La riforma del processo civile (2009) è legge

Ieri il Senato ha approvato in via definitiva la terza riforma di sistema presentata dal centrodestra, in questo primo anno di legislatura. Così, dopo il federalismo fiscale e la “rivoluzione” pensata da Brunetta per ammodernare la pubblica amministrazione, è divenuta legge della Repubblica anche la riforma del processo civile (di cui si è già parlato qui e qui).

Vediamo di illustrarla, ricorrendo all’ausilio di alcuni articoli apparsi su Italia Oggi, e firmati da Giovanni Galli e Antonio Ciccia.

Ecco i punti essenziali del provvedimento:

Filtro.

Eliminata la previsione del collegio di tre magistrati indicati dal primo presidente, si istituisce, con una modifica introdotta alla camera, una sezione apposita, composta da cinque giudici provenienti dalle diverse articolazioni della Cassazione civile, che valuterà l’ammissibilità o meno delle istanze presentate a Palazzaccio. Saranno due, e non più quattro, le ipotesi di inammissibilità del ricorso: quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Suprema corte e l’esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l’orientamento della stessa; quando è manifestamente infondata la censura di violazione dei principi regolatori del giusto processo. Attualmente a piazza Cavour esiste una sezione filtro per il penale (la settima) istituita per legge, mentre per il civile, con provvedimento del 2005 è stata creata una struttura composta da magistrati delle diverse sezioni della Corte per valutare inammissibilità ma anche manifesta fondatezza e manifesta infondatezza dei ricorsi (oltre ai regolamenti di competenza).

Testimonianza scritta.

Il giudice, su accordo delle parti, tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone di fornire per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti su cui deve essere interrogato. Se il testimone si astiene ha l’obbligo di sottoscrivere comunque il modello indicando generalità e motivi di astensione. Se non spedisce la testimonianza nel termine stabilito può essere condannato a pena pecuniaria. Esaminate le risposte, il magistrato può sempre disporre che il teste sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato.

Calendario del processo.

Il giudice, quando provvede su richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell’urgenza e della complessità della causa, fissa il calendario del processo indicando le udienze successive e gli incombenti che verranno espletati. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d’ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini.

Misure di accelerazione.

Sanzioni per chi allunga i processi con condotte dilatorie, si introduce il procedimento sommario di cognizione e la possibilità di pronunziare sentenze sintetiche.

Deleghe.

Al governo il compito di riformare la giustizia amministrativa, sfoltire le forme processuali e facilitare la conciliazione nel settore commerciale e civile“.

Consideriamo, poi, quanto scritto da Antonio Ciccia nel suo articolo “La riforma del processo subito”:

tabella riforma processo civile

“Riforma del processo civile in vigore da subito per le cause nuove. Non è prevista vacatio legis e quindi avvocati e giudici potranno applicare le novità del ddl semplificazione dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (decorsi naturalmente i 15 giorni di rito). Il disegno di legge sulla semplificazione normativa convertito in legge dal senato (si veda ItaliaOggi di ieri) e ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale contiene una serie di novità sia per il processo di cognizione sia per il processo di esecuzione, che devono essere studiate da subito, considerata la loro possibile vicina entrata in vigore.

Si potranno usare da subito le testimonianze scritte e anche il rito sommario di cognizione e conteranno da subito i nuovi limiti della competenza (aumentata dei giudici di pace).

Solo per alcuni istituti è previsto una applicazione anche alle cause in corso. Si tratta di un alleggerimento del contenuto delle sentenze (niente più necessaria ricostruzione, seppure sintetica, dello svolgimento del processo e possibilità di formulare la motivazione con il richiamo a precedenti conformi), della preclusione di produzioni documentali in appello e della impugnabilità delle sentenze emesse al termine dei giudizi di cognizione in sede di opposizione a procedimenti esecutivi.

Il tanto criticato filtro ai ricorsi in Cassazione si applica ai provvedimenti successivi all’entrata in vigore della legge e quindi, anche qui, senza una vacatio legis.

Chi deve iniziare un giudizio, ovviamente dopo l’entrata in vigore della legge, deve, quindi, preoccuparsi delle novità per identificare quale sia il giudice competente e quale sia il rito applicabile.

A proposito della individuazione del giudice si deve tenere conto della aumentata competenza del giudice di pace (fino a 5 mila di valore del giudizio, e fino a 20 mila per i sinistri); in ogni caso l’avvocato deve fare attenzione a come scrive l’atto di citazione, in quanto deve modificare la formula di avviso a controparte su preclusioni e decadenza (articolo 167 codice di procedura riformulato: bisogna dare avviso delle novità sull’eccezione di incompetenza del giudice); e comunque bisogna capire che rito si applica: il rito societario è stato abrogato; ed è anche stato abrogato il rito del lavoro per i sinistri stradali. L’avvocato deve anche considerare se attivare il nuovo processo sommario di cognizione: valutarne la praticabilità e la convenienza.

Le scelte processuali devono tenere conto del nuovo regime dell’attribuzione delle spese di soccombenza anche alla parte vincitrice che ha rifiutato una ragionevole proposta di accordo bonario.

In ogni processo nuovo parte la calendarizzazione del giudizio e le parti potranno avere un’idea di quanto dura il processo.

Anche per le prove cambiano molte cose: l’avvocato deve tenere conto della possibilità di acquisire testimonianze scritte e quindi dovrà decidere se prestare o meno il consenso a questa modalità. La riforma, peraltro, non tocca solo il giudizio civile, ma anche quello amministrativo (perenzione dei ricorsi pendenti o da oltre cinque anni) e quello avanti alla corte dei conti (calendario del processo)”.

Cliccare qui per vedere ingrandita la tabella pubblicata nel post.

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11 Responses to "La riforma del processo civile (2009) è legge"

  • Sam-->GCS says:
  • camelot says:
  • Sam-->GCS says:
  • camelot says:
  • maria grazia says:
  • camelot says:
  • Temporaneo ma solo per un momento says:
  • camelot says:
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