Risorge la right nation e marcia su Washington

Barack Obama Joker foto

“Una grande protesta di popolo. È questo quello che si è visto a Washington sabato scorso. Ai commentatori europei potrà non piacere, l’amministrazione Obama cerca comprensibilmente di minimizzare. Ma quella fiumana di gente non stava lì per l’ultimo colpo di coda di una destra sclerotizzata e ottusa, non sono gli zombie del bushismo quelli che hanno pacificamente invaso la capitale degli Stati Uniti. Certo, come naturale, come sempre, è guerra di numeri. Sessantamila le stime più conservatrici, settantacinque mila i “registrati” attraverso il sito dell’associazione “FreedomWorks“, la conta del Daily Mail e di FOX News arriva addirittura a due milioni. La stima confidenziale degli organizzatori, per quanto accurati possano essere messaggi Facebook scambiati nella foga, è di duecentomila. Se guardate video e fotografie, di una cosa potete star sicuri: erano tanti, tantissimi, al punto che persino le vie di Washington, larghe come portaerei, sembrano strettine.

Una mobilitazione di questa portata è sorprendente almeno per tre motivi. Primo, in America gli spostamenti sono più lunghi, più difficili, e più onerosi che da noi. Hanno marciato compatte persone provenienti da tutti e cinquantuno gli Stati. Che un abitante di San Francisco sacrifichi un week-end per una gita a Washington, a sua spese, per esprimere una posizione politica, non è scontato. Secondo, si sono viste in passato manifestazioni contro le tasse. Anche in Italia ci fu una marcia spontanea di contribuenti, nel 1986, replicata con meno idee e più mezzi quando Berlusconi fece sfilare il “popolo” della libertà contro il governo Prodi. Ma non s’era mai vista una marcia contro l’aumento della spesa pubblica. Per giunta, contro l’aumento della spesa che potrebbe derivare dall’estensione delle cure mediche. La sanità è materia per pochi esperti, non scalda i cuori, pensate all’Italia: quanta gente riuscireste a portare in strada, per protestare contro i “costi standard”? Invece gli americani hanno dato battaglia nelle loro città, in una lunga serie di “town hall meeting”, e ora nella capitale, perché temono che un’estensione del raggio della sanità pubblica riduca la loro libertà di scelta e perché sono giustamente convinti che la crescita del debito pubblico si tramuterà in più tasse per tutti” (Alberto Mingardi, continua su IBL).

Freedom Works

Tea Party Patriots

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1 Response to "Risorge la right nation e marcia su Washington"

  • cervellofritto says:
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