Cacciari: il Pd non può essere socialista

Bersani intende spostare l’asse del Partito democratico ancora più a sinistra. Se dovesse vincere il congresso, quindi, del progetto originario di Veltroni sopravvivrebbe ben poco: il Pd si ridurrebbe ad essere null’altro che l’evoluzione del Pds; e il sogno di dare un tetto comune a tutti i riformisti-progressisti – anche non di sinistra – tramonterebbe definitivamente. Sarebbe un salto all’indietro, dunque; un voltafaccia pericoloso, e passibile di condannare il partito al ruolo di minoranza strutturale.

Altro, invece, servirebbe al Pd per essere competitivo: mostrarsi credibile agli occhi degli elettori moderati, provando a scrollarsi di dosso l’etichetta – purtroppo ben meritata – di partito delle tasse; investire sul tema della laicità, senza tuttavia indulgere in atteggiamenti anticlericali. Insomma: un’identità “liberal”. Questa, farebbe del Pd un soggetto politico accattivante e competitivo.

Lo ha ben capito Massimo Cacciari:

Il voto tedesco dovrebbe farci capire che il Pd deve muoversi nella direzione liberale. Se si va in quella opposta, quella di Oskar Lafontaine, il centrosinistra si suicida”.

Le socialdemocrazie non scontano un vizio di “estremismo”, ma di conservatorismo, per aver voluto cercare di conservare disperatamente il vecchio modello di welfare, che andava invece radicalmente trasformato in ottica liberale”.

Sia i liberali tedeschi che quelli britannici sono considerati più rappresentativi di certe tendenze che chiamerei post-welfare-statalistico. Il grande problema delle socialdemocrazie è di non aver compreso che per salvare lo stato sociale, per guarirlo dei suoi elementi burocraticostatalistici, sarebbero state necessarie profonde riforme di tutta la pubblica amministrazione: maggiore efficienza, riduzione dei costi, sburocratizzazione, delegiferazione”.

La sinistra riformista insiste a immaginare, o almeno questa è la percezione, che la crisi del liberismo scatenato – che non ha niente a che vedere con il liberalismo – verrà superata restaurando in qualche modo i vecchi modelli di welfare. È un grande errore storico, politico e culturale“.

La redistribuzione può avvenire soltanto in un’ottica rigorosamente meritocratica e non astrattamente egualitaria. Un’ottica di radicale sburocratizzazione, semplificazione delle procedure, di vera liberalizzazione nel settore della pubblica amministrazione. Dove ottengo le risorse per difendere i giovani, fornire occupazione e aumentare gli ammortizzatori sociali, se non da lì?”.

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14 Responses to "Cacciari: il Pd non può essere socialista"

  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • nicola says:
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  • Simone82 says:
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  • alfio says:
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  • AggRoger says:
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