Emiliano, Sindaco di Bari: il Pd perde perché non si occupa dei problemi della gente

Il timore che il sottoscritto nutre è che il congresso del Pd, alla fine, possa risultare null’altro che una farsa: un’occasione sprecata. Quando, invece, Dio solo sa quanto l’opposizione avrebbe bisogno di ritornare ad avere appeal e credibilità.

Il mio timore si poggia su alcune considerazioni.

Innanzitutto, i candidati alla segreteria – Franceschini e Bersani -, più che per idee, programmi e visioni contrapposte della società, paiono distinguersi unicamente per il fatto che il primo sia appoggiato da Veltroni, e il secondo da D’Alema. Dunque, anche nel prossimo congresso, di programmi e di identità progettuale si sentirà parlar poco (probabilmente); in compenso, però, rivivremo l’eterna lotta tra i due boss del partito. Quando, invece, buona cosa sarebbe se il Pd riuscisse a mandare a quel paese entrambi. E voltare pagina.

In secondo luogo, nessuno dei due candidati, almeno per ora, pare voglia affrontare la questione più spinosa ed importante: il Pd perde da 14 mesi. Perché? Perché non riesce ad attrarre elettori, ed anzi ne perde?

Fin quando al Nazareno non avranno il coraggio – e l’umiltà – di pronunciare la parola “sconfitta”, non saranno in grado di valutarne le cause, e non potranno individuare le soluzioni per uscire dal tunnel che li imprigiona da un anno. L’auspicio è che lo capiscano, e in tempi brevi.

Qualcuno del Pd che affronti la questione-sconfitta, però, c‘è: è il caso di Michele Emiliano, il Sindaco di Bari rieletto di recente.

L’ha intervistato Elisa Calessi per Libero (oggi in edicola):

Mi sarebbe piaciuto che il Pd, dopo le elezioni, si fosse riunito per elaborare un’idea di ricostruzione dell’economia, un new deal per uscire dalla crisi”.

Esiste una dimensione di conflitto permanente che non sopporto più. Ci sono le due anime, più o meno miscelate, gli stessi nomi, le stesse facce“.

Veltroni, D’Alema, Franceschini, Marini. Sono tutte persone che rispetto. Però, onestamente…”.

La ragione delle nostre sconfitte sta in questo: nessuno ti vota se tu non ti occupi di lui”.

E’ un anno e mezzo che sono iscritto. Non ho idea di cosa succedeva prima. Ma io non ho mai fatto una riunione di partito nella quale ci siamo occupati di cose concrete”.

Perché quello del Pd è un ceto politico in gravissima difficoltà che ha come primo problema la propria sopravvivenza. Se uno sta lottando per sopravvivere come fa a occuparsi degli altri?”.

Emiliano, poi, affronta il tema del congresso d’ottobre:

Il cambio del segretario non serve a nulla. Serve solo a garantire il ceto che guida il partito, ad autoriprodurre le rispettive squadre”.

L’anno prossimo ci sono le Regionali. Se perdiamo in Puglia, se la prenderanno con me che sono il segretario regionale. Io dovrei impegnarmi su questo. E invece dovrò fare tessere, liste per questo e quell’altro”.

Quanto ai due sfidanti per la segreteria:

Qual è la differenza? Quali sono le piattaforme che si scontrano? C’è una marea di persone che si schiera con l’uno o con l’altro non sulla base di un contenuto, ma per una scommessa su chi vincerà per poi fare il deputato o il consigliere. Questa scena gli italiani la vedono. E la disprezzano. Stanno facendo un congresso non si sa su cosa”.

Poi affronta il tema delle accuse di natura “gossippara” rivolte a Berlusconi:

Ho detto e ripeto che a me non interessano. Berlusconi, come ha detto giustamente lui, sappiamo tutti com’è. Se a tenere quelle condotte fossero state persone che in pubblico declamavano grande moralità, allora avrei rilevato l’ipocrisia. Ma nel caso di Berlusconi non c’è neanche questo”.

Quanto alla possibilità che il Premier sia ricattabile:

E come? Un uomo di cui conosciamo tutto, anche le cose peggiori, da cosa dovrebbe essere ricattato? Io ho fatto il magistrato per tanti anni: il ricatto funzionerebbe se Berlusconi fosse un bigotto moralista e qualcuno lo avesse beccato a far traffici. A quel punto, pur di mantenere l’immagine di uomo integro, cede al ricatto”.

Berlusconi non ha niente da nascondere. E’ così. Non si è mai mostrato diverso. Lo dico al Pd: consideriamolo un avversario politico. Non possiamo ancora affrontarlo come un elemento pittoresco”.

Berlusconi nei libri di storia avrà capitoli simili a quelli di Crespi, di Giolitti, di Quintino Sella. Questa cosa immagino faccia incavolare Franceschini, D’Alema, Veltroni perché temo che su di loro i capitoli saranno più piccoli”.

Noi dobbiamo affrontare la questione della successione a Berlusconi. Orami ha 73 anni. Il nostro problema è come fare una proposta di governo agli italiani che sia vincente. Non lo facciamo da dieci anni. E per farlo, insultare Berlusconi è un errore catastrofico”.

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5 Responses to "Emiliano, Sindaco di Bari: il Pd perde perché non si occupa dei problemi della gente"

  • camelot says:
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