La Gelmini s’è bevuta il cervello

Due anni fa (il 4 settembre 2008), la giovincella che poggia le terga al Ministero dell’Istruzione, in evidente stato confusionale, dichiarava: “C’è un fraintendimento di fondo: alcuni pensano che premiare i migliori sia una forma di discriminazione, che la meritocrazia sia elitaria. Sbagliato, il merito è un concetto di sinistra”. Non paga di questo, poi, due mesi dopo aggiungeva: “Io l’ho detto, questo è un governo che crede nel cambiamento ed è, per certi versi, un governo di sinistra“.

La medesima fanciulla, confusa più che mai, oggi invece ha sentenziato:

La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana”.

La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana”.

È quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti. L’Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l’arte e la cultura”.

Ora, a parte il fatto che la scuola dovrebbe limitarsi a fornire Istruzione ai giovani, mentre l’Educazione dei medesimi – i valori e i principi con cui farli crescere – sarebbe bene restasse esclusivo appannaggio dei genitori (qualcuno, per caso, desidera vengano inculcati “valori di Stato”?); a parte questo, la Gelmini forse dimentica due cose.

La prima, è che la lettura della Bibbia è già praticata nelle scuole, nel corso della cosiddetta “ora di religione”. Dunque chi vuole già oggi ha la possibilità di conoscere quel testo.

La seconda, è che noi si vive in uno stato laico: in cui netta è la separazione tra “sfera religiosa” e “cosa pubblica”; in cui ogni confessione religiosa, almeno teoricamente, è eguale alle altre ed egualmente libera; e in cui un eventuale intervento dell’autorità statuale finalizzato ad estendere l’insegnamento di una specifica religione anche oltre gli spazi attualmente previsti – e consentiti – dalla legge (l‘”ora di religione“), potrebbe essere addirittura incostituzionale.

Pertanto, se la Gelmini desidera leccare il culo alle gerarchie ecclesiastiche onde ottenerne l’appoggio, anziché perdere tempo con la succitata idiozia, si dia da fare, in consiglio dei ministri, perché venga introdotto al più presto il quoziente famigliare.

Quanto al resto: ringraziando Iddio, l’Occidente giudaico-cristiano è una “società aperta“, liberale e fondata sul relativismo.

Ed è questa la sua forza.

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19 Responses to "La Gelmini s’è bevuta il cervello"

  • Simone82 says:
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