Bufera giudiziaria sul Pd campano: conti in Svizzera per probabili tangenti

La Repubblica:

I conti svizzeri, il Comune di Pignataro Maggiore sede dell´impianto da oltre sessanta milioni, la Regione Campania. Le indagini sulla “centrale da biomasse”, ormai definita la centrale delle tangenti, si allungano in tre direzioni. I primi interrogatori in carcere si sono conclusi a tarda sera: a un giorno dalla retata con 23 arresti il gip Paola Cervo e il pm Maurizio Giordano hanno raccolto «risposte interessanti». Le prime ammissioni. Ma i quattro di ieri non sono i personaggi chiave dello scandalo. Tommaso Verazzo, con il padre Giovanni, ha dato i suoli e migliorava i rapporti con il Comune di Pignataro, dove il sindaco Giorgio Magliocca è indagato e un gruppo del Pd chiede al prefetto una “commissione di accesso” per lo scioglimento. Giuseppe Esposito, il direttore del lavori, assessore già sospeso dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere. I funzionari del Genio Civile, Michele Testa e Mario Pasquariello, accusati di aver cancellato con il bianchetto le prescrizioni antisismiche nel registro generale in cambio di una tangente di centomila euro, prelevati a San Marino e filmati con una valigetta dalla Finanza all´uscita di Capua, dove fu simulato un controllo in un posto di blocco.

Può essere domani il giorno cruciale: saranno interrogati i romani Renzo Bracciali e Gianpiero Tombolillo, il titolare e l´amministratore della società “Biopower” che costruisce la centrale. Accusati di aver tentato una truffa alla Regione: un contributo da 6,8 milioni. Mai che si siano rivolti a un professionista per una normale procedura. Solo arrembanti manovre: scorciatoie, falsi e mazzette, spiegano gli inquirenti. Sono i due che parlano al telefono offrendo in tutto il 2008 una cronaca in diretta delle tangenti e dei contatti proibiti: 140 mila euro a Eugenio Di Santo, segretario di Andrea Cozzolino, indagato ma anche emarginato dallo stesso assessore, 25 mila euro annui a funzionari sotto forma di consulenze per informazioni riservate. Sono loro che trattano con Vincenzo Guerriero, dirigente dell´assessorato alle Attività produttive, accusato tra l´altro di aver ottenuto la promessa di un posto di progettista per il figlio. Gli stessi, assistiti dalla consulente Silvia Fiorani anche lei in carcere, aprono un conto a San Marino per inviare poi soldi in Svizzera. E per mesi rincorrono Cozzolino, fino a incontrarlo.

Ma vanno oltre. «Siamo gente che tratta ai massimi livelli». Puntano ad Antonio Bassolino attraverso il capo della segreteria politica, l´indagato Gianfranco Nappi, ma anche Antonio Marciano e Salvatore Di Dato. Nella corsa a Bassolino, la frase più inquietante è captata a fine settembre, quando Renzo Bracciali al telefono con Giampiero Tombolillo offre una delle sue più raffinate immagini. «Ma mettiamogli il pepe al culo per questa cosa della presidenza, sennò sono soldi buttati, spieghiamoglielo bene». A chi si riferisce? Non sembra a Nappi, ecco perché ha ricevuto solo un avviso garanzia. E allora a chi? I due dovranno chiarire.

Non risulta che Bassolino li abbia incontrati. Ma in qualità di testimone sarà convocato. A metà maggio, dopo l´ordinanza del Riesame. La sua deposizione chiarirà ancora meglio il ruolo di Nappi, che ha superato già il primo ostacolo. Niente emerge dalle perquisizioni a casa e in ufficio. Andrea Cozzolino ha invece incontrato uno dei due imprenditori, a metà luglio, e si è registrata una accelerazione. «È già sul tavolo della presidenza», dicono i due, ormai rincuorati. Il procuratore Corrado Lembo, affiancato da Luigi Gay e Paolo Albano, ha chiesto le rogatorie in Svizzera per conoscere gli “aventi diritto”. I conti già individuati dalla Finanza hanno nomi di fantasia“.

Ovviamente, tutte le persone coinvolte nell’indagine sono innocenti fino a prova del contrario.

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5 Responses to "Bufera giudiziaria sul Pd campano: conti in Svizzera per probabili tangenti"

  • nicoletta says:
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