Alfano apre a Fini (forse)

Agnellino Alfano è diventato segretario nazionale del Pdl (auguri) e, anche se il suo compito, allo stato, sembra essere solo quello di traghettare il partito dall’attuale fase a quella post-Berlusconi, visto che non ha la stoffa per diventarne il leader, la sua reggenza, tuttavia, potrebbe riservare qualche sorpresa e servire anche ad altro. A ricucire, ad esempio, lo strappo con Fini e Futuro e Libertà e a rifondare il Popolo della Libertà onde farne ciò che sin qui non è stato: un moderno ed autentico partito liberal-conservatore, aperto a moderati e liberali, a cattolici e laici, ma non anche a chi provenga da culture estranee ed ostili ai valori di centrodestra, come i socialisti o certi cattolicisti che osteggiano l‘economia di mercato e le istanze liberali (si veda alla voce: Tremonti, Sacconi, Cicchitto, Craxi, Giovanardi e compagnia catto-socialista cantante).

Ed è forse proprio per questa ragione che oggi il neo segretario ha rivolto un invito:

«Costruiremo tutti insieme un grande partito, la prospettiva è quella del Ppe».

«Propongo una grande costituente popolare con chi è disponibile a camminare su questa strada e per questo progetto. Ora verranno fatte subito interviste a esponenti del centro politico per chiedere qual è la loro risposta».

Premurandosi di aggiungere anche qualcos’altro che, con ogni probabilità, non voleva essere solo un monito interno (ai Denis Verdini e ai Cosentino vari), ma anche un’apertura a chi, come Fini, quando era ancora all’interno del Pdl aveva sollevato la questione:

«Dobbiamo lavorare per il partito degli onesti».

In ogni caso, l’agenda politica di Alfano dovrà necessariamente contemplare alcuni temi: 1) Le primarie per selezionare la classe dirigente del partito ed il leader; 2) La ridefinizione del perimetro politico-culturale del Pdl (che, sin qui, e per le posizioni che ha espresso in politica economica, si è rivelato null’altro che un partito di centrosinistra moderato); 3) L’abbandono dell’alleanza strategica con la Lega visto che, come ha dimostrato (anche) l’esito dei Referendum, larga parte dell’elettorato (e della classe dirigente) della medesima, all’incirca il 50%, ha posizioni incompatibili con le istanze liberal-conservatrici.

Ecco il discorso (da democristiano) di Alfano (ascoltatelo dal tredicesimo minuto).



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6 Responses to "Alfano apre a Fini (forse)"

  • Giluca says:
  • camelot says:
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