L’ennesimo ecomostro dell’architetto Fuksas: la Chiesa di Foligno

“Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell’edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c’è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese”.

Dunque, l’appello appena riportato fu lanciato, un mesetto fa, dall’architetto comunista Massimiliano Fuksas. Assieme a Gae Aulenti e Vittorio Gregotti, il Nostro – senza aver nemmeno letto il testo del provvedimento governativo di cui parlava – decise di intervenire onde impedire che il cosiddetto “piano casa” divenisse operativo, perché a suo giudizio ciò avrebbe prodotto – non si sa per quale motivo – una cementificazione selvaggia.

Fa niente, poi, che il piano casa non prevedesse in alcun modo la costruzione di nuovi edifici, ma semplicemente la ristrutturazione di quelli esistenti, subordinandola, tra l’altro, al rispetto di norme antisismiche e di bio-edizilia. Fa niente: da un militante comunista non puoi certo pretendere onestà e, men che meno, una battaglia politica fondata sulla verità.

L’unica cosa, però, che puoi pretendere da uno come Fuksas, è che parli di qualunque cosa, tranne che di cementificazione selvaggia.

Perché?

Perché il Nostro, lungi dall’essere una archistar – come certuni lo rappresentano – è il più “alto” rappresentante e responsabile dello scempio e dello stupro ai danni del nostro territorio. Scempio e stupro perpetrati, ovviamente, mediante opere di pseudo architettura.

Ora, siccome l’uomo è un animale geometrico – e le cose le capisce meglio se le vede rappresentate attraverso immagini -, è inutile che mi dilunghi in chiacchiere per spiegare quali danni abbia prodotto Fuksas.

Meglio dar voce – e luce – agli ecomostri da lui creati.

Iniziamo col PalaFuksas realizzato a Piazza della Repubblica a Torino:

Veniamo, poi, al grattacielo detto Il Faro, eretto ad Albissola (in provincia di Savona):

Passiamo, poi, allo sfregio fatto alla città di Foligno, con la costruzione della Chiesa di San Giacomo:

Ecco, diciamo che uno come Fuksas, non solo non dovrebbe lavorare, in Italia. Ma per gli ecomostri che ha realizzato, andrebbe anche condannato per vilipendio al bello e messo in galera. Possibilmente a vita!

E a fargli compagnia, dovrebbe esserci – quantomeno – anche Vittorio Gregotti. Suo, il quartiere-ghetto di Palermo, noto come Zen:

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65 Responses to "L’ennesimo ecomostro dell’architetto Fuksas: la Chiesa di Foligno"

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