Walter ha scritto la letterina a Babbo Natale

Walter Veltroni e Roberto De Niro foto

Partiamo dalla nota mensile realizzata a gennaio dall´Isae (l´Istituto di studi e analisi economica), e che ha per oggetto “Gli effetti distributivi degli interventi più recenti su famiglie e imprese”:

“In questa nota si valutano, attraverso esercizi di microsimulazione, gli effetti distributivi sulle famiglie e sulle imprese di una serie di misure adottate negli scorsi mesi (…)”.

“In particolare, per quanto riguarda le imprese, i provvedimenti considerati sono la parziale deducibilità  ai fini delle imposte dirette della quota di base imponibile Irap relativa al costo del lavoro e agli interessi e la cosiddetta “Robin tax”, volta a garantire un aumento di gettito attraverso interventi sul settore energetico e su quello finanziario (…)”.

“Dal lato delle famiglie, è stata completamente eliminata l’ICI (imposta comunale sugli immobili) sulla prima casa, è stato adottato il cosiddetto “bonus famiglia”, che prevede l’erogazione di una cifra una tantum per l’anno 2009 alle famiglie di lavoratori dipendenti ed assimilati e ai pensionati con redditi inferiori a soglie prestabilite, ed è stata introdotta la carta prepagata ricaricabile, utilizzabile principalmente per l’acquisto di beni alimentari, che concede un sussidio di 40 euro mensili alle “fasce deboli di popolazione in stato di particolare bisogno” (…)”.

“Quanto alle famiglie, i nuclei destinatari delle norme in esame sono evidentemente molto diversi tra loro: da un lato i proprietari di prima casa ancora soggetta ad ICI – ovvero di una casa di abitazione avente un valore catastale elevato -, dall’altro le famiglie di dipendenti e pensionati a basso reddito, infine gli anziani e le famiglie con bambini minori di tre anni in condizioni di particolare difficoltà  economica. Di conseguenza, gli effetti distributivi sono differenti (tendenzialmente regressivi nel primo caso, progressivi per le due misure anticrisi), ma la sovrapposizione degli interventi amplia la platea dei beneficiari e rende l’incidenza complessiva più uniforme rispetto al reddito: circa il 68% delle famiglie ottiene un vantaggio, che in media corrisponde a poco più di 300 euro. A risultare maggiormente favoriti sono gli anziani, che ottengono consistenti benefici dalla manovra sull’ICI e, soprattutto, dal bonus e dalla social card. Si deve tuttavia tenere conto del fatto che il numero di beneficiari della carta acquisti potrebbe rivelarsi di gran lunga inferiore a quello stimato, e dunque la distribuzione dei guadagni potrebbe risultare più spostata a favore delle fasce medio-alte di reddito”.

“I due interventi disposti dal Governo per fronteggiare la crisi economica in atto hanno sicuramente il merito di porre la questione della povertà  al centro dell’agenda politica, di raggiungere i cosiddetti “incapienti” e di scoraggiare in qualche misura le richieste di sussidio da parte di contribuenti infedeli. Tuttavia, si tratta di provvedimenti transitori, rivolti solo ad alcuni tra coloro che si trovano in condizione di bisogno, che producono un effetto stigma e non razionalizzano il sistema attuale, i cui difetti in termini di complessità , categorialità  ed incoerenza sono noti”.

Dunque, a detta dell´Isae, grazie alle misure economiche adottate dal governo – questa estate, con la manovra triennale che ha abolito l´Ici; in autunno, con il varo del bonus per le famiglie e della social card -, “circa il 68% delle famiglie ottiene un vantaggio, che in media corrisponde a poco più di 300 euro“.

Inoltre: “I due interventi disposti dal Governo per fronteggiare la crisi economica in atto hanno sicuramente il merito di porre la questione della povertà  al centro dell’agenda politica, di raggiungere i cosiddetti “incapienti” e di scoraggiare in qualche misura le richieste di sussidio da parte di contribuenti infedeli“.

Fatta questa premessa, arriviamo all´oggetto del post.

Dunque, oggi Veltroni ha fatto sentire la propria voce e, forse, ha perso l´ennesima occasione buona per tacere: visto che ha discettato di questioni economiche; e, come sua abitudine, ha parlato di alcune misure che andrebbero adottate, senza tuttavia minimamente far riferimento alla “copertura finanziaria” di questi provvedimenti.

Il leader del Pd, in particolare, ha proposto quanto segue (riporto pedissequamente ciò che ha scritto il Corriere della Sera):

“Sono i sette punti attorno ai quali si articola la proposta di una manovra anticiclica del valore di un punto percentuale di Pil, 16 miliardi di euro, avanzata dal governo ombra del Partito Democratico: la riforma degli ammortizzatori sociali per la creazione di un sistema universale di garanzie, politiche per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie con una riduzione della pressione fiscale sui redditi medio-bassi, promozione dell’occupazione femminile, aumento degli investimenti pubblici in infrastrutture, sostegno alle imprese, difesa e valorizzazione del Made in Italy e investimenti per un vero e proprio «new deal» ecologista”.

Ora, il sottoscritto ha provato a verificare se almeno sul sito del Pd, fosse presente una qualche indicazione delle risorse economiche, grazie alle quali finanziare questa manovra anticiclica del valore di 16 miliardi di euro. E sapete qual è stato il risultato? Che non solo non ho trovato un numero che fosse uno, ma mi sono addirittura imbattuto in una sorta di letterina a Babbo Natale. Eccola:

“1) La realizzazione di una organica riforma degli ammortizzatori sociali di tipo europeo (Allegato 1). Nell’immediato:

a) l’introduzione di una misura temporanea di sostegno al reddito dei precari e degli altri lavoratori che perdono in lavoro e sono sprovvisti di copertura assicurativa, da associare ad attività  di formazione e programmi di reinserimento lavorativo (cosa che il governo in carica già  sta facendo, ndr);

b) estensione e rafforzamento della copertura CIG e CIGS. Questa misura serve a proteggere dalla crisi le imprese, soprattutto le piccole, che solo così possono sopravvivere e non chiudere creando ulteriore disoccupazione;

c) la sospensione del pagamento delle rate del mutuo contratto per l´acquisto dell´abitazione di residenza per i lavoratori che perdono il posto di lavoro;

2) L’innalzamento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione incominciando dai redditi e dalle pensioni più basse, per raggiungere, alla fine della legislatura, un alleggerimento di 100 euro mensili per i redditi fino a 30.000 euro annui. L’intervento, alternativo al bonus famiglia e alla social card, viene erogato anche ai contribuenti incapienti, via trasferimenti;

3) un incentivo alla domanda e all’offerta di lavoro femminile, al fine di ridurre il costo del lavoro ed aumentare la retribuzione netta per le lavoratrici; sostegno all´imprenditoria femminile, anche attraverso il microcredito, accompagnamento degli interventi fiscali con politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ed al potenziamento di servizi di cura per la famiglia (asili nido, assistenza anziani non autosufficienti, ecc);

4) il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese fino a 250 dipendenti attraverso il ricorso, nei limiti di 3 miliardi di euro per il 2009, alle risorse della gestione separata della Cassa Depositi e Prestiti;

5) il potenziamento delle contro-garanzie per i Confidi – fino a triplicarne l’attuale capacità  – di tutte le categorie del lavoro autonomo e delle piccole imprese, anche attraverso l´intervento della SACE;

6) l’attuazione delle misure previste nei decreti per la stabilità  del sistema creditizio e la continuità  nell’erogazione del credito alle imprese ed alle famiglie approvati all´inizio di ottobre 2008, ma rimasti inapplicati data l´assenza dei regolamenti attuativi, in particolare per la garanzia della raccolta bancaria a medio termine e a garanzia del rischio di credito;

7) il parziale ripristino delle risorse sottratte agli investimenti nel Mezzogiorno, in particolare al Fondo per le Aree Sottoutilizzate;

8) l’allentamento del Patto di Stabilità  Interno per spese in conto capitale, così da consentire a Comuni e Province di completare le opere avviate e bloccate dalla Legge 133/08 ed avviare un piano straordinario e rapidamente operativo di riqualificazione per gli edifici pubblici (scuole, soprattutto), per l´efficienza energetica e la messa in sicurezza, un programma di piccole e medie opere immediatamente cantierabili, da far partire entro il mese di giugno (Allegato 2 e 3) e l´avvio di un piano per la costruzione di 100 mila alloggi a bassissimo consumo energetico;

9) interventi fiscali sul lavoro autonomo e le imprese:

a) il potenziamento del forfettone fiscale: per i lavoratori autonomi, piccoli imprenditori e professionisti innalzamento del limite di fatturato a 70.000 euro l’anno e del limite di spesa per la disponibilità  di beni strumentali a 45.000 euro nel triennio (circa 2 milioni di soggetti potenzialmente interessati, per i quali si elimina l’Iva, l’Irpef, l’Irap e gli studi di settore e si applica un’imposta sostitutiva complessiva del 20%);

b) la riduzione della ritenuta d’acconto applicata sui ricavi dei professionisti (dal 20 al 10%) per evitare ricorrenti crediti fiscali, soprattutto per i professionisti più giovani;

c) per il biennio 2009-2010, introduzione di un moltiplicatore pari a 2 per la deducibilità  degli oneri finanziari derivanti dagli investimenti produttivi effettuati nel biennio 2007-2008, aggiuntivi rispetto alla media del triennio precedente;

d) l’azzeramento per il biennio 2009-2010 dell’imposta sostitutiva sul reddito, attualmente prevista al 27,5%, per le ditte individuali e società  di persone in contabilità  ordinaria per la parte di reddito re-investita in azienda;

e) sospensione del tetto alla deducibilità  degli interessi passivi per il biennio 2009-2010 per i soggetti Ires.

10) il rafforzamento di programmi di “Industria 2015” per la mobilità  sostenibile, per il risparmio energetico (pannelli solari, nuovi materiali per l’edilizia, ecc.) e le fonti rinnovabili di energia (puntando al raddoppio nei prossimi dieci anni dell’energia prodotta da tali fonti), per il made in Italy. Oltre che con la ricerca e l’innovazione, il made in Italy va valorizzato tutelando marchi e denominazioni e contrastando il dumping sociale e lo sfruttamento del lavoro minorile.

11) una politica agricola organica: ammortizzatori sociali e sgravi contributivi alle imprese in territori svantaggiati e zone montane; fondo di solidarietà  nazionale per la copertura assicurativa del rischio di emergenze climatiche; avvio e completamento delle opere del Piano Irriguo Nazionale; piani speciali di riconversione per il rilancio di alcune filiere produttive; promozione e rilancio del made in italy agroalimentare;

12) il ripristino completo dei crediti d’imposta automatici per R&S, per gli investimenti nel Mezzogiorno, per le detrazioni automatiche per le ristrutturazioni edilizie, il risparmio energetico e le fonti rinnovabili di energia;

13) mobilità  sostenibile: l’avvio di un piano di 1.000 treni per i pendolari, con 300 milioni di euro all’anno per cinque anni, il sostegno agli investimenti pubblici per il rinnovo del parco mezzi con acquisto di autobus a metano, incentivi fiscali per i datori di lavoro per fornire ai loro dipendenti “ticket-transport”, buoni di trasporto su mezzi collettivi e mezzi pubblici”.

“Questo insieme di misure determina – nel solo 2009un peggioramento dell’indebitamento pari a circa mezzo punto di PIL. La manovra che qui presentiamo ha respiro triennale e determina, rispetto alle previsioni del Governo, un miglioramento dell’indebitamento – nel 2010 e nel 2011capace di compensare gli effetti negativi relativi al 2009. Al fine di garantire la sostenibilità  finanziaria del Piano anticrisi, le misure di risparmio " per produrre effetti nel 2010 e successivi – devono essere adottate immediatamente (nella prima metà  del 2009), sia che si tratti di provvedimenti legislativi, sia che si tratti di attività  di Alta Amministrazione”.

Tutto molto bello, molto emozionante. Ho la pelle d´oca. E chi paga tutto ‘sto ben di Dio?

Ecco la risposta:

“Per garantire la stabilità  di medio periodo della finanza pubblica e coprire gli oneri delle misure elencate, il Pd propone:

1) il riavvio delle riforme strutturali, in particolare dei processi di riforma per la regolazione concorrenziale dei mercati (dalle banche alle assicurazioni, dalle professioni ai servizi pubblici locali, dall´energia alla distribuzione commerciale);

2) il riavvio delle politiche anti-evasione, sostanzialmente smantellate dagli interventi di finanza pubblica adottati da Giugno ad oggi;

3) il completamento della spending review, per individuare i programmi di spesa da eliminare e riorganizzare, in alternativa agli iniqui, inefficienti ed inefficaci tagli lineari al centro della manovra di finanza pubblica di Giugno. Il ricorso ad operazioni di bench-marking sistematico – al fine di individuare credibili obiettivi di performances, cui associare premi e penalizzazioni – può consentire (“può consentire”? O consente certamente?, ndr) risparmi di 0,5 punti di PIL nel 2011 e successivi;

4) l’introduzione della centrale unica per gli acquisti nelle pubbliche amministrazioni centrali e in ciascuna amministrazione regionale (con operatività  estesa agli enti locali presenti sul territorio regionale); l’accorpamento di tutti i servizi periferici dello Stato, la digitalizzazione “forzata” per la P.A (ma non lo sta già  facendo il governo in carica?, ndr)”.

Ora, non solo la letterina a Babbo Natale non dice una mazza – cioè: alcunché di serio e credibile – sul come reperire le risorse economiche, per finanziare le misure proposte. Ma prende anche per il culo gli italiani:

Già  Nel 2009, il costo delle misure proposte è coperto, per la metà , da maggiori entrate legate all´innalzamento del Pil (e se il Pil non dovesse crescere?, ndr), dal riavvio delle politiche antievasione, dall´assorbimento nell´ambito dell´intervento generalizzato delle risorse dedicate al bonus famiglia e alla social card, dai primi risparmi dovuti all´attivazione delle centrale unica per gli acquisti. Possibili risparmi in conto interessi, da valutare in sede di assestamento del Bilancio dello Stato a Luglio 2009, dovrebbero essere utilizzati per migliorare la copertura. L´ indebitamento ed il debito aggiuntivo previsto per il 2009 viene più che compensato nel corso del 2010 e 2011, grazie al venir meno degli effetti delle misure di carattere temporaneo, il recupero di risorse dall’evasione, il risparmio di spesa e, soprattutto, la maggiore crescita conseguente alle riforme strutturali proposte“.

Va aggiunto altro?

Non credo.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

17 Responses to "Walter ha scritto la letterina a Babbo Natale"

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