S.: penso che per leggere l´articolo di Ricolfi (in formato pdf), occorra iscriversi al sito di Panorama (è gratuito, e richiede pochi secondi).

Se volete, votate Ok.

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4 Responses to "Federalismo fiscale e spesa pubblica pro capite: qualche precisazione"

  • pietro says:
  • pietro says:
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