La Cgil grazie alla crisi è diventata molto più ricca

Come noto, ieri la Cgil ha organizzato una scampagnata cui hanno partecipato, per la verità, poche persone: non più di 200.000.

Le ragioni che hanno indotto la sigla sindacale ad organizzare la gitarella, poi, sono un tipico esempio di schizofrenia.

Mi spiego.

Il sindacato guidato da Epifani contesta la riforma della contrattazione collettiva, e per questo motivo ha deciso di scendere in piazza. Ma la riforma appena citata, però, è stata approvata e voluta dalla Cisl, dalla Uil e dall’Ugl. S’è mai visto un sindacato manifestare contro altri sindacati, e contro dei lavoratori?

Penso proprio di no. Ma non finisce qui.

La Cgil, infatti, ha organizzato il picnic al Circo Massimo, anche perché sosteneva e sostiene il governo – fino ad ora – abbia fatto poco per fronteggiare la crisi ed aiutare i lavoratori.

Strano. Davvero strano; perché dal bilancio della Cgil risulta che il governo in carica abbia fatto talmente tanto per i lavoratori ed i pensionati, che l’organizzazione in questione – grazie ai propri Caaf – è addirittura riuscita – nella peggiore delle ipotesi – a raddoppiare il proprio fatturato indiretto. Che è passato da circa 1-2 milioni di euro, a 4-5 milioni.

Com‘è avvenuto, tutto ciò?

Grazie al bonus per le famiglie e alla social-card, che hanno spinto milioni di italiani a rivolgersi ai Caaf cgiellini, per essere aiutati a compilare la relativa modulistica.

Dunque se come sostiene Epifani, il governo in carica poco – o nulla – avesse fatto per i lavoratori e i pensionati, il suo sindacato – mi pare ovvio – non avrebbe raddoppiato gli introiti.

Scendere in piazza e gridare “Piove, governo ladro”, dopo aver incassato tanti bei quattrini sulle spalle della povera gente, mi pare quantomeno inelegante.

Ma i problemi di coerenza – o di schizofrenia – per la Cgil, non finiscono qui.

Lamentare, come fa Epifani, il fatto che il governo non abbia stanziato sufficienti risorse per gli ammortizzatori sociali – cosa non vera: l’esecutivo in carica, infatti, ha messo a disposizione più di 9 miliardi di euro -, non può che spingere il sottoscritto a ricordare quanto la Cgil, nei due anni del governo Prodi, abbia contribuito, con le sue proposte puntualmente accolte, ad impoverire di risorse da destinare ai lavoratori in mobilità, il bilancio dello stato (e non solo questo).

Mi riferisco alla sciagurata controriforma delle pensioni, fortissimamente voluta da Epifani, che il centrosinistra al gran completo – dal Pd all’Italia dei Valori; da Bertinotti a Diliberto – ha varato nella precedente legislatura.

Grazie a quella controriforma reazionaria e antisociale – che consente ai bambini di 58 anni di andare in pensione – sono stati bruciati 10 miliardi di euro (Cesare Damiano, all‘epoca dei fatti Ministro del Lavoro: “Per superare lo scalone saranno necessari 10 miliardi di euro tra il 2008 e il 2017“). Dieci miliardi di euro sottratti agli ammortizzatori sociali; dieci miliardi di euro sottratti ai precari; dieci miliardi di euro sottratti ai lavoratori meno garantiti, per attribuire un privilegio iniquo – e che puzza di casta – a persone che, in qualunque paese d’Europa, a quell’età (58 anni) sarebbero ancora tenuti a lavorare.

Ma questo i lavoratori lo sanno.

Per questo le piazze della sinistra rimangono vuote, o al massimo si riempiono di baby-pensionati.

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10 Responses to "La Cgil grazie alla crisi è diventata molto più ricca"

  • ellekappa says:
  • Giancarlo says:
  • marco says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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