Nel Pd tira aria di scissione

Quando Bersani dice che veniamo da 150 anni di storia, quando promuove la parola “compagni”, ci fa guardare indietro. Invece il Pd è scommessa nuova” (Pierluigi Castagnetti).

Da settimane i cattolici del Pd sembrano aggrapparsi a qualunque pretesto, anche il più banale, pur di contestare Bersani e la sua linea politica. Sono in fibrillazione.

Lamentano il fatto che il partito vada spostandosi sempre più a sinistra; e temono che questo possa alienargli le simpatie dell’elettorato moderato e centrista.

Da questo punto di vista, essi hanno perfettamente ragione: un Pd che si limitasse ad essere una riedizione dei Ds avrebbe scarsa fortuna e modesto seguito; e non sarebbe affatto in grado di rappresentare – agli occhi degli elettori – una valida e utile alternativa di governo al PdL; che, malgrado le sue molteplici carenze, seguiterebbe a vincere – chissà per quanto – le elezioni politiche senza sforzo alcuno. E a farne le spese, inutile dirlo, alla fine sarebbe solo il cittadino: privato della possibilità di scegliere tra due ipotesi di governo egualmente credibili.

Al Paese, invece, serve altro: serve una competizione tra due partiti parimenti “appetibili”.

Ma perché ciò avvenga, è necessario che il Pd si dia un’identità ben precisa: capace di coniugare mercato e solidarietà, e di fornire risposte laiche, ma senza eccessi anticlericali, alle questioni eticamente sensibili. E qui iniziano i problemi.

I cattolici del Pd, infatti, non contestano a Bersani solo la “virata a sinistra” ch’egli sta imprimendo al partito sui temi economici. Gli rimproverano anche scarsa attenzione alla “questione cattolica”. Ne ha parlato chiaramente Pierluigi Castagnetti:

(…) Oggi la tradizione socialista e comunista non dice più niente, a parte il valore dell’uguaglianza sociale. Così, in certi settori del partito c’è la tentazione di surrogare il vuoto delle ideologie perdute con il laicismo (…)”.

Ecco, noi non sappiamo in quale dimensione spazio-tempo viva, Castagnetti; né se faccia uso di sostanze psicotrope. E tuttavia, questa “tentazione” laicista, in seno al Pd, facciamo fatica a intravederla (diciamo francamente). Anzi, a occhio e croce, il Partito democratico ci pare l’unico partito di centrosinistra in Europa che non abbia in agenda due temi tipicamente progressisti: il divorzio breve e il riconoscimento di diritti individuali ai conviventi. E ciò è quantomeno singolare.

L’ex popolare, inoltre, ha anche aggiunto:

Poi, come cercò inutilmente di ottenere Scoppola nei suoi ultimi anni, il Pd ha l’esigenza di darsi una “politica ecclesiastica”, di definire il rapporto con la Chiesa”.

Ora, è pacifico che nel nostro paese qualunque partito debba avere un minimo di rapporti con la Chiesa (ospitiamo pur sempre il Vaticano); e sicuramente il Pd si darà da fare per creare “canali di comunicazione” con la Santa Sede (ammesso serva a qualcosa).

E tuttavia, parliamoci chiaramente, gli argomenti di Castagnetti paiono fuffa. Come null’altro che fuffa era la polemicuzza intentata qualche giorno fa da Fioroni contro i massoni iscritti al partito.

La sensazione è che molti cattolici del Pd, in questo istante, siano attratti da altri lidi (leggasi: Udc); e che utilizzino qualunque questione interna come pretesto per rompere col partito.

Prepariamoci, quindi, ad un nuovo esodo di centristi (che seppellirà definitivamente lo spirito del Lingotto).

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6 Responses to "Nel Pd tira aria di scissione"

  • Simone82 says:
  • camelot says:
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