Facciamo ricorso? (ovvero: le liste del centrosinistra lombardo sono fuorilegge)

Formigoni ha dato mandato ai propri uomini di passare ai raggi X tutta la documentazione presentata dal centrosinistra lombardo per far ammettere alle Regionali le proprie liste. Ecco cos’è emerso finora (qui, la prima puntata).

1) 824 firme apposte in calce alla lista del Pd presentano anomalie, irregolarità. La Magistratura, però, non è intervenuta. Chissà perché!

2) Un consigliere regionale del Pd ha autenticato 30 firme. Peccato, però, che non potesse farlo, in quanto i soggetti cui le leggi (la 130 del 28 aprile 1998 e la 120 del 30 aprile 1999 all’articolo 4) attribuiscono la funzione di autenticatore, sono:

Per tutto il territorio nazionale:
1. Notai

Per i residenti del proprio territorio di competenza:
2. Giudici di pace
3. Segretari delle Procure della Repubblica
4. Cancellieri e collaboratori delle cancellerie dei Tribunali o primo dirigente o dirigente
superiore della cancelleria dell’ufficio giudiziario, ossia Corte d’Appello, Tribunale o Pretura.

Nella Provincia di competenza
5. Presidenti delle Province
6. Assessori Provinciali
7. Presidenti dei consigli provinciali
8. Segretari provinciali
9. Funzionari incaricati dal Presidente della Provincia
10 Consiglieri provinciali che comunicano la propria disponibilità al Presidente della provincia.

Nel Comune di competenza
11. Sindaci
12. Assessori comunali
13. Presidenti di Consigli Comunali
14. Funzionari incaricati dal Sindaco
15. Consiglieri Comunali che comunichino la propria disponibilità
rispettivamente al Sindaco o al Presidente della Provincia

Nel Consiglio circoscrizionale
16. Presidenti e Vice Presidenti dei Consigli Circoscrizionali”.

Anche in questo caso, e chissà perché, la Magistratura non è intervenuta.

Ancora.

3) I Verdi lombardi hanno fatto una cosa davvero spettacolare: hanno “usato” come autenticatore, ad insaputa dello stesso e falsificandone la firma, il consigliere comunale del Pdl Tommaso D’Aloia. Evidentemente non sapevano a chi rivolgersi per validare le firme necessarie a presentare le proprie liste, e, siccome per legge deve necessariamente figurare un autenticatore, hanno pensato bene di “procurarsene” uno nei modi che si è detto.

Per molto meno si dovrebbe finire in galera.

Chiudo questo post con la dichiarazione di un noto esponente di sinistra, Claudio Velardi (già Pci, poi Pds, poi Ds; nonché consulente di D‘Alema a Palazzo Chigi, quando Baffino era Premier) che, in un suo libro, ha raccontato come fu iniziato alla pratica dei brogli elettorali:

Il compagno Rubino, anziano militante della sezione Primo maggio, mi avviò al master mettendomi uno spezzone di matita tra il dito medio e l’anulare. Lo avrei utilizzato alla prima scheda bianca intercettata”.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags: , , , , ,

22 Responses to "Facciamo ricorso? (ovvero: le liste del centrosinistra lombardo sono fuorilegge)"

  • marco says:
  • pablo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • rayman says:
  • rayman says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Luca Venturini says:
  • gianni says:
  • domenico says:
  • Geronimo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • gianni says:
  • valerio says:
Leave a Comment