I respingimenti sono stati introdotti da Giorgio Napolitano

23 ottobre 1997. Il Ministro degli Interni, Giorgio Napolitano, interviene alla Camera dei Deputati:

Accanto ai controlli all’ingresso, sono indispensabili misure di efficace respingimento o espulsione di quanti siano penetrati (o nel momento in cui abbiano tentato di penetrare) clandestinamente nel nostro territorio. A questo riguardo vi è una casistica elaborata molto accuratamente nel disegno di legge”.

Il disegno di legge evocato dall’allora responsabile del Viminale, è quello che ha introdotto nel nostro ordinamento il Testo Unico sull’immigrazione. In vigore ancor oggi, sia pur con qualche modifica apportata per recepire una direttiva dell’Unione Europea.

Ebbene, il Testo Unico sull’immigrazione, all’articolo 10, statuisce quanto segue:

Capo II

Controllo delle frontiere, respingimento ed espulsione

Articolo 10

Respingimento.

(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 8 )

1. La polizia di frontiera respinge gli stranieri che si presentano ai valichi di frontiera senza avere i requisiti richiesti dal presente testo unico per l’ingresso nel territorio dello Stato.

2. Il respingimento con accompagnamento alla frontiera è altresì disposto dal questore nei confronti degli stranieri:

a) che entrando nel territorio dello Stato sottraendoli ai controlli di frontiera, sono fermati all’ingresso o subito dopo;
b) che, nelle circostanze di cui al comma 1, sono stati temporaneamente ammessi nel territorio per necessità di pubblico soccorso.

3. Il vettore che ha condotto alla frontiera uno straniero privo dei documenti di cui all’articolo 4, o che deve essere comunque respinto a norma del presente articolo, è tenuto a prenderlo immediatamente a carico ed a ricondurlo nello Stato di provenienza, o in quello che ha rilasciato il documento di viaggio eventualmente in possesso dello straniero. Tale disposizione si applica anche quando l’ingresso è negato allo straniero in transito, qualora il vettore che avrebbe dovuto trasportarlo nel Paese di destinazione rifiuti di imbarcarlo o le autorità dello Stato di destinazione gli abbiano negato l’ingresso o lo abbiano rinviato nello Stato. (1)

4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 e quelle dell’articolo 4, commi 3 e 6, non si applicano nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari.

5. Per lo straniero respinto è prevista l’assistenza necessaria presso i valichi di frontiera.

6. I respingimenti di cui al presente articolo sono registrati dall’autorità di pubblica sicurezza.

(1) Comma così sostituito dal D.lgs. 7 aprile 2003, n.87.

Se non fosse chiaro: i respingimenti sono stati introdotti nella nostra legislazione dal centrosinistra.

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