Terremoto in Abruzzo: le case saranno finanziate al 100%

Il governo ha fatto una cosa più che giusta. Ha presentato un emendamento al decreto legge per l’Abruzzo, con il quale si è stabilito che lo stato debba erogare, per finanziare la ricostruzione delle case distrutte dal sisma, un importo pari al 100% del valore degli immobili in questione:

“Il contributo di cui alla presente lettera è determinato in ogni caso in modo tale da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, la ricostruzione o l’acquisto di un alloggio equivalente”.

Un altro emendamento, invece, disciplina il subentro dello stato nei mutui delle persone che abbiano subito la distruzione della propria abitazione:

“Ferma l’integrale spettanza del contributo diretto o del credito di imposta previsti dal presente articolo, lo Stato, a domanda del soggetto debitore non moroso, subentra per un importo non superiore a 150.000 euro nel debito derivante da finanziamenti preesistenti garantiti da immobili adibiti ad abitazione principale distrutti, con la contestuale cessione alla Fintecna, ovvero alla società controllata e da essa indicata, dei diritti di proprietà sui predetti immobili”.

La questione, però, è che il governo – a mio modesto parere – dovrebbe anche iniziare a coinvolgere i Comuni colpiti dal sisma. E ciò, non solo perché questi lo richiedono. Ma perché è giusto (e finanche utile) che le responsabilità della ricostruzione siano condivise da più soggetti.

Da un anno a questa parte, infatti, pare che in Italia esista soltanto un Sindaco; che, neanche a farlo apposta, è anche l’unico Presidente di Regione e di Provincia; e, per non farsi mancare nulla, ricopre anche l’incarico di Presidente del Consiglio.

Cosa voglio dire?

Che da quando governa Berlusconi, pare che qualsiasi cosa accada nel nostro paese, nel bene – ma più spesso nel male – dipenda unicamente dal suo operato. Sindaci, governatori ed amministratori locali vari, invece, sembra non abbiano più responsabilità – agli occhi dell’opinione pubblica – per ciò che si verifica nei territori che amministrano.

Prendiamo l’esempio dell’immondizia a Napoli e in Campania.

La raccolta dei sacchetti della spazzatura – e tutte le altre operazioni connesse – sono di stretta competenza delle amministrazioni cittadine. Qualcuno lo ricorda? Credo di no.

Di tanto in tanto, infatti, quando qualche mio conterraneo poco civile butta ‘a munnezza in miezz’ ‘a via e, così comportandosi, fa sì che si cumulino – in alcune aree – piccole montagnole di pattume: il cazzone di turno, puntualmente, dà la responsabilità di questi “atti individuali” – e della mancata rimozione dei sacchetti d’immondizia da parte del competente Comune -, al governo Berlusconi. Dimenticando che esiste un Sindaco, un Presidente di Provincia ed uno di Regione (tutti di centrosinistra, guarda caso).

E’ ovvio che, ai sinistri, questo tipo di propaganda faccia comodo: “Berlusconi è responsabile – e colpevole – di tutto“. E’ il loro leitmotiv (tra poco, credo, Franceschini attribuirà a Berlusconi anche la colpa della proprie disfunzioni erettili).

La questione, però, è che l’Italia – mi riferisco alle amministrazioni locali – è guidata in larga parte dal centrosinistra. Che controlla: l’80% dei Comuni, il 70% delle Province e la maggioranza delle Regioni. Fa il bello e cattivo tempo, nel nostro paese (lo abbiamo visto nel caso del boicottaggio del piano casa).

Rendo?

Allora, se potessi dare un consiglio al governo, direi: si affidi la responsabilità della ricostruzione in Abruzzo, ai Comuni colpiti dal sisma.

Il governo controlli, eroghi le risorse necessarie, metta a disposizione la Protezione civile. Faccia, insomma, tutto ciò che è propedeutico alla ricostruzione.

Ma quest’ultima, deve avere come principali – se non addirittura: unici – protagonisti, gli amministratori locali.

Sono loro, a governare quel territorio.

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