Due pagine

Negli ultimi giorni abbiamo vissuto due pagine politiche davvero significative: una, splendida e memorabile; l‘altra, viceversa, ignobile e meschina.

La prima, ci è stata regalata dalla generosità di Berlusconi e Fini, che, manco fossero due concorrenti di un reality show, due “come noi“ per davvero, alla Direzione nazionale del PdL si sono messi politicamente e umanamente in gioco, bandendo ogni forma d’ipocrisia e di melliflua accondiscendenza; e, proprio come avrebbero fatto due privati cittadini che non si sopportano più, se lo son detti in faccia, a muso duro, senza reticenza alcuna, e noncuranti del fatto di essere “dinanzi” ad un pubblico di svariati milioni di persone. Sublime.

La seconda pagina, invece, ci è stata offerta dalla stampa sedicente di destra. La quale, con un esercizio abietto di falsificazione, degno della Pravda o di Granma, ci ha raccontato questo episodio storico della politica italiana trasfigurandolo a tal punto da ridurlo a mero prodotto di meschineria umana (per di più a senso unico). Pessimo.

La prima pagina è stata un esempio di politica alta e nobile, sia pur declinata in chiave “pop”, in chiave futurista, in chiave 2.0: è uscita dalle stanze paludate del “politicamente corretto”, dell’”ingessato”, del “così si fa”, del “grigio”, ed è entrata a contatto col vissuto di ogni persona; fatto anche di volgarità quotidiane, di lotte per la sopravvivenza, di sgarbi che si tollerano obtorto collo, di “rosso e di blu”, di scazzi che ogni tanto prendono il sopravvento e che, però, servono a ciascuno di noi per restare a contatto con la parte più viva e più vera di sé, quella dell’animale biologico, dello scimpanzé evoluto che potrà anche leggere e comprendere Wittgenstein, ascoltare e godere di Mozart, ma pur sempre uno scimpanzé rimane, e in esso “alto e basso“ sempre convivranno (“come sopra, così sotto“). Essa ha costretto tutti ad identificarsi con uno dei personaggi della “storia”, e che storia!, a comprenderne le ragioni, a sentirlo vicino e a mostrarglisi solidale; a percepirlo come un eguale. Un capolavoro.

La seconda pagina, quella ammannitaci dalla stampa sedicente di destra, invece, puzzava terribilmente di stantio; di “Prima Repubblica”; di rituale da conventicola di mediocri; di espediente cialtronesco per offrire una narrazione dei fatti non solo parziale, ma addirittura falsa. Miserrimo.

La prima pagina, quella donataci da Fini e Berlusconi, per un giorno ci ha fatto sentire “partecipi”, tutti, a prescindere dall’appartenenza partitica; per un giorno ha regalato a noi tutti l’illusione di una similitudine tra “noi” e “loro”; niente “gente”, niente “Casta”: solo eguali; solo cittadini; demo-crazia. (Con Bersani e Franceschini l’avremmo mai potuta vivere, una simile esperienza?). Un trip di quelli buoni.

La seconda pagina, quella scritta dalle redazioni dirette da Feltri e Belpietro, e di cui si parlerà diffusamente altrove, invece, ha dimostrato una sola cosa: che di persone laide ed immorali, e capaci di ogni nefandezza – come Ezio Mauro o Concita De Gregorio – è pieno zeppo anche l’universo giornalistico (pura onagrocrazia) che ruota attorno alla destra. Che tristezza.

Fortuna che ci sono Silvio e Gianfranco.

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23 Responses to "Due pagine"

  • natalino trombone says:
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