Mannheimer: Berlusconi e il governo hanno la fiducia del 60% degli italiani

Berlusconi col panama foto

Sì, lo so: i sondaggi hanno rotto. Però l´ultima rilevazione demoscopica fatta da Mannheimer per il Corriere della Sera, merita attenzione: individua assai bene, a mio modesto parere, le ragioni che sono alla base della lunga “luna di miele” tra il Cav. e gli italiani.° 

Partiamo dai numeri.

Il giudizio su Berlusconi e sul suo esecutivo, è positivo per il 60% degli italiani. Il giudizio sull´opposizione, invece, è negativo per il 75% degli italiani.

Vediamo cos´ha scritto in proposito Mannheimer:

Oggi, più del 60% dichiara di giudicare con favore l´operato del governo, malgrado l´emergere, proprio in questi giorni, dei primi screzi interni all´esecutivo. Si tratta grossomodo della percentuale già  rilevata nel giugno scorso, simile peraltro a quella relativa al mese precedente. L´approvazione, più accentuata tra i giovani, nasce principalmente nel centrodestra: ma persino tra i votanti del centrosinistra, più di uno su cinque esprime apprezzamento per l´azione di governo“.

Ecco, quest´ultima affermazione è assai rilevante. Se il governo è riuscito a conquistare la fiducia di oltre il 20% degli elettori di centrosinistra, vuol dire che ha fatto cose quantomeno accettabili.

Vuol dire, forse, che finanche una parte degli elettori del Pd, ha apprezzato: il pacchetto-sicurezza; l´abolizione dell´Ici; la detassazione di premi, incentivi e straordinari; l´avvio del piano-casa; il congelamento della rata dei mutui; la social-card per gli anziani in condizione di disagio economico. Vuol dire, inoltre, che forse finanche la politica di contrasto all´immigrazione clandestina, ha riscosso il plauso di una parte dell‘elettorato piddino.

Questo, dovrebbe sollecitare una riflessione, dalle parti del Nazareno.

Proseguiamo con la spiegazione di Mannheimer:

L´elevato grado di fiducia verso la compagine guidata da Berlusconi viene ricondotto soprattutto alla realizzazione di alcuni obiettivi (es. la questione dei rifiuti a Napoli) promessi in campagna elettorale e assai sentiti dalla popolazione, nonché dall´aver dato l´impressione di una compagine volta più al “fare” che al “discutere“.

“Fare” e non solo “discutere”: ogni riferimento a Prodi e all´Unione, è puramente casuale.

Ancora:

Un indicatore significativo dello stato di crisi dell´opposizione è dato dal giudizio espresso dalla popolazione, che è andata peggiorando in questi mesi. Più del 75% la valuta negativamente, una cifra mai vista in tanti anni di rilevazioni sui cittadini. Com´è intuibile, la critica nasce anche dalle file del centrosinistra, ove il 62% assegna un voto di insufficienza all´azione di Veltroni e dei suoi alleati“.

Naturalmente, nessuno può sapere se la popolarità  di Berlusconi sarà  di lunga o breve durata. Ma l´entità  delle cifre suggerisce di dissentire da chi, qualche tempo fa, sosteneva la fine di un´opinione pubblica in Italia (Nanni Moretti, ndr)”.

Il successo del Cavaliere non si basa infatti sulla mera somma di interessi e valutazioni individuali: Berlusconi riesce, nel bene o nel male, a formare e mobilitare una vera e propria “opinione collettiva“. Un fenomeno sociale con il quale è doveroso confrontarsi, più o meno criticamente“.

Ecco, mi sembra necessario tradurre ciò che, tra le righe, presumo Mannheimer abbia voluto intendere.

Primo: la sinistra può parlare di ritorno al Fascismo; di ritorno alle leggi razziali (normativa sui rom); di incremento – presunto – del livello di razzismo e di xenofobia. Ma questi argomenti, non hanno più presa (sono arnesi logori, consunti).

Non servono, cioè, a mobilitare l´opinione pubblica contro il governo, perché l´elettorato – tutto – ha oramai fatto il callo ad essi, e li considera per ciò che sono: un insieme di accuse strumentali e pretestuose.

Di più.

Una parte consistente dell´elettorato di centrodestra, ha oramai acquisito “coscienza” della legittimità  delle proprie istanze politiche

Non ritiene più, cioè, che esse possano essere considerate poco dignitose, e passibili di una condanna morale.

Non teme, quindi, che rivendicare – ad esempio – uno stato più efficiente e meno sprecone; uno stato che accentui la presenza di criteri meritocratici (nella scuola, piuttosto che nella pubblica amministrazione, o nei rapporti di lavoro privati); uno stato che non confonda l´accoglienza e la solidarietà , con il lassismo e l´impotenza dinanzi a fenomeni di devianza sociale: significhi formulare richieste di natura egoistica; richieste di cui vergognarsi o di cui non andare fieri.

Insomma, l´”opinione collettiva” che Berlusconi – a detta di Mannheimer – riuscirebbe a mobilitare: probabilmente è il portato di diversi fattori.

Tra questi, forse, c´è anche il fatto che gli elettori di centrodestra, non si considerino più “figli di un Dio minore”. E che, proprio per questo motivo, ora rivendichino a gran voce la bontà  delle proprie posizioni politiche.

Volete che tutto ciò, in una società  aperta e contrassegnata da milioni di interazioni quotidiane, non induca trasformazioni profonde?

In altre parole.

Volete che tutto ciò, non influenzi anche il giudizio che gli elettori di sinistra danno dell‘operato del governo?

Volete che una certa sicurezza di sé, acquisita – e magari anche ostentata – dal “popolo della destra” (o del centrodestra), non induca anche i sinistri a giudicare l´azione di governo berlusconiana, finalmente in base ai fatti (gli atti compiuti), e non sulla base di pregiudizi fondati sul nulla, o peggio: sul razzismo antropologico?

Si dice che piacersi, sia il primo requisito per piacere agli altri. Si dice.

Chissà .

Se volete, votate Ok.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

27 Responses to "Mannheimer: Berlusconi e il governo hanno la fiducia del 60% degli italiani"

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