Se questo è un Hitler

Antonio Polito, su il Riformista:

Leggi razziali? Il 2009 come il 1938? Franceschini ha le sue attenuanti. Si capisce la frustrazione di un leader dell’opposizione che non riesce neanche a scalfire il muro di gomma del consenso al premier. A un anno esatto dall’insediamento, Berlusconi conserva una posizione invidiabile. Neanche Veronica sembra averla modificata, secondo i sondaggi. In queste condizioni, è difficile dare consigli a Franceschini.

Però neanche le condizioni di emergenza in cui versa l’opposizione, a un mese dalle elezioni europee, giustifica la deriva che sembra aver preso anche questa leadership del Pd, e che lo trascina, un po’ alla volta, sempre più tra le braccia di Di Pietro. Paragonare il decreto legge del governo sulla sicurezza – che questo giornale ha durissimamente criticato in più di un’un occasione – alle leggi razziali del ‘38, non è infatti sono un’esagerazione. Non stiamo chiedendo un po’ di bon ton al leader dell’opposizione, anche se di questa qualità lui stesso aveva fatto sfoggio all’inizio della sua segreteria. Né di abbassare un po’ la voce. Segnaliamo un errore politico. Perché se sei poco credibile nelle accuse che fai al governo, l’elettorato ti crede di meno anche quando fai le accuse giuste. E’ la vecchia storia di “al lupo, al lupo”.

La Lega, nel governo, tenta effettivamente di toccare alcuni di quelli che ieri Ubaldo Casotto sul nostro giornale ha ricordato essere diritti inalienabili dell’uomo (per esempio il diritto all’istruzione primaria di ogni bambino, da chiunque sia nato). Ma le leggi razziali sono tutt’altra cosa. Berlusconi effettivamente è tentato da una gestione autocratica del potere. Ma l’Italia non diventerà mai il Turkmenistan, come ha paventato di recente Franceschini. Né il premier assomiglierà mai a Hitler, come ebbe a dire una volta Di Pietro (…).

Possibile che i capi dell’opposizione non lo capiscano? Ogni volta che non si contengono, la maggioranza gongola, i giornali amplificano, le tv rilanciano. Niente gioca a favore di Berlusconi come la possibilità di dirsi perseguitato, di fare la vittima, di nascondere dietro la demagogia dell’avversario le proprie debolezze. E’ un gioco che gli sta riuscendo anche con la moglie, figurarsi con Franceschini”.

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5 Responses to "Se questo è un Hitler"

  • camelot says:
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