Il Senato approva la riforma del processo civile

Angelino Alfano foto

L’Italia è multata 320 volte l´anno dalla Corte Europea di Strasburgo per i Diritti dell´Uomo, perché viola quest’ultimi. 

In ragione di cosa?

In ragione del fatto che i nostri processi civili, durano in media otto anni: una roba da paesi del Terzo Mondo (mentre in Francia, ad esempio, di rado essi superano i 3 anni).

A scanso di equivoci: i processi civili (come dovrebbe essere noto a tutti) sono quelli che regolano le controversie tra privati cittadini. Controversie che, ad esempio, possono riguardare gli immobili: si pensi alle cause di sfratto, oppure alle liti tra condomini. Controversie che, ancora, possono avere ad oggetto i rapporti successori (le eredità ), e via discorrendo.

Inoltre, va tenuto conto che le imprese straniere prima di decidere di investire danari in un paese, s’informano sui tempi della sua giustizia civile. E puntualmente scartano quelle nazioni, in cui la giustizia abbia tempi biblici: perché questo fattore, la lunghezza dei processi, rappresenta un costo aggiuntivo che pochi soggetti economici sono disposti a sostenere.

Queste le ragioni, per cui innovare il processo civile, onde renderlo più celere, è necessario.

E in tale direzione, pare vada la riforma approvata dal Senato. A detta del Ministro Alfano, infatti, essa:

Assicura una migliore efficienza dell’attività  giurisdizionale e introduce strumenti alternativi per la risoluzione delle liti rispetto al ricorso al giudice“.

Gli elementi che la qualificano, sono:

L’introduzione dello strumento della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione stragiudiziale delle parti; l’inserimento del processo sommario di cognizione, più snello e alternativo al rito ordinario; la semplificazione dei riti attraverso la riconduzione di tutti i procedimenti ai tre modelli processuali previsti dal codice di procedura civile (rito ordinario di cognizione, rito del lavoro, rito sommario di cognizione), la soppressione del farraginoso rito societario e l’applicazione del rito ordinario per le cause in materia di sinistri stradali“.

Altri elementi di novità , poi, sono:

“L’introduzione di un filtro per l’ammissibilità  dei ricorsi in Cassazione «al fine di deflazionare il carico di lavoro del giudice di legittimità , ponendolo in linea con gli standard europei e internazionali»; la previsione di uno strumento di coercizione nei confronti del debitore per ogni giorno di inadempienza di alcune tipologie di obbligazioni; l’inserimento di sanzioni processuali a carico di chi ritarda, con il proprio comportamento, la conclusione del processo; la previsione di ulteriori misure per l’efficienza del processo civile, quali l’aumento delle competenze del giudice di pace, la semplificazione della fase di decisione delle controversie, la riduzione dei tempi per il compimento dei singoli atti processuali e la prova testimoniale scritta, previo accordo tra le parti”.

Va anche detto che, se si volesse davvero contrarre i tempi del processo civile, forse – e dico forse – bisognerebbe iniziare a prendere in considerazione l’idea di fissare un numero chiuso per chi esercita la professione forense (in ambito civilistico).

Di avvocati ce ne sono davvero tanti, troppi: a Napoli, ad esempio, ve ne sono più che in tutto il Giappone; nel Lazio più che in tutta la Francia.

L’elevato numero di legulei moltiplica, giocoforza, il numero delle cause che vengono intentate: se di avvocati ce ne sono troppi (mi riferisco ai civilisti), e ciascuno guadagna poco in virtù dell´elevata concorrenza, è ovvio che ognuno porti in tribunale il più alto numero possibile di cause, anche se è consapevole del fatto che non potrà  vincerle (perché nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di cause prive di fondamento). Giova ricordare, infatti, che gli avvocati non vengono pagati se vincono una causa. Vengono pagati a prescindere – direbbe Totò – dall’esito della stessa, e in base alla lunghezza del processo: più dura quest’ultimo, più introitano palanche.

Da leggere: La riforma del processo civile (2009), i dettagli.

Aggiornamento del 28 maggio:

Da leggere: La riforma del processo civile (2009) è legge.

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26 Responses to "Il Senato approva la riforma del processo civile"

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