Quando l´Osservatore Romano faceva apologia delle leggi razziali

Osservatore Romano logo foto

15 gennaio 1939, l’Osservatore Romano ospita l´omelia dell´allora Vescovo di Cremona, Giovanni Cazzani:° 

Un vero cattolico non ha domestici ebrei, o balie ebree, non accetta maestri ebrei. La Chiesa fa di tutto per impedire matrimoni tra ebrei e cattolici“.

Queste parole ricalcano pedissequamente le disposizioni/prescrizioni contenute nelle infami leggi razziali varate dal Fascismo nel 1938.

Sicuramente chi ha pronunciato quell´omelia – riportata con grande disinvoltura dall´organo della Santa Sede -, sarà  finito all´Inferno. Come capita a chiunque collabori col Demonio.

Speriamo non accada la medesima cosa a chi ha accusato volgarmente Fini (e magari non° ha nemmeno letto per intero la sua concione).

Ricordo che, per un cattolico, la verità  è Dio. E chi non la difende, e per di più fa ricorso alla menzogna, si colloca al di fuori della grazia del Creatore, in quanto servo di Satana.

Si segnala, inoltre, la presa di posizione del capo della Comunità  Ebraica romana, Riccardo Pacifici. Il quale, ripetendo parola per parola, quanto da me qui scritto, ha affermato:

Non posso permettere che la terza carica dello Stato possa essere offesa così da un Paese straniero, quale il Vaticano, che deve delle scuse“.

Va aggiunto, anche, ciò che Luigi Accattoli ha scritto oggi sul Corriere della Sera:

Quello che ha detto martedì Gianfranco Fini è semplicemente vero: le leggi razziali non provocarono “manifestazioni particolari di resistenza” neanche da parte della Chiesa”.

“Tanto è vero che – fuori di polemica – le autorità  della Chiesa lo ammettono: non ora ovviamente, che c´è lo scontro, ma l´hanno ammesso in forma solenne con un “messaggio” della Cei alle Comunità  ebraiche italiane dieci anni addietro, in occasione del 60mo delle leggi”.

“Il 1°° aprile 1998 l´arcivescovo di Perugia Giuseppe Chiaretti, allora presidente del Segretariato della Cei per l´ecumenismo e il dialogo, fece visita alla Sinagoga di Roma dove lesse – presenti il Rabbino Capo Elio Toaff e Tullia Zevi presidente dell´Unione delle Comunità  ebraiche italiane – un messaggio di “pentimento” sull´atteggiamento della Chiesa italiana di fronte a quelle leggi“.

“Disse Chiaretti ai suoi ospiti che si era trattato di “una pagina oscura della storia del Paese” durante la quale la “comunità  ecclesiale, anche per lunga acritica coltivazione di “interpretazioni erronee e ingiuste della Scrittura” (Giovanni Paolo II), non seppe esprimere energie capaci di denunciare e contrastare con la necessaria forza e tempestività  l´iniquità  che vi colpiva“”.

“Chiaretti – come si vede bene – disse più di Fini. E non parlava di testa sua: il “messaggio” era stato preparato in collaborazione con la Segreteria della Cei – che era presieduta dall´arcivescovo Ennio Antonelli, oggi cardinale e presidente del Consiglio della Famiglia – ed era stato approvato dal presidente della Cei cardinale Camillo Ruini“.

Come già  detto: pretendiamo le scuse ufficiali della Santa Sede.

Nessun paese straniero può offendere la terza massima carica dello stato.

L´incidente diplomatico – gravissimo – non è ancora chiuso.

Se volete, votate Ok.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

21 Responses to "Quando l´Osservatore Romano faceva apologia delle leggi razziali"

  • fabio says:
  • fabio says:
  • Pietro says:
  • ellekappa says:
  • Giancarlo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • ellekappa says:
  • cattivix says:
  • Jinzo says:
  • Fabristol says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • nicoletta says:
Leave a Comment