Se il governo prende per i fondelli anche gli imprenditori…

È un distillato di catto-comunismo; un indice della subcultura anticapitalista, paternalista, statalista ed illiberale che animava i nostri Padri Costituenti: parliamo dell’articolo 41 della nostra Carta. Quello che Tremonti ha promesso di voler modificare; quello che recita:

L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Ciò che è importante rilevare, in merito a tale articolo, è che esso è l’unico che stabilisca obblighi a carico di una categoria di prestatori d’opera, quella degli imprenditori: non esiste, infatti, altra norma nella nostra Carta che si premuri di prescrivere analoghi oneri in capo a qualsivoglia altro lavoratore. Eppure, a rigor di logica, qualunque attività umana potrebbe essere esercitata recando “danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Perché, allora, i Padri Costituenti vollero riservare questo “trattamento speciale” ai soli imprenditori?

Per il semplice fatto che essi, in ragione dei propri pregiudizi ideologici e religiosi, individuavano in chiunque facesse impresa un nemico; un soggetto cui concedere una manciata di diritti a patto che s’impegnasse a subire affronti ed umiliazioni, senza proferire verbo, onde espiare il proprio peccato d’origine: quello d’essere uno sporco capitalista sfruttatore del lavoro altrui, o, in alternativa, quello di maneggiare con troppa disinvoltura – e fortuna – “lo sterco del Demonio”.

Morale della favola: l’Italia è il paese europeo in cui più bassa è la libertà d’impresa e più modesta è la crescita economica (da oltre un decennio).

Ciò detto, veniamo al dunque.

Giulio Tremonti, in accordo col Premier, ha dichiarato di voler modificare il succitato articolo della Costituzione onde garantire, per un lasso di tempo limitato, maggiore libertà a chiunque faccia impresa, liberandolo dagli infiniti “lacci e lacciuoli” che oggi lo strangolano (come ha rilevato sarcasticamente Fausto Carioti su Libero, inoltre: “Si tratta del primo annuncio liberista fatto dall’interventista Tremonti in questa legislatura”).

C’è da essere contenti per il proposito espresso dal Ministro dell’Economia?

Purtroppo no, e per alcune semplici ragioni.

Innanzitutto, perché la modifica di un articolo della Carta richiede una maggioranza qualificata dei 2/3. Dunque se l’opposizione non è favorevole ad essa, non si darà luogo ad alcuna revisione costituzionale (a meno che non si voglia percorrere la strada più che impervia della consultazione referendaria). In secondo luogo, perché se anche l’opposizione fosse d’accordo si dovrebbe aspettare più di un anno per completare il processo di novazione. Campa cavallo.

In terzo luogo, non è ragionevole rallegrarsi di ciò che ha in mente il titolare di via XX Settembre, perché questi ha dichiarato che la riforma sarà “a costo zero”. E se sarà a costo zero, gli imprenditori – che oggi pagano finanche per respirare – non ne trarranno alcun significativo beneficio.

In quarto luogo, perché è inaccettabile l’idea che si voglia concedere solo temporaneamente maggiore libertà a chi faccia impresa. Puzza di “concessione regia”, e come tale dovrebbe essere rispedita al mittente accompagnata da un bel vaffanculo: siamo cittadini, non sudditi o schiavi.

In ultimo, perché l’articolo 41 della Costituzione, come molti altri, delega alla legge ordinaria il compito di disciplinare quanto da esso statuito. A rigor di logica, dunque, se si volesse spezzare le catene che opprimono gli imprenditori, dovrebbe essere sufficiente modificare la norma (o l’insieme di norme) che dà attuazione all’articolo summenzionato.

Se si propone altro, invece, è solo perché in realtà non si ha voglia di fare una mazza a sostegno dell‘impresa.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags: , ,

12 Responses to "Se il governo prende per i fondelli anche gli imprenditori…"

Leave a Comment