L’inchiesta di Bari: imprenditori “offrivano” prostitute a politici del Pd, e in cambio ottenevano appalti

Appalti e reati associativi; prostituzione; droga; tangenti: questi, i quattro tronconi della cosiddetta inchiesta di Bari. Due, invece, i pubblici ministeri che indagano: Giuseppe Scelsi e Desirée Digeronimo.

Fulcro dell’inchiesta sono alcuni appalti nel settore sanitario. Appalti che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati indebitamente attribuiti all’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini, in cambio di favori – di varia natura – concessi dallo stesso ad alcuni politici del Partito democratico.

E qui veniamo ad uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta.

Tarantini, infatti, avrebbe ottenuto commesse pubbliche per due sue società – la Techno Hospital e la Global System Hospital -, in quanto avrebbe stabilmente “corrotto” – e in diversi modi – alcuni politici pugliesi del Partito democratico, arrivando finanche ad “offrire” loro, rapporti sessuali con prostitute.

Quest’ultima circostanza, in particolare, trova riscontri nelle affermazioni di alcuni testimoni della Procura. Innanzitutto, in quelle di un collaboratore dell‘imprenditore, interrogato dai magistrati:

Scusi, quanto costava la famosa villa affittata da Gianpaolo Tarantini a Capriccioli?” (chiede l’inquirente).

Assai, dottore. E’ costata assai”.

Scusi, ma questa Techno Hospital fatturava così tanto da permettere al suo titolare di spendere cifre tanto elevate e per soli tre mesi di vacanza?” (si parla di circa 500.000 euro, nota di camelot).

So che lui aveva amicizie influenti negli ambienti della sinistra che conta, soprattutto negli anni d’oro della sanità. Quelli noti a tutti, sui quali adesso si fanno le indagini”.

So che tale Dino (autista di Gianpi Tarantini, ndr) nei giorni feriali e intorno alle 15 accompagnava politici del Pd e gente della sinistra, in un appartamento che si trova in città a pochi metri dall’università: via Roberto Da Bari. Qui avvenivano gli incontri con le ragazze a pagamento e che lui reclutava: una di loro, tale M. T. D., riceveva stipendio mensile e gli incontri fra lei e i politici del Pd erano fissi”.

Asserzioni queste, che sono state confermate dalla stessa M. T. D.:

Lui faceva questi favori alla sinistra in cambio di favori e forniture da parte della sue società sanitarie: la Tecno Hospital e la Global System Hospital”.

Il pubblico ministero Desirée Digeronimo, inoltre, ha anche appurato come Tarantini abbia finanziato, mediante una sua società, una cena elettorale del Pd.

Non solo.

C’è un dettaglio emerso da alcune testimonianze raccolte dalla Procura, che potrebbe creare particolare imbarazzo nel partito guidato da Franceschini, ove trovasse conferma:

Tra le frequentazioni importanti di Tarantini spicca quella di Massimo D’Alema. Insieme con altri esponenti della sinistra cenavano al famoso ristorante Da Tuccino, poi il leader del Pd alloggiava alla masseria San Domenico di Monopoli”.

In ogni caso, ad oggi risultano certamente indagati, nell’ambito dei diversi filoni d’inchiesta, l’imprenditore Tarantini (per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione), e la manager dell’Asl di Bari vicina al Pd, Lea Cosentino (per turbativa d’asta).

Sull’argomento, anche Affaritaliani.it.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags: , , , , , ,

32 Responses to "L’inchiesta di Bari: imprenditori “offrivano” prostitute a politici del Pd, e in cambio ottenevano appalti"

  • ruys says:
  • camelot says:
  • Fra says:
  • camelot says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • prefe says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • rusy says:
  • Simo says:
  • moralista says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • Simo says:
  • camelot says:
  • Simo says:
  • camelot says:
  • Simo says:
  • Emilio Ferro says:
Leave a Comment