Filippo Penati: il Pd non è credibile

Se la classe dirigente del Partito democratico fosse seria e affidabile, in questo momento, invece di preoccuparsi di organizzare un’assise congressuale, essa si premurerebbe preliminarmente di analizzare, nei modi e nei luoghi opportuni, i perché di tante sconfitte elettorali (le Politiche del 2008; le Regionali in Abruzzo e in Sardegna; le Europee e le Amministrative del 2009).

D’altra parte, interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto milioni di elettori a cambiar partito o a rifugiarsi nell’astensionismo, servirebbe a ridefinire e ricalibrare l’identità programmatica del Pd, onde avvicinarla alle richieste dei cittadini. Solo dopo aver affrontato questa tappa, e aver fatto autocritica, avrebbe senso indire un congresso per eleggere un nuovo segretario.

Ma se prima non ci s’interroga sui perché di tante débâcle elettorali, e non si cambiano strategia e proposte politiche, come si può pretendere di tornare a vincere?

E’ un mistero.

Fortunatamente per il Paese, però, il Partito democratico non è solo costituito da persone che mettono la testa sotto la sabbia (come Franceschini). Al suo interno, infatti, c’è anche chi, come Filippo Penati, ha il coraggio di descrivere i limiti politici del suo partito:

Parliamo della Lombardia. Qui c’è un’emergenza gravissima. Siamo fuori da tutto e siamo illusi se pensiamo che Berlusconi sia in fase di declino”.

Se domani ci fossero le Politiche, dove crede che andrebbero i voti di chi domenica scorsa ha disertato le urne? A loro, perché noi in tutti questi anni non siamo riusciti a costruire un’alternativa credibile. Per quale motivo la gente dovrebbe votare il centrosinistra?”.

Siamo fuori da tutte le istituzioni e rischiamo la marginalizzazione. Ormai non riusciamo neppure a raccogliere il voto di protesta, visto che lo stanno facendo Udc e Lega”.

Noi non siamo vissuti come alternativa reale. Continuiamo ad essere considerati quelli che hanno la testa girata dall’altra parte e quindi, piuttosto, gli elettori scelgono l’unico partito che dà almeno la sensazione di fare opposizione. Il famoso partito di lotta e di governo: la Lega, insomma”.

I ceti popolari li abbiamo persi sul tema della sicurezza. Non ci siamo mai davvero impegnati sulla questione o la abbiamo sottovalutata e questo ci ha allontanato da chi vive nelle periferie a stretto contatto con gli immigrati”.

Ci rispondono che noi da sempre proteggiamo gli extracomunitari, compresi quelli irregolari e magari anche chi commette reati. Non siamo credibili, questo è il problema. Quindi, continuano a votare dall’altra parte”.

Per quanto riguarda i ceti medi, invece:

Noi abbiamo cercato di parlare e sa loro cosa ci rimproverano? ‘Ci avete sempre trattato da evasori’. In effetti, quando eravamo al governo abbiamo colpito soprattutto questa fascia, ci siamo inimicati i commercianti, non abbiamo compreso l’evoluzione dell’artigiano che oggi è l’operaio di alta specializzazione che si messo in proprio. Diciamo la verità: facciamo convegni sulla piccola impresa, ma li abbiamo lasciati soli”.

La Lega e Tremonti hanno dato risposte. Che ci piacciano o meno. Ma le hanno date”.

Noi siamo visti ancora come il partito del no. Cosa ha ripetuto Berlusconi per tutta la campagna elettorale? Che noi siamo prigionieri della sinistra estrema, non facciamo le strade e i termovalorizzatori. È l’esatto contrario di quello che siamo, pensiamo e abbiamo fatto, ma l’immaginario collettivo è fermo là”.

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6 Responses to "Filippo Penati: il Pd non è credibile"

  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • Simone82 says:
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