Prostitute in cambio di appalti: ecco come gli uomini del Pd fanno politica

E’ da mesi che il sottoscritto lo scrive: l’inchiesta di Bari riguarda il Pd, e ruota attorno all’ipotesi che alcuni politici pugliesi del Nazareno abbiano concesso appalti all’imprenditore del settore sanitario Tarantini, ricevendone in cambio – a mo’ di tangenti – prestazioni sessuali da prostitute “stipendiate” dallo stesso.

Conferme arrivano dalla pubblicazione dei verbali che contengono le testimonianze rese agli inquirenti da Tarantini.

Prima di proseguire, però, va fatta una precisazione. Tarantini, nei verbali, parla anche delle donne – prostitute e non – portate a Palazzo Grazioli alle cene di Berlusconi. Però va sottolineato ciò che l’imprenditore chiarisce:

Le presentavo come mie amiche e tacevo che a volte le retribuivo”.

Dunque Berlusconi non sapeva che queste donne fossero prostitute, e men che mai sapeva che venissero pagate – a volte – da Tarantini. Il quale aggiunge, poi, di non aver chiesto ed ottenuto “in cambio” alcun favore, da Berlusconi, se non quello di conoscere Bertolaso:

“Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi ed a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo.

Gli ho solo chiesto di presentarmi il responsabile della Protezione Civile, il dottor Guido Bertolaso, in quanto volevo che Enrico Intini mio amico con il quale avevo stipulato un contratto di collaborazione, potesse esporre allo stesso Bertolaso le competenze del suo gruppo industriale nella prospettiva di poter lavorare con la Protezione Civile. Una sera il presidente Berlusconi mi presentò Guido Bertolaso con il quale in seguito mi sono incontrato unitamente ad Enrico Intini. Bertolaso ci inviò a Finmeccanica ma poi, dopo i primi incontri con tale dottor Lunanuova, non è successo più nulla“.

La Repubblica riporta anche questa dichiarazione dell‘imprenditore:

“Ho organizzato 18 serate ma Berlusconi non sapeva che le ragazze erano pagate. Davo 1000 euro a chi restava la notte”.

Questo dichiara Tarantini, e a questo ci si deve attenere: nessun tipo di illecito può essere attribuito al Presidente del Consiglio.

Ritorniamo al Partito democratico, e alle prostitute “offerte” dal succitato imprenditore pugliese all’ex vice presidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo. Ecco cosa dichiara Tarantini ai pubblici ministeri:

“Confermo di essere a conoscenza che Maria Teresa De Nicolò era una escort e di averla pagata affinché effettuasse prestazioni sessuali in favore di terzi. Ricordo di averle corrisposto 500 euro per le prestazione a Bari e 1000 euro per prestazioni fuori Bari se non ricordo male. Ora che ricordo meglio nella circostanza di una festa fatta a casa mia le offrii gratuitamente della cocaina. Quanto all’appartamento di via Giulio Petroni angolo via Extramurale Capruzzi si tratta di un immobile preso in locazione da Gigi Zatterini, all’epoca segretario particolare dell’assessore Frisullo. Io ave­vo la disponibilità delle chiavi in quanto lo stesso Frisullo me le diede nel 2007 chiedendomi di far effettuare dalla ditta di fiducia delle mie aziende opere di pulizia con cadenza se non ricordo male settimanale. Io ho trattenuto le chiavi per miei incontri occasionali con alcune ragazze.

Ricordo di aver accompagnato la De Nicolò in quell’appartamento al fine di farla incontrare con lo stesso Frisullo, sicuramente prima dell’estate 2008. Io e la De Nicolò ci trat­tenemmo in quell’appartamento fino all’arrivo del Frisullo e quindi giunto quest’ultimo io andai via. In quella stessa circostanza o forse in una successiva prima di allontanarmi consumammo in tre un pasto. Credo che an­che in altre circostanze ho favorito gli incontri della De Ni­colò con Frisullo.

Ho favorito nel 2007 e nel 2008 rispettivamente due prestazioni sessuali della stessa con Sandro Frisullo, retribuendola con un importo che credo si aggirasse sui 500 euro oltre a pagarle il biglietto aereo poiché la stessa veniva da Parigi ed ospitarla a Riva del Sole a Giovinazzo. I biglietti aerei li ho acquistati presso l’agenzia della Transitalia ed il soggiorno presso l’albergo l’ho retribuito con danaro prelevato da una delle società riconducibili alla mia famiglia”.

Poi l’imprenditore chiarisce il perché abbia “offerto” questo genere di attenzioni a Frisullo. E qui arriva l’aspetto (della vicenda) che gli inquirenti ritengono possa essere penalmente rilevante, perché evidenzierebbe una contropartita illecita fornita dal politico:

“Le attenzioni da me avute nei confronti di Frisullo mi hanno consentito di essere dallo stesso presentato al dottor Valente, direttore amministrativo dell’Asl di Lecce. Io avevo rappresentato a Sandro Frisullo, ex vicepresidente Regione Puglia Frisullo le ragioni per le quali avevo interesse a conoscere il dottor Valente, vale a dire un’accelerazione dei pagamenti per le prestazioni effettuate dalle mie aziende e l’esecuzione di una delibera adottata in materia di acquisto di tavoli operatori.

So che Frisullo ha rappresentato più volte le mie esigenze al dottor Valente ed io personalmente ne ho parlato con lo stesso Valente. I pagamenti sono avvenuti anche se comunque in ritardo, altrettanto per la delibera. La frequentazione di Frisullo mi serviva soprattutto per acquistare visibilità agli occhi dei primari che portavo da Frisullo. Per quanto mi consti nessuno dei problemi rappresentato dai primari è stato mai risolto da Frisullo”.

Par di capire, dunque, che l’aspetto penalmente rilevante della questione, riguardi “l’esecuzione di una delibera (…) in materia di acquisto di tavoli operatori”. Questo dovrebbe essere l’illecito commesso da Frisullo, che in tal modo avrebbe “ripagato” Tarantini delle “attenzioni” da questi riservategli.

Ancora l’imprenditore pugliese:

“Io non ho elargito finanziamenti in favore di Frisullo, limitandomi a mettere a disposizione per le sue esigenze autisti e mie autovetture in caso di urgenze, a fargli alcuni regali in occasione delle festività e ad organizzare una cena elettorale in favore dell’onorevole D’Alema presso il ristorante ‘La Pignata’ nel 2007. Ricordo che alla cena erano presenti primari e dirigenti sanitari, il sindaco Emiliano, il vice coordinatore regionale del Pd Dottor Mazzarano, alcuni imprenditori baresi tra cui Stefano Miccolis e Vito Ladisa. Comunque conservo l’elenco e mi riservo di produrlo”.

Questo è quanto (almeno per ora, perché molti altri sono i politici del Pd che risultano coinvolti nell‘inchiesta).

Dieci domande ad Ezio Mauro, l’evasore fiscale.

(leggere anche: Ezio Mauro è un evasore fiscale e un bugiardo, parola dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate).

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