Il Sindaco vicentino del Pd istituisce la “scuola di ronde”

Lampione foto

Dunque, quando il governo Berlusconi ha varato il cosiddetto decreto anti-stupri che ha introdotto, tra le diverse misure, anche una norma che prevede chei sindaci potranno avvalersi della possibilità  di utilizzare associazioni di cittadini che, non armati, potranno segnalare alle forze di polizia situazioni di insicurezza, di disagio sociale o di emergenza sul territorio” – associazioni di cittadini, giova precisare, formate da ex poliziotti e carabinieri in pensione, che agiranno sotto il monitoraggio delle Prefetture -, una certa parte della sinistra ha gridato allo scandalo.

Usando questi argomenti: “Con l´istituzionalizzazione delle “ronde” si apre la strada alla giustizia fai-da-te. O peggio: si corre il rischio che si formino delle squadracce di stampo fascista”.

Argomenti frusti, ovviamente; se non addirittura stupidi.

Non solo perché, come si è detto, potranno aderire alle cosiddette ronde (espressione orrenda) solo e soltanto ex agenti delle Forze dell´Ordine in pensione; ma anche perché costoro potranno girare armati di sole ricetrasmittenti, e per di più saranno sottoposti al controllo delle Prefetture. Dunque: nessuna squadraccia, e nessun rischio di giustizia fai-da-te.

Lo ha capito bene Fabrizio Rondolino: uomo di sinistra, ex comunista ed ex Lothar di Massimo D´Alema (quando questi era Presidente del Consiglio).

Dalle pagine de La Stampa, l´ex consulente di Baffino ha scritto cose che meritano attenzione:

L´autogoverno nasce dalla constatazione che se sono io ad occuparmi dei miei affari, è probabile che me ne occupi meglio di un altro; e dalla convinzione che il potere – qualsiasi potere – più è vicino e più è controllabile.

La storia della sinistra, poiché è anche in gran parte storia del divenire della democrazia e della libertà , è ricca di associazionismo: anzi, ne è forse la patria ideale. Perché dunque ci scandalizziamo tanto alle «ronde» di Maroni?

Il testo di legge e le dichiarazioni del ministro sono piuttosto chiari: i gruppi di volontari non saranno armati, verranno selezionati prevalentemente fra ex poliziotti ed ex militari, saranno addestrati con cura, servirà  l´autorizzazione del prefetto… Insomma, dal punto di vista della legalità  e dello Stato di diritto non sembrano esserci falle. Eppure le «ronde» ci spaventano.

Se però prescindiamo dal contesto politico, e ci togliamo gli occhiali dell´ideologia, scopriremo che le «ronde» in sé possono essere uno strumento di grande utilità  non soltanto per rendere più sicuri i nostri quartieri (e non si capisce perché questo argomento debba essere appaltato in monopolio alla destra), ma anche per migliorare sensibilmente l´integrazione etnica nel nostro Paese.

Contro la violenza sessuale, negli Anni Settanta gruppi di femministe organizzavano pattugliamenti notturni delle strade, con l´intento di «riprendersi la notte» rendendola, semplicemente, un po´ meno buia e deserta. Le «ronde» – quelle femministe di trent´anni fa e quelle di oggi – sono come lampioni accesi nelle nostre strade. Una strada deserta è molto più pericolosa di una strada dove ogni tanto passa, o potrebbe passare, qualcuno. Il serial killer procederà  indisturbato nelle sue malefatte: ma centinaia di balordi semplicemente gireranno alla larga.

Città  rese pacificamente più sicure sono un diritto di ciascuno di noi; conquistare e difendere questo diritto senza affidarsi soltanto allo Stato rafforza i vincoli della comunità  e allontana la paura; e se la paura se ne va, sarà  più facile per tutti, e non soltanto per alcuni, distinguere fra un kebabbaro e un teppista.

Dovremmo riprenderci la notte tutti insieme: e organizzare in ogni città  cento, mille ronde multietniche, allegre, colorate e chiassose“.

Magari la classe dirigente nazionale del Pd formulasse valutazioni sagge come questa: avremmo un partito autenticamente riformista, capace di far fronte ai problemi del Paese (e delle comunità  locali), senza ricorrere alla demagogia e ai filtri deformanti dell´ideologismo. Anche perché, a conti fatti, la sicurezza delle città  è questione che interessa soprattutto le periferie, e le zone dove risiedono le fasce meno abbienti della popolazione.

Dunque città  e quartieri più sicuri, rappresentano una garanzia di vita dignitosa soprattutto per i cittadini economicamente più svantaggiati. Quelli, cioè, cui si narra la sinistra dovrebbe guardare con maggiore attenzione.

Ciò premesso, veniamo all´oggetto del post.

Mentre i vertici nazionali del Partito democratico, dopo l´approvazione del decreto anti-stupri, hanno sollevato un mare di polemiche, alcuni amministratori locali del partito, invece, si sono detti assolutamente d´accordo con “l´istituzionalizzazione dei volontari per la sicurezza”.

Lo ha fatto, ad esempio, il Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che ha addirittura messo a disposizione dei Comuni che vorranno istituire le ronde, ben 250.000 euro. E lo ha fatto, inoltre, il Sindaco piddino di Vicenza: Achille Variati.

Quest´ultimo, in particolare, ha deciso di istituire la “scuola di ronda” per formare gli ex poliziotti e carabinieri che vorranno aderire ai “Volontari per Vicenza“. Il cui ruolo, spiega Variati, sarà :

Molto diverso da quando erano in servizio. Non avranno chiaramente armi e non potranno arrestare nessuno, ma lo scopo sarà , con la loro presenza, di tranquillizzare i cittadini e fare in modo che i vicentini non abbandonino pezzi di città  al degrado. Adesso ci sono, ad esempio, parchi in cui, da una certa ora in poi, nessuno si azzarda a passare. Questo non va bene e per impedirlo si possono organizzare eventi, o garantire la presenza di persone che in caso di bisogno sappiano valutare i problemi ed eventualmente chiamare le forze dell´ordine“.

Quanto al fatto che i volontari debbano preliminarmente frequentare una scuola, aggiunge il Sindaco:

E´ necessario per la diversità  del ruolo che svolgeranno rispetto a quello ricoperto quando erano in servizio. Non avranno infatti funzioni di polizia e dovranno conoscere il regolamento comunale per l´utilizzo degli spazi aperti, le ordinanze sindacali, capire quale collaborazione può essere creata con le scuole, i custodi dei parchi pubblici e dei parchi gioco, coordinarsi con le forze dell´ordine, perché non ci siano sovrapposizioni. Per questo dovrà  esserci un regolamento di coordinamento condiviso con il tavolo dell´ordine pubblico presieduto dal Prefetto“.

Tutto ciò è scandaloso?

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21 Responses to "Il Sindaco vicentino del Pd istituisce la “scuola di ronde”"

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  • angelo d\'amore says:
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