Il vero volto del Pdl? Moderno, laico e liberale

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Semplicemente da incorniciare:

“Nel mio ultimo libro intitolato Svolta a Destra? e pubblicato l’anno scorso dalla Armando Curcio Editore sostenevo, anche sulla base di una mia analisi storico-psicologica che da tempo investe le vicende politiche euro-americane dell’ultimo trentennio, che la cosiddetta Svolta a Destra delle ultime elezioni inglesi, francesi e italiane, ben lungi dall’esprimere (come hanno frettolosamente concluso i politologi alla moda) un ripiegamento dell’elettorato su posizioni conservatrici e confessionali, ha espresso invece la volontà e la spinta di rinnovamento di un elettorato, appunto quello del centrodestra, che da sempre viene descritto come conservatore e codino mentre è, al contrario, prevalentemente laico, liberale, anticonformista e innovatore. (E in quest’ottica può essere compresa anche la vittoria di Obama, visto dagli americani come salvezza dal disastro della politica militarista e pseudo-liberista di George W. Bush.).

Dopo la pubblicazione di quel libro, però, non mi sono contentato delle mie analisi psico-politiche e ho voluto pertanto verificarle mediante un vasto sondaggio d’opinione. Il sondaggio è stato condotto dalla “Digis” (un Istituto demoscopico di nota serietà) su un campione pienamente rappresentativo di elettori del centrodestra e del centrosinistra, superando per ciascun gruppo il numero canonico di 1.000 soggetti intervistati (2.200 in totale).

I risultati del sondaggio, ora disponibili, sono stati semplicemente sensazionali e hanno definitivamente confermato, con la forza inconfutabile dei numeri, la validità delle analisi e delle conclusioni delle mie opere di psicologia politica (Perché la Lega ?, Mondadori, 1993; Il Manifesto dei Liberisti, Seam, 1996; O noi o loro – La Teoria Liberale della Lotta di Classe, Bietti, 2001). Vediamo dunque in dettaglio le posizioni espresse dalle persone intervistate.

Alla domanda “È giusta la difesa rigorosa delle libertà civili (parola, stampa, associazione ecc.)?” l’89,1% degli intervistati di centrodestra ha risposto “sì”, smentendo nettamente la pretesa di certa stampa di vedere in quell’elettorato tendenze neo-fasciste o autoritarie. Anche alle pari opportunità per la donna gl’intervistati di centrodestra hanno espresso un appoggio amplissimo (90,9%), smentendo altrettanto nettamente le insinuazioni di conformismo maschilista avanzate da vari ambienti.

Ma è soprattutto su certi temi “sensibili”(notoriamente indicativi degli orientamenti profondi, confessionali o laici, conservatori o innovatori, dell’intervistato) che la divergenza tra l’elettorato di centrodestra e le posizioni di vari esponenti del Pdl e della Lega risulta clamorosa.

Così, anche nei confronti dell’eutanasia una maggioranza cospicua (il 63,7%) degli elettori di centrodestra ha espresso aperto consenso. Inoltre, alla domanda “Lei è favorevole a introdurre l’educazione sessuale e contraccettiva nelle scuole secondarie?” (un’iniziativa notoriamente osteggiata dagli ambienti conservatori e confessionali) ben l’83,3% degli elettori di centro-destra ha risposto affermativamente. E ancor più impressionante è stata la percentuale dei “sì” (75,4%) alla domanda delicatissima “Lei appoggia la libertà di scelta della donna in tema di aborto?”. Infine alla domanda esplicita “Il Governo dovrebbe essere più indipendente dal Vaticano?”, una maggioranza sicuramente assai forte (69,2%) degl’intervistati di centrodestra ha risposto “sì”.

Non meno interessanti appaiono le risposte degli elettori di centrosinistra a un paio di domande sui temi della burocrazia, della criminalità e dell’immigrazione clandestina. Alla domanda “La criminalità e l’immigrazione clandestina vanno combattute con leggi più severe?” una forte maggioranza degli elettori di centrosinistra (67,3%) ha risposto “sì”, mentre alla domanda “Lei è favorevole a dimezzare gli addetti, i tempi e i costi della burocrazia ?” una maggioranza schiacciante (86,1%) degli elettori di centrosinistra ha risposto affermativamente, con tanti saluti alla politica delle sue dirigenze in questo campo.

Con questo sondaggio “storico” il dibattito politico, a mio parere, può uscire dall’ambito teorico e ideologico convenzionale e deve fare i conti con la forza inconfutabile dei numeri. Da esso emerge infatti da un lato, che la maggioranza degli elettori del centrodestra hanno posizioni liberali, laiche e innovative che contrastano apertamente con le posizioni confessionali e conservatrici di molti loro leader; e dall’altro lato emerge che la maggioranza degli elettori del centrosinistra hanno, in tema di burocrazia, criminalità e immigrazione clandestina opinioni nettamente contrastanti con le posizioni stataliste e buoniste delle loro dirigenze.

In altre parole, c’è qui una conferma clamorosa sia del fatto che il voto per il centro-destra del 2008 non è stato affatto un voto per la Conservazione ma, al contrario, per l’Innovazione, sia delle analisi psico-politiche da me proposte in questi ultimi 15 anni, che tenacemente denunciano la sordità di molti esponenti della destra e della sinistra tradizionali ai bisogni dell’elettorato e segnalano l’esistenza, in Italia e in tutto l’Occidente avanzato, di una solida maggioranza tanto inascoltata dalle dirigenze politiche e mediatiche dei due blocchi elettorali (entrambi felici di definirla “moderata” o “conservatrice”) quanto pronta a sostenere un’autentica Rivoluzione Liberale.

Resta da vedere perché, nonostante questa diffusa distorsione dei loro ideali e delle loro posizioni etico-politiche, tanti milioni di elettori continuino a votare per il centrodestra. La risposta non è difficile: lo votano perché lo considerano il minore dei mali, non certo il maggiore dei beni. E difatti questa è la risposta che ci viene data dalla maggior parte degli elettori che interroghiamo a caso: per la strada, in autobus, al bar, in un party. L’alternativa che le forze di opposizione offrono agli elettori del centrodestra è infatti considerata semplicemente inaccettabile. Perché ?

Perché la massa stragrande degli elettori di centrodestra è composta di lavoratori dipendenti o indipendenti del privato (piccoli imprenditori e loro dipendenti; artigiani; lavoratori autonomi; liberi professionisti) che vivono nell’insicurezza e nella fatica imposte dalle leggi del mercato e vengono sistematicamente deprivati dal fisco d’oltre la metà del loro reddito per mantenere nella sicurezza, nel privilegio e spesso nell’ozio una moltitudine di burocrati inutili e illicenziabili. Questa gente non può quindi votare per una sinistra che, da sempre, protegge e dilata la burocrazia parassitaria e, difatti, trova nella burocrazia consensi pressoché plebiscitari.

Ma questo discorso, anch’esso sostenuto dalle analisi della Psicologia politica liberale da me fondata oltre trent’anni fa, non può essere compresso in coda a un intervento come questo (che ha già messo molta carne al fuoco) e deve essere quindi rinviato a una prossima occasione (Luigi De Marchi, Fare Futuro Web Magazine).

Il tema, sia pur in minima parte, è stato affrontato anche qui.

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16 Responses to "Il vero volto del Pdl? Moderno, laico e liberale"

  • G.G says:
  • camelot says:
  • Lele says:
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  • Simone82 says:
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  • gigi says:
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