Bankitalia: “La manovra può ridurre il Pil dello 0,5%”

Qui lo si è detto fin dalla sua presentazione: la manovra economica varata dal governo, in virtù dei consistenti tagli che contempla e dell’assenza – al suo interno – di qualunque misura idonea a rilanciare l’economia (leggasi: liberalizzazioni), potrebbe avere effetti recessivi e contrarre ulteriormente il Pil.

Oggi Bankitalia ammonisce:

A parità di tutte le altre condizioni nel biennio 2011-2012 la manovra potrebbe cumulativamente ridurre la crescita del Pil di poco più di mezzo punto percentuale attraverso una compressione dei consumi e degli investimenti”, con ciò determinando un “maggior disavanzo nel 2012 valutabile in poco meno di 0,3 punti percentuali che porterebbe il saldo di quell’anno a circa il 3% del Pil”.

Aggiungendo anche:

L’entità della correzione appare adeguata a raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto nel quadro macroeconomico delineato nella Ruef (Relazione unificata su economia e finanza pubblica). Potrebbero essere necessari ulteriori interventi qualora si presentasse uno scenario più sfavorevole”.

Speriamo solo vada in porto l’operazione che hanno in mente i finiani, e che prevede l’introduzione in manovra di una riduzione dell’Irap (da farsi a saldi invariati, naturalmente).

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