Liberalizzazioni annacquate per colpa di Alfano, Bersani e Casini. Questi vogliono i forconi

Signori, prima che sia troppo tardi, abbandonate la nave: chi la guida, e dovrebbe condurla in porto, con ciò salvandoci la ghirba, non ha la benché minima idea di quale rotta seguire. E, si badi bene, qui non si allude a Monti, che è un mero esecutore, un mandatario; tutt’al più un amministratore di condominio e pure alquanto sfigato. Qui si parla della trimurti di fallocefali che, in questo istante, porta avanti il piroscafo Italia e che è indicata dalla stampa con l’acronimo Abc. Ovvero: Alfano, Bersani e Casini.

Le tre testine di cavolo, tre giorni or sono hanno incontrato a pranzo il premier. Hanno parlottato e parlamentato con lui per ben tre ore. E, alla fine, gli hanno chiesto una cosa sola: tieni giù le mani dalle corporazioni; tieni giù le mani dai farmacisti, dai tassisti, dai commercianti, dai notai e dai benzinai; non t’azzardare a torcergli un capello ché sono nostri elettori, nostri clientes, e se s’incazzano non ci votano più.

Il Bocconiano, a quel punto, ha dovuto prendere atto delle richieste. E, nei giorni a venire, ha rimaneggiato, a più riprese, il decreto contenente le liberalizzazioni. Morale della favola: buona parte degli interventi che avrebbero potuto incidere soprattutto nell’immediato sul nostro Pil, favorendone la ripresa o quantomeno contenendone la decrescita, è scomparsa.

S’era deciso, ad esempio e sacrosantamente, di concedere ai commercianti il diritto (sic!) di scegliere quando praticare qualsivoglia tipo di sconto e saldo; senza più dover sottostare ai diktat autoritari, illiberali e dirigisti del Leviatano. Questa norma, a quanto riferisce la stampa, è stata depennata. I bottegai avranno solo il diritto (sic!) di tenere alzate le saracinesche a proprio piacimento. Ché troppa libertà avrebbe fatto loro montare la testa  – non sia mai fossero arrivati a pensare d’essere cittadini e non sudditi!

E, però, codesta cosa piccina picciò, gli sconti e i saldi “liberi”, avrebbe potuto spingerci a spendere un pochino di più; visto che, da anni a questa parte (questo dicono le statistiche), causa ristrettezze economiche noi italiani si mette mano al borsello e si fa shopping solo quando dalle vetrine dei negozi si vede emergere, quali sirene ammalianti, i cartelli con su scritto: saldi!

Nel breve periodo, ovvero nell’immediato, la piena deregolamentazione dei saldi e degli sconti sarebbe stata un vero toccasana per la nostra malconcia ed asfittica economia. Anche perché, di altre misure atte a rilanciare nel breve periodo la crescita, non v’è traccia: né nel cosiddetto Dl liberalizzazioni, né, salvo qualche modesta eccezione, nella manovra cosiddetta Salva-Italia (quella già varata). E, siccome gli investitori esteri ritengono che il nostro Pil cresca troppo poco per consentirci di ripagare l’immenso debito che abbiamo sul groppone, per noi i problemi continueranno ad essere enormi.

In più, sempre la succitata trimurti di fallocefali, intrisa ora di catto-comunismo ora di clerico-fascismo, non è nemmeno intenzionata a formulare un serio piano di privatizzazioni onde ridurre lo stock di debito e metterci al riparo dal rischio default.

Ora, siccome è previsto che la nostra economia, nel 2012, subisca un brusco crollo (-2,2% secondo il Fondo monetario internazionale); e siccome questo farà aumentare il peso del debito sul Pil (il cosiddetto rapporto debito/Pil) e, conseguentemente, ci farà apparire agli occhi degli investitori esteri come ancora più inaffidabili; siccome, ancora, non si vuole nemmeno falcidiare lo stock di debito, mediante privatizzazioni, onde ridurre il succitato rapporto (debito/Pil), la domanda è una sola: Alfano, Bersani e Casini ci fanno o ci sono?

E, soprattutto, hanno contezza del fatto che se continuano così, ci faranno fare la fine della Grecia e che loro finiranno infilzati da un mare di forconi?

Estote parati.

P.S. Un’altra emerita testa di cavolo, militante per di più nel sedicente partito di centrodestra denominato Popolo della Libertà, ha proposto, per ridurre il debito, una nuova tassa che dovrebbe gravare sul contribuente per la modica somma di 400 miliardi di euro. A riprova del fatto che la mamma dei cretini sia sempre incinta ed abbia, per di più, parti plurigemellari.

Aggiornamento del 21.

Quelli di Chicago Blog hanno iniziato ad analizzare, ad una ad una, le liberalizzazioni approvate da Monti. Ecco le loro considerazioni: Liberalizzazioni: quelle vere e quelle false; Decreto liberalizzazioni: contrordine compagni, niente libertà di sconto; Decreto liberalizzazioni: Eni nuda e senza rete?; Decreto liberalizzazioni: Carburanti, dirigismo soft?; Decreto liberalizzazioni: Servizi pubblici locali, il coraggio che manca; Decreto liberalizzazioni: Farmacie, passi troppo piccoli e contraddizioni; Decreto liberalizzazioni: Siae, la riforma incompiuta; Decreto liberalizzazioni: le assicurazioni “chiuse in una scatola nera”.



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10 Responses to "Liberalizzazioni annacquate per colpa di Alfano, Bersani e Casini. Questi vogliono i forconi"

  • mauro_s says:
  • camelot says:
  • Alessandro Liccardo says:
  • camelot says:
  • Andrea Girvasi says:
  • camelot says:
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