Gli ostacoli alla riduzione delle tasse (1)

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Per introdurre il sistema fiscale a due aliquote caldeggiato da Silviuccio nostro, occorrono dai 22,5 ai 30 miliardi di euro (come abbiamo raccontato ieri). Sono tanti soldi, indubbiamente. Ma si possono mettere assieme, se c’è la volontà politica, con relativa faciltà: è sufficiente individuare i capitoli di spesa (pubblica) su cui far cadere l’accetta.

Ad esempio.

Se si abolissero le Province, le casse dello stato risparmierebbero 10,6 miliardi di euro; vale a dire dal 30 al 50% (circa) dell’importo necessario a finanziare le due aliquote:

Abolire le province comporterebbe per lo Stato un risparmio di 10,6 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes il quale mette in evidenza che nel solo 2006 la spesa complessiva delle Province italiane è stata pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. Nell’ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati secondo la Ragioneria Generale dello Stato), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l’abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2008, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali”.

E’ tutto così semplice? Bastano pochi minuti per racimolare i quattrini che servono ad abbassare le tasse agli italiani?

In teoria, sì; in pratica, purtroppo, no. Esiste pur sempre la fame di poltrone dei politici:

La polemica rilanciata da Libero sull’inutilità delle Province sembra fatta apposta per colpire la Lega, uno dei pochi partiti territoriali (…)”.

Da tempo la Lega Nord ne difende il ruolo e la funzione, come baluardo non solo di identità ma anche come veicolo per offrire risposte in tempi celeri alle esigenze dei cittadini (…)“.

Ripeto – conclude Cesarino Monti – se vogliamo mettere mano per diminuirne i costi sono d’accordo. Ma non si cancellano realtà utili e sentite dalla gente. Mi sembra che tutta questa polemica sia nata solo per colpire i partiti territoriali come la Lega Nord”.

(Continua).

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15 Responses to "Gli ostacoli alla riduzione delle tasse (1)"

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