François Hollande fa paura ed orrore – L’appel de 21 économistes français contre le programme socialiste destructeur

La peggiore sinistra possibile, quella ancora orgogliosamente social-comunista e regressista, quella che non smette di far leva sull’odio e la lotta di classe, quella illiberale ed autoritaria distante anni luce dalla sinistra democratica e riformista incarnata negli ultimi anni da Blair, Zapatero e finanche Schröder, è alle porte dell’Eliseo: François Hollande, il Fassina d’Oltralpe, salvo imprevisti, domani sarà consacrato Président de la République.

Questa eventualità, negli ambienti liberali e democratici francesi, ovviamente, genera sconcerto e timore. Al punto da spingere 21 economisti e docenti universitari a firmare un appello, ripreso anche dal Wall Street Journal, contro il “pericolo Hollande”:

«Il programma di François Hollande e dei suoi amici socialisti origina da motivazioni demagogiche, ma che sono illusorie e distruttive: aumentare il salario minimo invece di liberare energie, punire i ricchi invece di incoraggiare tutti ad uno sforzo produttivo, spendere per stimolare la crescita (invero per fare clientele) invece di utilizzare le risorse al meglio (Le programme de François Hollande et de ses amis socialistes procède de motivations démagogiques, mais qui sont illusoires et destructrices : augmenter le SMIC au lieu de libérer les énergies, punir les riches au lieu d’inciter tout le monde à l’effort productif, dépenser pour stimuler la croissance (en fait pour acheter des clientèles) au lieu d’utiliser au mieux les ressources).

Il socialismo ha sempre fallito, nella sua forma estrema – il comunismo – come in quella più moderata – la socialdemocrazia. È in effetti indiscutibile che la prosperità sia strettamente correlata con il grado di libertà economica (Le socialisme n’a jamais réussi, sous sa forme extrême – le communisme – comme sous sa forme plus modérée – la social-démocratie. Il est en effet incontestable que la prospérité est étroitement corrélée au degré de liberté économique).

Come possiamo continuare a credere, nel ventunesimo secolo, e dopo decenni e secoli di riflessione ed esperienza, in ricette che sembrano essere più un artificio alchemico che il frutto di analisi scientifica? Come possiamo credere che lo Stato sia in grado di controllare l’economia come farebbe il conducente di una locomotiva semplicemente premendo qualche pulsante? (Comment peut-on encore, au XXIème siècle, après des décennies et des siècles de réflexion et d’expériences, croire à des recettes qui relèvent plus de la magie incantatoire que de la science ? Comment peut-on croire que l’Etat peut manipuler l’économie comme le ferait un conducteur de locomotive en poussant quelques manettes ?).

Come possiamo immaginare che sarebbe sufficiente creare ex nihilo delle unità monetarie irreali per spingere gli individui a produrre maggiore ricchezza? (Comment peut-on imaginer qu’il suffirait de fabriquer ex nihilo des unités monétaires irréelles pour que les hommes se mettent à produire plus ?).

Come possiamo credere che uno Stato possa promuovere la crescita semplicemente spendendo di più, senza renderci conto che per farlo esso avrebbe bisogno di più tasse o di prendere in prestito le risorse necessarie alla bisogna, e cioè per finanziarie le sue spese inutili e demagogiche? (Comment croire qu’un Etat peut promouvoir la croissance par le seul fait qu’il dépense plus, sans se rendre compte qu’il prélève par l’impôt ou par l’emprunt les ressources nécessaires à ses gaspillages et à ses dépenses démagogiques?).

La crescita non può essere decretata dall’alto, essa è il risultato non pianificabile di innumerevoli decisioni ed azioni poste in essere da individui capaci d’impegno e dotati di fantasia. Ma perché essi possano conseguirla è necessario che non ne venga frustrata l’attività con vincoli normativi paralizzanti o con imposte spoliatrici. Ciò significa che la politica socialista che un François Hollande farebbe se, sfortunatamente, avesse accesso al potere supremo, con il sostegno dei suoi inevitabili alleati – comunisti e verdi – non potrebbe che produrre stagnazione economica, crescita della disoccupazione e della povertà, un indebitamento pubblico insopportabile (La croissance ne se décrète pas, elle est le résultat non planifiable des décisions et des actes innombrables d’individus capables d’efforts et d’imagination. Mais pour cela il est indispensable de ne pas freiner leurs élans par des contraintes règlementaires paralysantes ou des impôts spoliateurs. C’est dire que la politique socialiste qu’un François Hollande ferait si, malheureusement, il accédait au pouvoir suprême, avec le soutien de ses alliés inévitables – communistes et écologistes – ne pourrait produire que la stagnation économique, un chômage et une pauvreté accrus, un endettement public insupportable).

È tragico che si pensi sia possibile migliorare la vita di alcuni punendo ed impoverendo altri. Siamo tutti solidali in una società umana ed è interesse di tutti incoraggiare ciascuno a dare il meglio di sé. La Francia patisce da decenni una bassa crescita, una elevata disoccupazione, ma anche la mancanza di speranza che colpisce in particolare i più giovani. Purtroppo, noi non siamo usciti dal socialismo, degli statalisti di destra che si sono avvicendati a quelli di sinistra. Per ridare speranza ai Francesi c’è un’unica soluzione: abbandonare il socialismo. Perseguirlo più a fondo non sarebbe altro che un errore fatale (Il est tragique qu’on puisse penser qu’on va améliorer le sort de certains en punissant et en spoliant les autres. Nous sommes tous solidaires dans une société humaine et il est dans l’intérêt de tous d’inciter chacun à donner le meilleur de lui-même. La France souffre depuis des décennies d’une faible croissance, d’un chômage élevé, mais aussi du manque d’espoir qui frappe en particulier les plus jeunes. Malheureusement, nous ne sommes pas sortis du socialisme, des étatistes de droite ayant succédé aux étatistes de gauche. Pour rendre l’espoir aux Français il n’y a qu’une solution : sortir du socialisme. Y rentrer plus profondément ne pourrait être qu’une funeste erreur…).

I firmatari sottoscrivono in quanto economisti e non appartengono ad alcun partito politico (Les signataires s’engagent en tant qu’économistes professionnels et n’appartiennent à aucun parti politique).

Florin Aftalion (ESSEC), Charles Arnoux (Univ. Aix-Marseille), Jacques Bichot (Univ.Lyon-3), Gérard Bramoullé (Univ. Aix-Marseille), Jean Pierre Centi (Univ. Aix-Marseille), Liliane Debroas (Univ. Aix-Marseille), André Fourçans (ESSEC), Georges Gallais-Hamonno (Univ. Orléans), Jacques Garello (Univ. Aix-Marseille, administrateur de l’IREF), Guido Hülsmann (Univ. Angers), Georges Lane (Univ. Paris-Dauphine), Jacques Lecaillon (Univ. Paris-2-Assas), Jean-Didier Lecaillon (Univ. Paris-2-Assas), Bertrand Lemennicier (Univ. Paris-2-Assas), Henri Lepage (Institut Turgot), Jean-Yves Naudet (Univ. Aix-Marseille), Patrice Poncet (ESSEC), Alain Redslob (Univ. Paris-2-Assas) Pascal Salin (Univ. Paris-Dauphine), Anne Tassy (Univ. Aix-Marseille), Alain Wolfelsperger (Science-Po Paris)».

In bocca al lupo ai francesi (e a noi europei tutti).

P.S. Il fatto che nel Pd si parteggi apertamente, e per di più senza alcun distinguo, per Hollande, getta non poche ombre sulla effettiva natura del partito e della sua classe dirigente. I riformisti aborrono il social-comunismo. E ne prendono sempre le distanze.



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5 Responses to "François Hollande fa paura ed orrore – L’appel de 21 économistes français contre le programme socialiste destructeur"

  • eric says:
  • camelot says:
  • Andrea says:
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