Bonus per le famiglie: un pasticcio cui si deve rimediare

Bonus per le famiglie foto

Breve premessa.° ° ° 

Quando il governo ha varato il pacchetto anti-crisi contenente il bonus per le famiglie e la social card, il Corriere della Sera non ha dedicato nemmeno un rigo ai due provvedimenti in questione.

Oggi, invece, visto che al bonus per le famiglie era possibile muovere alcune obiezioni (serie e fondate), il quotidiano di via Solferino ha deciso di pubblicare un articolo – corredato di tabella -, che occupava, quasi per intero, la pagina 6.

Vale a dire: quando il governo Berlusconi vara provvedimenti che sono o appaiono giusti, il Corriere della Sera li censura e ad essi non dedica alcuno spazio; quando il governo Berlusconi, viceversa, adotta misure passibili di critica, allora il Corriere della Sera dedica ad esse articoli e approfondimenti. Una scelta più che legittima, ovviamente. Una scelta, però, politica. Che si addice ad un quotidiano di partito.

Ciò detto, arriviamo al dunque.

Il giornale diretto da Paolo Mieli, oggi ha dato grande risalto ad alcune critiche mosse da Avvenire, al bonus per le famiglie. Critiche che possono essere riassunte così: il bonus, così com´è stato congegnato, appare più vantaggioso per i single o per le coppie prive di prole, che non per le famiglie numerose.

Ecco cos’ha scritto in proposito, il quotidiano della Cei:

“L´82% dei beneficiari saranno singoli e coppie senza figli. Il perché è presto spiegato: i diversi tetti di reddito massimo per accedere al beneficio sono stati fissati ad un livello assai più alto delle relative fasce di povertà  per single e coppie, mentre sono pari o addirittura al di sotto della linea di povertà  per le famiglie con figli”.

Ancora più nel dettaglio, poi, è andato° il quotidiano di via Solferino. Evidenziando come alle famiglie-tipo italiane – formate da° padre, madre e due figliverrà  destinato soltanto il 18% delle risorse totali, previste dal bonus-famiglie.

Questo perché il governo, nell´elaborare il provvedimento, ha commesso una serie di errori (lo si deve riconoscere).

Ad esempio, la modulazione del bonus è tale che, se due persone convivono, ciascuna di esse – purché ne abbia i requisiti – potrà  richiedere individualmente il bonus (come se fosse un single). Quindi, in alcuni casi, le coppie di conviventi potranno ottenere due bonus.

Cosa che, invece, non potrà  avvenire per due persone sposate. In questo caso, infatti, vigendo tra i due un vincolo legale, la coppia rappresenta un nucleo familiare: soggetto all´Isee (o redditometro, che dir si voglia).

Ancora più paradossale è la situazione di una coppia con due figli. Scrive al riguardo il Corriere della Sera:

“Ammettiamo che la famiglia classica (sempre con due figli), per la quale si sommano i redditi dei due coniugi, abbia un imponibile complessivo superiore di 1 euro alla soglia massima di 20 mila euro annui, perde il diritto al bonus di 500 euro“.

I due conviventi invece (anche loro con due figli), presentando due distinte dichiarazioni dei redditi da 19.950 euro l’una, hanno diritto a due bonus da 450 euro l’uno perché ognuno si autodichiara «genitore con due figli»”.

Una situazione, indubbiamente, grottesca. Ma c´è dell´altro.

Il rilievo formulato da Avvenire – “L´82% dei beneficiari saranno singoli e coppie senza figli” – si traduce in questi cifre:

A beneficiare del bonus di 200 euro previsto per i single, saranno 3.500.000 di persone (è quanto traspare da una tabella pubblicata oggi dal Corriere della Sera).

A fruire, invece, del bonus di 300 euro previsto per le coppie (senza figli), saranno 3.000.000 di famiglie.

Avranno accesso al bonus di 450 euro introdotto per le coppie con un figlio, invece, 627.000 nuclei familiari.

Mentre il bonus di 500 euro destinato alle famiglie-tipo (padre, madre e due figli), sarà  intascato da 569.000 famiglie.

158.000, invece, avranno accesso al bonus di 600 euro (stanziato per i nuclei con 5 figli). Mentre solo 52.000 nuclei familiari avranno diritto ad ottenere 1.000 euro (previsto per le famiglie con più di 5 figli).

Non c´è dubbio: il provvedimento andrebbe riscritto, e il bonus andrebbe rimodulato in maniera tale° da aiutare, più di quanto la sua attuale formulazione consenta,° le famiglie numerose° (cosa che il governo pare intenzionato a non fare).

P.S.: nel grafico pubblicato all´inizio del post, c´è un errore. Hanno diritto ad ottenere il bonus di 600 euro, le famiglie con 5 figli che abbiano un reddito di 20.000 euro (e non 22.000 come indicato nella tabella).

Se volete, votate Ok.

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17 Responses to "Bonus per le famiglie: un pasticcio cui si deve rimediare"

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  • liliana gizzi says:
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