Non praevalebunt: il Pdl non sarà  un partito confessionale, non sarà  la Democrazia cristiana del Terzo Millennio (scurdataville)

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Adolfo Urso, l´unico uomo di destra oggi presente nel governo Berlusconi:

“Il confronto culturale e politico sul caso di Eluana Englaro sta rischiando di limitare il dibattito pubblico sull´identità  del Pdl all´interno di una logica tutta confessionale che è davvero fuori luogo. Come se la natura del Ppe, lo schieramento maggioritario nell´Europarlamento, fosse in qualche modo riconducibile a quella di un vecchio partito d´ispirazione religiosa o addirittura clericale“.

Un postulato totalmente fuorviante perché non tiene conto della configurazione che il Partito popolare europeo ha assunto dopo l´ingresso dell´Ump francese, dei Tory britannici e di altre forze politiche costituzionalmente aliene alla vecchia contrapposizione politica tra laici e credenti“.

“Dal partito postgollista di Jacques Chirac e oggi di Nicolas Sarkozy, notoriamente laico e repubblicano, al partito britannico guidato da David Cameron, particolarmente aperturista sui temi dei diritti civili, ad altre forze di ispirazione liberaldemocratica (Slovenia, Grecia, Ungheria, Finlandia, Estonia), nazionalconservatore (Danimarca, Lituania) e addirittura popolarcentriste (come in Irlanda e in Portogallo): la natura del Ppe ha fornito nel corso dell´ultimo decennio una prospettiva più articolata, complessa e plurale rispetto ai vecchi partiti democratico-cristiani degli anni della Guerra Fredda e, anche, una più larga capacità  di rappresentanza geografica, culturale e politica (…)”.

“E peraltro il Ppe oggi si definisce senza mezzi termini all´interno della “political family of the centre-rightsenza la presenza di nessun aggettivo “christian”. Esso è giustamente un partito popolare e modernizzatore, riformista ed europeista il quale si richiama alla prospettiva del popolarismo (che non è altro che la prospettiva riformista che, in Europa, si contrappone alla socialdemocrazia oggi rappresentata da Tony Blair, Gordon Brown, Zapatero o D´Alema) (…)”.

“Su questo più che su altro – e oggi più di ieri – proprio per l´accelerata evoluzione della scienza e delle tecnologie, è necessario che proprio le forze che si ispirano – e aderiscono – al Partito popolare europeo sappiano dare risposte adeguate e all´altezza delle nuove sfide epocali“.

“In continuità  e coerenza, tra l´altro, con l´approccio espresso – già  da qualche anno – da presidente francese Sarkozy, improntato ad un´idea di laicità  positiva, non ideologica e aperta al dialogo con le religioni. “E´ legittimo per la democrazia dialogare con le religioni (…). La laicità  positiva, la laicità  aperta – ha concluso – è l´invito più esplicito al dialogo, alla tolleranza, al rispetto”.

Dialogo, tolleranza, rispetto; e non genuflessione ai diktat della Santa Sede.

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20 Responses to "Non praevalebunt: il Pdl non sarà  un partito confessionale, non sarà  la Democrazia cristiana del Terzo Millennio (scurdataville)"

  • camelot says:
  • Gab says:
  • camelot says:
  • Gino Pieri says:
  • camelot says:
  • ellekappa says:
  • enzo sara says:
  • camelot says:
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  • enzo sara says:
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  • Simone82 says:
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