Il Capo dello Stato rispetti la Costituzione formale e non faccia politica

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ieri ha fatto un’uscita assolutamente anomala, sotto il profilo dell’osservanza della Costituzione e della prassi istituzionale. Dopo aver provveduto, com’era suo dovere fare, alla nomina di nove nuovi sottosegretari (atto formalmente presidenziale, ma sostanzialmente governativo) su indicazione del Presidente del Consiglio, egli ha ritenuto opportuno diramare una nota ufficiale dal contenuto, invero, più che censurabile. Eccola:

“Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ieri proceduto alla firma dei decreti di nomina di nove Sottosegretari di Stato, la cui scelta rientra come è noto nella esclusiva responsabilità del Presidente del Consiglio dei ministri.
Il Capo dello Stato ha in pari tempo rilevato che sono entrati a far parte del Governo esponenti di Gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche.
Spetta ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il Governo“.

Fuor di “politichese”. L’inquilino del Colle, con il succitato comunicato, ha inteso far sapere ai protagonisti della vita politica parlamentare che a suo – opinabilissimo – giudizio, la nomina dei nuovi membri governativi, per essere legittima, dovrebbe essere suggellata da un voto di fiducia. Cosa questa, è d’obbligo sottolinearlo, che non trova fondamento alcuno nei precetti della Carta, né, tantomeno, nella pluridecennale prassi istituzionale repubblicana.

Si dà il caso, infatti, si debba ricorrere al cosiddetto voto di fiducia, in ossequio ai commi 1, 2 e 5 dell’articolo 94 della Carta, allorquando si addivenga alla formazione di un nuovo esecutivo (non è il nostro caso) o un certo numero di parlamentari presenti apposita mozione (“Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere,” comma 1; “Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante apposita mozione motivata e votata per appello nominale”, comma 2; “La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione”, comma 5).

Inoltre, secondo consolidata prassi istituzionale, il Capo dello Stato può richiedere che l’esecutivo si sottoponga al vaglio fiduciario delle Assemblee, nella ipotesi in cui – a seguito di “turbolenze” nella maggioranza che lo sostiene – esso sia stato ampiamente rimaneggiato nella sua composizione, mediante “rimpasto” e sostituzione di taluni ministri. Ma, in casi del genere, il Capo dello Stato non fa altro che rendersi “portavoce” delle richieste dei gruppi parlamentari di maggioranza (che, nel caso in esame, non vi sono).

Ancora.

Il Presidente della Repubblica ha richiesto, sia pur implicitamente, il ricorso al voto di fiducia perché – a suo dire – “sono entrati a far parte del Governo esponenti di Gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche”.

Ecco, e sia detto con il massimo del rispetto, l’inquilino del Colle ha preso un abbaglio e detto una cosa assolutamente inesatta (che rende ancor più grave e censurabile il suo intervento, e lo connota quale atto d‘interferenza politica): si dà il caso, infatti, che 7 dei 9 nuovi sottosegretari siano stati eletti con l’attuale maggioranza di centrodestra, e solo due – Riccardo Villari e Bruno Cesario – con l’opposizione. Inoltre, fa d’uopo ricordare come sempre la Costituzione, all’articolo 67, per salvaguardare l’autonomia e la libertà del singolo parlamentare, statuisca che: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. L’assenza di vincolo di mandato, voluta dai Padri Costituenti (soprattutto comunisti), consente ad ogni parlamentare, rendendola legittima, finanche la transumanza dalla opposizione alla maggioranza (per quanto a noi possa apparire eventualmente censurabile e poco commendevole, e propria di un versipelle o di un puttano). Inoltre, che taluni parlamentari eletti nelle file del Pdl abbiano poi dato vita a gruppi parlamentari estranei al medesimo, è cosa di nulla rilevanza e costituzionale e istituzionale; e ampiamente consentita dai regolamenti camerali, i quali, essendo interna corporis, non sono, tra l’altro, nemmeno soggetti al sindacato di legittimità costituzionale della Consulta (figurarsi, poi, se possano essere sindacati dal Capo dello Stato che, nel nostro ordinamento, è – e non può che comportarsi come – un semplice notaio).

Tutto ciò appurato e premesso, non si può che rilevare – con dispiacere – come il Capo dello Stato, con il succitato comunicato, abbia posto in essere l’ennesimo atto travalicante le proprie competenze; e abbia voluto, ancora una volta, intervenire nella contesa politica neanche fosse, e così non è, legittimato a farlo.

Ecco, in una fase politica convulsa come quella attuale – in cui tanto il Presidente del Consiglio quanto quello della Camera regolarmente si rendono responsabili di sgrammaticature istituzionali, definiamole così -, non vorremmo che il Capo dello Stato si facesse contagiare da questo clima malsano, e arrivasse addirittura a pensare di dover – o poter – avere un ruolo politico (quello di “guida morale“); tale da potersi permettere finanche il lusso di non ossequiare, almeno di tanto in tanto, il dettato della Carta.

Se fosse possibile, pertanto, lo inviteremmo gentilmente a fare solo ciò che è costituzionalmente ammissibile: tacere e non ingerirsi nelle questioni di politica politicante.

P.S. La decisione di Fini e Schifani è semplicemente ridicola.

P.P.S. Un tempo, cose come quelle espresse in questo modesto post, le avremmo sentite dire a gran voce da gente come Marco Pannella ed Emma Bonino. Evidentemente, della “legalità costituzionale” non gliene frega più un fico secco (o forse non serve a raccattare voti alle elezioni).

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13 Responses to "Il Capo dello Stato rispetti la Costituzione formale e non faccia politica"

  • Marco Paperini says:
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  • Luca says:
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