Il segreto di Silvio che segreto non è

Chiunque sostenga non sia in atto un Golpe contro Berlusconi, è un emerito pirla. E’ persona dotata di scarsa onestà; o peggio: di nessuna intelligenza. Come Gianfranco Fini.

Da due mesi, infatti, Silvio IV ci viene quotidianamente rappresentato come un erotomane incallito. Un vecchio bavoso di 73 anni che, ogni due per tre, a dispetto dell’età, sentirebbe l’irrefrenabile bisogno di giacere con una donna. Possibilmente molto giovane. Meglio ancora se addirittura minorenne.

Così “il Caimano“, corrotto e spregiudicato, negli ultimi tempi è divenuto espressione – e idea – logora e poco calzante, per rappresentare in modo accurato la ripugnanza dell’inquilino di Palazzo Chigi. Al suo posto è subentrato un nuovo termine, molto più adatto alla narrazione che si è deciso di offrire, molto più evocativo: Pedonano (Noemi docet).

Il male che ci minaccia, dunque, sarebbe qualcosa di ben più pericoloso di quanto non ci apparisse solo poco tempo fa. Avremmo a che fare, questo ci racconta certa stampa, con un uomo che non è solo un dittatore, un fascista e un mafioso, ma sarebbe addirittura anche un pedofilo di 73 anni. Un pervertito che quando non riesce a copulare con una minorenne, non disdegnerebbe di ripiegare su una puttana. Meglio se pagata da altri, meglio ancora se munita di registratore e videotelefonino per riprendere il tutto.

Perché si sa: il Male è potente, però spesso si accompagna all’ottusità. E chi lo incarna, nel nostro caso il Pedonano, sarebbe così rincoglionito – e ottuso – da aver fatto entrare dentro casa propria una mignotta, senza averla fatta prima controllare dalle guardie del corpo, onde assicurarsi che la stessa non portasse seco un marchingegno per immortalare la performance compromettente, magari poi per ricattarlo e sputtanarlo pubblicamente.

D’altra parte, non stiamo parlando di uno degli uomini più potenti e ricchi al mondo, nonché di un Premier: quindi, perché mai avrebbe dovuto preoccuparsi – lui, o il suo entourage, che non può agire senza un coordinamento con i Servizi Segreti – di queste inezie? Mica si tratta del puttaniere-Capo di Stato John Fitzgerald Kennedy (che avrebbe fatto sesso anche con una lavastoviglie!), che tante grane ha dato agli agenti della Cia e dell‘Fbi, che ogni giorno dovevano rimediare alle sue debolezze, alle sue gaffe, e agli effetti indesiderati delle sue voglie sessuali?

Affatto! Qui si parla di un pirla qualsiasi, per di più ottuso. Si parla di Silvio Berlusconi: un pedofilo 73enne, completamente rimminchionito. Punto.

Fa niente che i Servizi Segreti avrebbero pututo lavorare, come sempre hanno fatto in passato per rimediare alle marachelle di tanti altri Premier, onde evitare che a Silvio IV potesse capitare una cosa del genere; onde evitare che una puttana potesse arrivare a procurarsi un’arma di ricatto (vera o presunta, contro di lui); per poi parlare con la stampa, fornendo prove passibili di rovinarlo. Una cosa del genere, nella Prima Repubblica, mai sarebbe avvenuta ad un Presidente del Consiglio. Ma fa niente.

Queste sono quisquilie, cose di cui non si può – e non si deve – parlare: perché se lo si facesse, la trama narrativa che fin qui ci è stata fornita, apparirebbe posticcia e poco credibile. Verrebbe meno, nel lettore, la sospensione dell’incredulità: condizione prima, per poter accettare come veritiero un racconto. Il lettore, infatti, potrebbe essere indotto a chiedersi: “Ma che fine hanno fatto i nostri Servizi Segreti? Com’è possibile non abbiano vigilato sulla sicurezza – anche in senso lato – del nostro Premier? Com’è possibile non abbiano fatto oggi, ciò che centinaia di volte, in passato, hanno fatto per esponenti della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista? Perché non hanno protetto, anche ora, l’immagine delle Istituzioni?”.

Quesiti del genere, non sono ammessi: minerebbero la credibilità della pellicola. Il film sembrerebbe solo un B-movie.

Stessa cosa per le 5.000 foto riguardanti Villa Certosa: se un fotografo per tre anni può “sparare” – indisturbato – lo zoom della propria Reflex contro il Premier, perché qualcuno, allora, non potrebbe puntargli contro un fucile ad alta precisione? Dov’erano i Servizi Segreti quando lo zoom era posizionato su Villa Certosa? Erano a conoscenza della cosa? Hanno lasciato fare? E perché mai? Non c’era da proteggere l’immagine delle Istituzioni? E se si fosse trattato di un killer? Avrebbero egualmente chiuso un occhio, anzi due, continuando a far finta di niente?

Ma anche in questo caso: meglio soprassedere. Meglio non andare toppo a fondo, sviscerare, considerare attentamente ogni fotogramma. La manipolazione, altrimenti, apparirebbe chiara.

La madre di tutte le questioni, però, è un’altra ancora. E ha a che fare con un segreto legato alla privacy di Berlusconi. Un segreto, però, che ha i crismi di quello di Pulcinella: è noto a tutti, infatti; e, dunque, segreto non è.

Ha a che fare con una malattia, però. Per questo è protetto dalla privacy.

Una malattia che nel nostro paese, per timore o pudicizia, si è soliti definire: il Male. Quasi fosse l’unico acciacco possibile. O il più ostile.

Parliamo di un tumore. Più precisamente: un tumore alla prostata. Che ha colpito Berlusconi nel 1997. E che lo ha portato a sottoporsi ad un’operazione chirurgica (prostatectomia radicale). Di cui il diretto interessato ha parlato nel 2000, nove anni fa, in un’intervista concessa a la Repubblica (sic!).

Nel suo caso, come in quello di molti altri colpiti da un tumore maligno lì, la prostata è stata rimossa. Buttata nel gabinetto. Kaputt.

Senza prostata, un uomo, qualunque uomo – e di qualunque età – non può più avere una vita sessuale. E’ impossibilitato ad avere erezioni. E’ reso impotente. Nemmeno una pasticca blu, potrebbe ridestare la sua joie de vivre.

Questo fotogramma, noto da tempo a tutti, in due mesi non è mai stato messo a fuoco. Nemmeno per errore.

D’altra parte, se lo si fosse fatto, non staremmo qui a parlare di puttane e di Noemi.

Viva la stampa democratica, dunque. Quella che sa, ma non dice. Quella che fa informazione.

Di Regime.

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63 Responses to "Il segreto di Silvio che segreto non è"

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