Somos todos referendarios

Dunque, come noto il centrodestra ha deciso di fissare la data del Referendum (abrogativo di alcune parti dell’attuale legge elettorale) in corrispondenza dei ballottaggi delle elezioni amministrative che si terranno il 21 giugno. Tutto ciò, perché la Lega osteggia fortemente i quesiti proposti da Segni e da Guzzetta, e se la consultazione referendaria fosse stata fissata in concomitanza del voto per le Europee (il 6 e 7 giugno), essa avrebbe provocato una crisi di governo.

Perché la Lega è ostile al Referendum?

Perché se dovesse essere raggiunto il quorum, e se gli italiani dovessero in misura prevalente votare Sì ai quesiti, il premio di maggioranza – che oggi viene attribuito alla coalizione che prende più suffragi -, verrebbe dato alla lista più votata.

In poche parole: in Italia avremmo un bipartitismo perfetto. Nel centrodestra, infatti, il premio di maggioranza verrebbe conquistato dal Pdl (in caso di vittoria alle elezioni politiche). Nel centrosinistra, invece, dal Pd. Questo, spingerebbe i partiti più piccoli delle due coalizioni a confluire nei due soggetti politici più grandi.

In parole ancora più semplici: scomparirebbero tutti i partiti all’infuori del Popolo della Libertà e del Partito democratico.

Ecco spiegata l’ostilità della Lega, che ha insistito perché la data del Referendum venisse fissata al 21 giugno, in quanto era ed è convinta che così facendo, la consultazione referendaria non raggiungerà il quorum necessario perché risulti valida (deve partecipare il 50% degli aventi diritto al voto).

Le ragioni che hanno spinto i dirigenti leghisti a boicottare il Referendum, sono le stesse per cui persone come il sottoscritto sono a favore dei quesiti promossi da Segni e da Guzzetta (non a caso nella home page di questo blog, da oltre un anno c’è questo banner).

Ma ci sono anche altri motivi per sostenere il Referendum.

Li descrive Francesco Verderami:

“Venerdì in Consiglio dei ministri il premier non si presenterà con il decreto per l’election day il 7 giugno. Il Carroccio tira un sospiro di sollievo, e autorevoli dirigenti leghisti raccontano che anche il Pd è pronto a brindare in segreto allo scampato pericolo”.

“Un conto è mostrarsi in pubblico come crociati referendari, altra cosa è analizzare i dati di una simulazione riservata: se davvero i quesiti diventassero legge, infatti, con il nuovo sistema di voto al Pdl basterebbe allearsi con una qualsiasi forza di opposizione – (leggasi: Udc, nota di camelot) – per avere il 75% di seggi in Parlamento, e poter così cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza, senza dover poi passare nemmeno per un referendum confermativo”.

Devo aggiungere altro?

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



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28 Responses to "Somos todos referendarios"

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