L’Italia è tra i paesi europei con la minore percentuale di precari

Entro la fine di marzo, il governo dovrebbe presentare un disegno di legge contenente misure per riformare il mercato del lavoro. Due in particolare: innanzitutto il cosiddetto “contratto unico d’inserimento”, che andrebbe a rimpiazzare la stragrande maggioranza dei contratti a tempo determinato oggi in vigore e garantirebbe ai giovani maggiori tutele; ed in secondo luogo, l’abolizione dell’articolo 18 della legge 300 del 1970 (altresì nota come: Statuto dei lavoratori).

L’obiettivo dell’esecutivo è quello di porre termine, come richiesto quest’estate dalla Bce, alla disparità di trattamento, vero e proprio apartheid, esistente tra outsiders ed insiders: con i primi, i figli, esposti ad una flessibilità che troppe volte assume, oggettivamente, i contorni della precarietà; ed i secondi, i padri, che godono di tutele che non hanno eguali, o quasi, nel resto d’Europa.

Affronteremo in altra sede questi temi. Quello che qui si vuole mettere in evidenza, oggi, è che le statistiche che vengono fornite sulla percentuale di precari esistenti nel nostro paese, assai spesso sono false. Come falsa è la leggenda secondo cui in Italia esisterebbero molti più lavoratori a tempo determinato che in qualunque altra nazione europea. Tutto smentito da questo grafico.

La tabella, è bene precisarlo, è stata presa da quest’articolo di Les Echos (il più importante quotidiano economico francese ed uno dei più prestigiosi in Europa); ed elaborata sulla base dei dati forniti da Eurostat. Quindi sono cifre vere ed ufficiali.

Ebbene, l’Italia, fatta eccezione dell’Irlanda e del Regno Unito, ha la più bassa percentuale di lavoratori a tempo determinato d’Europa: 13,6 ogni 100. Contro i 27,4 (ogni 100) della Polonia; i 26,1 della Spagna (fino a ieri l’altro governata dal socialista Zapatero); i 22,7 del Portogallo; i 15,9 della Francia; i 14,9 della Germania. Anche la media dell’Europa a 27 paesi è più alta: 14,4.

Insomma, anche in questo caso siamo ultimi in classifica.

Ma, per una volta, non è affatto detto sia un male.



Tags: ,

18 Responses to "L’Italia è tra i paesi europei con la minore percentuale di precari"

  • Fra says:
  • camelot says:
  • Niko says:
  • Simone82 says:
  • Sergio says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Fra says:
  • camelot says:
  • bruno says:
  • camelot says:
  • Francio says:
  • camelot says:
  • Luca says:
  • camelot says:
Leave a Comment