Videocracy e la vera censura

Tanto rumore per nulla.

Le vera censura riguarda altro:

“(…) Nei rapporti della criminalpol emerse che sugli appalti per le grandi opere pubbliche avevano indagato Falcone e Borsellino e che questa poteva essere una causa della loro morte. La mia relazione non venne discussa : i vari Violante, Ayala, Bargone mi lasciarono solo e dissero che non c’erano prove di quello che affermavo. E poi venne definitivamente affossata dopo la mia sconfitta decisa dalla camorra dei casalesi interessata ai lavori dell’Alta velocità sulla tratta Napoli-Roma. Le mie residue speranze che giustizia fosse fatta dal PM Giuseppa Geremia andarono deluse.

Costei aveva scoperto, dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza, che “il garante dell’Alta Velocità, intrisa di imprese di mafia e camorra, era Romano Prodi (…).

il PM Geremia, con l’avallo del Procuratore Coiro, chiese il rinvio a giudizio per abuso di ufficio dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, quale ex Presidente dell’IRI (…)

Nel frattempo il governo presieduto da Prodi approvò, con l’appoggio del Ministro della Giustizia suo difensore, una nuova legge che modificava in senso restrittivo l’abuso in atti di ufficio; ed il Presidente Prodi venne assolto perché il fatto non sussiste; ma la legge era ad personam (Ferdinando Imposimato, magistrato ed ex parlamentare del Pci e del Pds)”.

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9 Responses to "Videocracy e la vera censura"

  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • nicoletta says:
  • nicoletta says:
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  • camelot says:
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