Controcorrente/3

Georges Marchais, il Berlinguer francese, ha voluto imitare quello italiano facendo in televisione un discorso per dimostrare che il suo partito comunista non ha nulla a che fare con quello sovietico. E, trascinato dalla foga, ha concluso con queste parole: “I comunisti francesi non accetteranno mai decisioni relative al futuro del nostro popolo e del nostro Paese, che vengano prese altrove che a Mosca…”. Si è morso il labbro e ha corretto: “a Parigi”. Stavamo ancora assaporando questo lapsus, quando sul tavolo ce n’è capitato un altro: un cartoncino dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna, con cui il sindaco Zangheri invita a partecipare a un dibattito “per una politica criminale del movimento operaio”. Non sappiamo cosa si sia morso Zangheri dopo essersi riletto. Sappiamo soltanto che questi comunisti non si contentano mai. Ora anche il diritto all’errore, di cui noi democratici credevamo di avere il monopolio, vengono a insidiarci” (Indro Montanelli, Il Giornale, 11 dicembre 1975).

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