Le comari

D'Alema e Fini le comari foto

S´annusano, i due. Il che non sarebbe una novità .

Se non fosse, però, che questa volta pare abbiano qualcos´altro in mente, che non il semplice parlottare tra avversari politici, finalizzato solo a mantenere in vita buoni rapporti diplomatici. No, c´è dell´altro.

La sensazione, infatti, è che con l´uscita di ieri – con la richiesta di dare vita ad una Commissione Bicamerale che discuta di Federalismo fiscale -, Fini e D´Alema abbiano voluto dare avvio ad una nuova fase, di questa legislatura. Una fase che, nelle intenzioni dei due, dovrebbe scompaginare i giochi politici in corso, e conferire a ciascuno maggiore lustro; e soprattutto un ruolo che, fin qui, nessuno dei due è riuscito ad avere: quello di interlocutore principale, ciascuno per la propria parte politica, in materia di riforme costituzionali; un interlocutore da cui nessuno, alleati o avversari, possa prescindere.

Solo che la mossa, se ad essa seguissero atti concreti, temo finirebbe per produrre conseguenze tutte e solo negative: per il Paese, in primis; e, poi, per il governo in carica.

Analizziamo brevemente alcuni scenari: ciò che potrebbe verificarsi nel centrosinistra, e ciò che potrebbe accadere nel centrodestra.

Partiamo dal Pd.

Se l´”operazione” andasse in porto – se D´Alema, quindi, riuscisse ad accreditarsi come interlocutore del centrodestra, per le riforme istituzionali -, Veltroni potrebbe sentirsi scavalcato. Dallo stesso, messo ancora più all´angolo.

E per uscirne, potrebbe decidere di radicalizzare ancor più di quanto abbia fatto finora, lo scontro col governo.

Abbiamo bisogno che il confronto tra le parti, opposizione e governo, assuma toni ancora più esasperati? Gioverebbe al Paese?

Credo di no.

E intanto Veltroni che dovrebbe fare, se non alzare la voce? Come potrebbe continuare ad avere credibilità , agli occhi dei suoi elettori, se non alzando ancor più l´asticella dello scontro con Berlusconi; visto che, se il progetto di D´Alema e Fini andasse a buon fine, a quel punto lui apparirebbe come un mero reggente del Pd, e non già  più come il suo segretario?

D´Alema, infatti, in quella situazione assumerebbe il rango di dominus del partito. Walter, invece, sarebbe degradato – nei fatti – a semplice speaker. E dovrebbe rimanere impassibile, e non reagire?

E´ difficile da credere.

Più facile risulta immaginare che, a quel punto, cercherebbe di vendere cara la pelle: “Mi si vuole delegittimare? Mi si vuole far passare per un fantoccio? Mi si spara contro, scavandomi la fossa, ancor prima che ci siano state le elezioni europee e che si sia celebrato il congresso programmatico? Bene: che sia guerra, allora. Contro tutto e tutti”. Questo, penserebbe. E di conseguenza si comporterebbe. Facendosi aiutare dal suo fido e potente alleato: Guglielmo Epifani.

Una girandola di scioperi, sommergerebbe la Penisola; infiniti cortei e mobilitazioni, la percorrerebbero. Un gridare continuo e convulso. Un Vietnam.

Epifani, d´altronde, fa politica, e da tempo. Inoltre è a fine mandato (alla Cgil), e c´è chi dice voglia un seggio alle Europee. Quale occasione migliore per conquistarselo, se non quella di venire incontro alle esigenze del suo segretario, messo alle strette da quel birbone di D´Alema?

Sarebbe una situazione vantaggiosa per il governo, avere ogni giorno contro la Cgil (ancor più di quanto lo sia ora), che si discuta di contratti, piuttosto che di scuola, università  o straordinari?

Credo di no. Ma se andasse in porto il progetto di D´Alema e Fini, ciò che si è descritto, potrebbe accadere.

Ed è per questo motivo, che la mossa dei due° appare ancor più negativa, se si considera che in essa è coinvolto l‘ex segretario di An.

Il Presidente della Camera, indubbiamente, da quando è iniziata la legislatura vive in un cono d´ombra. Ovvio. Il primus inter pares di Montecitorio, più che il politico, fa il pizzardone: “Collega si sieda, e non rumoreggi. Lei, invece, parli pure. Ne ha facoltà “.

Avvilente, per non dire umiliante. Soprattutto per chi sia stato, prima di allora, capo indiscusso – e leader carismatico – di un partito, per oltre 20 anni.

Comprensibile, dunque, Fini voglia avere anche un ruolo diverso. E soprattutto una funzione preminente, in questa legislatura.

Ma ciò che sta tentando, mandare a carte quarantotto il lavoro sin qui svolto dalla Lega – col pretesto che di Federalismo fiscale sia più opportuno discutere in un´unica commissione e Bicamerale, anziché in molteplici, e che sia necessario farlo assieme ad altre riforme -, ha il sapore di una porcheria da vecchio democristiano. Perché nasce da una sola motivazione: ritagliarsi un ruolo, anche a scapito dell´interesse della propria coalizione, e del governo che sostiene.

Che D´Alema provi a far la pelle a Veltroni, in fin dei conti, è normale. Da vent´anni, infatti, è il suo sport preferito. Inoltre Baffino concepisce la politica, come una dimensione entro cui far valere un‘unica legge: fottere il più alto numero possibile di alleati ed avversari.

Che Fini, invece, provi a disarticolare gli equilibri interni al centrodestra, pur di non perdere potere e pur di continuare ad avere un ruolo fondamentale, al suo interno,° per quanto non sia affatto° una cosa inedita, lascia, però,° basiti.° Perché° questa volta, stante la crisi economica internazionale, il suo comportamento rischia di produrre effetti ancor° più negativi – per la tenuta del governo – che in passato. E dovrebbe rendersene conto, perché la sua coalizione ha più da perdere, da una situazione del genere.

Inoltre, di politica politicante, di politica intesa come teatrino o come mezzo attraverso il quale curare prioritariamente i propri interessi, e non quelli della collettività , ne avremmo le palle piene.

Gradiremmo si pensasse di più all´interesse generale.

Questi giochini, questi mezzucci da partitocrati della Prima Repubblica, sono la ragione prima della disaffezione dei cittadini nei confronti della politica.

E, stante la difficile condizione economica del Paese, se non si è prudenti: si rischia fungano da detonatore di tumulti popolari, sommosse e rivolte.

La “gente”, in questo istante, vuol sentir parlare solo di economia: di come gli aumenti la pensione; di come gli riduci le tasse; di come gli garantisci un´occupazione al figlio; di° come gli abbassi° il° prezzo del pane, della pasta e della benzina.

Di tutto il resto, alla “gente”, ora come ora, fotte meno di niente.

Le comari lo tengano a mente.

Se volete, votate Ok.

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26 Responses to "Le comari"

  • nicoletta says:
  • camelot says:
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  • nicoletta says:
  • IoTomy says:
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